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briciole musicali : Duetto secondo Mozart-DaPonte
di venises , Thu 24 January 2008 1:30
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Oggi cercheremo di sostenere la tesi che la creazione (artistica o scientifica) è un processo, uno sviluppo. Per conseguenza, ogni teoria epistemologica che affronti il tema della creazione sul modello della Creazione (Popper, tanto per fare un esempio) deve necessariamente mancare il bersaglio. Ci faremo aiutare, nella nostra dimostrazione, da Mozart-DaPonte. Se dopo averci letto non riuscirete più ad ascoltare la famosissima aria del Don Giovanni “Là ci darem la mano” come prima, allora vuol dire che ci saremo riusciti.

Tutti conoscete la scena: Don Giovanni irrompe in una festa paesana mentre due giovani del popolo, Zerlina e Masetto, stanno per sposarsi; allontana Masetto con la prepotenza ed invita Zerlina a seguirlo in un casottino lì vicino, abbagliandola con la prospettiva di una vita da signora e non più da contadina. Zerlina esita, poi cede. L’atteggiamento di Zerlina (esitazione dapprima, poi cedimento) determina la struttura musicale del brano, che è diviso in tre parti:
• La prima battuta dell’uno e poi dell’altra, quattro righe ciascuno, nelle quali i due espongono le proprie intenzioni o desideri;
• La parte centrale, fatta di due battute ciascuno, alternate, ogni battuta una riga soltanto. Questa è la scelta di Mozart-DaPonte per rendere l’incalzare della tentazione.
• Il duetto finale (“Andiam, andiam”) cantato insieme – ad esprimere il cedimento finale di Zerlina e la raggiunta unione d’intenti.

A ben guardarla, la struttura del brano è piuttosto lineare, in fondo. Notate come il ritmo non cambi (Andante, dall’inizio alla fine: eppure il cuore di Zerlina sarà ben stato in tumulto, un cambio di tempo non ci sarebbe poi stato così male), notate come Zerlina ceda gradualmente e progressivamente senza ripensamenti né sussulti (la sua prima frase è già: “vorrei e non vorrei”, vacilla subito, non prova a resistere nemmeno un poco).
Confrontate ora questo brano con l’Aria “Fra gli Amplessi” (brevemente analizzata nel post IL LEGAME del 27 agosto 2007) del Così Fan Tutte, opera successiva del medesimo autore. Vi accorgerete che si tratta di rappresentare la medesima vicenda interiore, ‘la transizione dal vacillare al cedimento’ ma che stavolta Mozart-DaPonte l’arricchisce di una complessità sconosciuta al Don Giovanni. L’intenzione artistica è la medesima nei due casi, ma la forma espressiva è molto più compiuta nel Così Fan Tutte: per esempio con l’invenzione di quel duetto incompiuto a metà strada, appena abbozzato e subito abbandonato; oppure col cambiamento continuo del tempo come strumento necessario per esprimere il tumulto interiore di lei; con Fiordiligi sola in scena in apertura a stabilire chiaramente il punto di vista, ovvero che la musica darà voce alle sensazioni di lei – un’inquadratura in soggettiva, si direbbe oggi, la chiave di lettura di tutto il brano musicale. Brano che, se vuole descrivere il tumulto interiore, deve scegliere di trattarlo in soggettiva. Ci stiamo spingendo sino a sostenere che persino la scelta (a prima vista bizzarra) d’iniziare il duetto con Fiordiligi sola in scena è l’unica coerente fino in fondo con ciò che Mozart-DaPonte vuole rappresentare. Fino in fondo, questo è il punto. L’Aria del Così Fan Tutte è compiuta al punto che, a percorrere il cammino a ritroso, a scrutare “Là ci darem la mano” dopo aver attentamente analizzato “Fra gli Amplessi”, la famosa aria del Don Giovanni (per bella che sia – ed è certamente molto bella) sembra solo abbozzata e non ultimata. Esattamente come un pittore che dipinge nuovi personaggi a coprire la prima stesura di un suo quadro non abbellisce ma corregge degli errori e porta a compimento l’intenzione iniziale, così Mozart-DaPonte non cessò di riflettere al come, in quell’aria del Don Giovanni, aveva realizzato la sua stessa intenzione artistica. E come ogni grande creatore, non si dette pace finché non trovò la chiave.
Perché, anche se l’opera è terminata, l’Opera non termina mai.

* * *

DON GIOVANNI Là ci darem la mano, là mi dirai di si. Vedi, non è lontano: partiam, ben mio, da qui
ZERLINA (Vorrei e non vorrei… mi trema un poco il cor… Felice, è ver, sarei: ma può burlarmi ancor).
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DON GIOVANNI Vieni, mio bel diletto!
ZERLINA (Mi fa pietà Masetto)
DON GIOVANNI Io cangerò tua sorte
ZERLINA (Presto, non son più forte)
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DON GIOVANNI E ZERLINA (insieme) Andiam, andiam, mio bene, a ristorar le pene d’un innocente amor!




P. S. = ci occuperemo una prossima volta di come la struttura musicale qui discussa è trattata da Domenico Cimarosa nel suo capolavoro.



(Mozart - Fra gli Amplessi, Così Fan Tutte )

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