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Gramsci : Giuseppe Vacca e Matteo Evangelista
di fulmini , Tue 29 April 2008 8:00
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(Ripubblico qui il 'fulmine' che è uscito il 27 aprile 2008 su ALIAS, settimanale del quotidiano 'il manifesto', nella rubrica 'Fulmini e saette' che tengo su quelle pagine da un paio di anni.)

Giuseppe Vacca (‘Beppe’ lo chiamo io – siamo amici) ha fatto a Gramsci di Ales con questo suo libro – e di Angelo Rossi - ‘Gramsci tra Mussolini e Togliatti’ (Fazi editore, 2007 d.C.) ció che Matteo ha fatto a Gesú di Nazareth col suo Vangelo (80 d.C.)

Matteo, per farsi comprendere e accettare dagli ebrei, ha insistito ideologicamente sugli elementi di continuitá tra Gesú giovane - Gesú ebreo - e Gesú maturo - Gesú fondatore di una nuova religione (storicamente superiore alle ‘Religioni del Sacrificio’ - compresa per ció la religione ebraica), la ‘Religione della Fraternitá’. Ma si é contraddetto, Matteo, e in maniera decisiva, quando ha testimoniato che il leit-motiv di Gesú era “E’ scritto... ma io vi dico…” (Mt, 5, 20-48). E’ scritto nei Libri Sacri, ma io vi dico che bisogna andare oltre i Libri Sacri, oltre la visione intellettuale e morale ebraica. L’esito del Vangelo di Matteo (e prima di Marco, e poi di Luca e di Giovanni) é stato la riduzione tradizionale del disegno riformatore di Gesú: il Gesú dei Vangeli é infatti ancora (per quanto?) Gesú Cristo, il Gesú del Sacrificio.

E Beppe che ha fatto con questo libro? Volendo farsi comprendere e accettare dai marxisti, ha insistito ideologicamente sugli elementi di continuitá tra Gramsci giovane - il Gramsci fondatore del PCd’I - e il Gramsci maturo - il Gramsci scrittore dei ‘Quaderni del carcere’, il fondatore della ‘Scienza della Storia e della Politica’ e della ‘Società Regolata’. Ora, é vero che tra il Gramsci giovane e il Gramsci maturo ci siano elementi di continuità, ma questi elementi sono secondari rispetto agli elementi di rottura del pensiero marxista e della pratica comunista.

La prova di quanto vado dicendo la porta proprio Beppe, onesto intellettualmente e moralmente com’é: nei ‘Quaderni del carcere’ Gramsci realizza “un vero e proprio mutamento di paradigma (...) una rottura epistemologica rispetto alla prima metá degli anni Venti”. Lo dice, Beppe, ma non ne trae tutte le conseguenze teoriche e politiche. E cosí, come Matteo riconduce (riduce) Gesú allo Jahwista, Beppe riconduce (riduce) Gramsci a Togliatti, il massimo interprete della continuitá Gramsci giovane – Gramsci maturo.

Il libro inizia per ció, conseguentemente, con una cruciale citazione da Togliatti: “Gramsci fu un teorico della politica, ma soprattutto fu un politico pratico...” Ora, é vero che “In ogni personalità c’é una attivitá dominante e predominante: é in questa che occorre ricercare il suo pensiero, implicito il piú delle volte e talvolta in contraddizione con quello espresso ex professo.” (Quaderno 11) Ma quando Togliatti parla di Gramsci come politico pratico opera una proiezione psicologica e una riduzione culturale. Cosí fa Beppe. Cosí fa Matteo. E Gesú maturo? E Gramsci maturo? Aspettano, pazientemente e impazientemente, che la loro riforma intelletuale e morale sia riconosciuta e sviluppata. Ma questo comporta il superamento teorico e pratico del cristianesimo e del marxismo. Che, ancora oggi, é vissuto esistenzialmente ed empiricamente dai cristiani e dai marxisti – questo vuol dire ‘crisi del cristianesimo”, ‘crisi del marxismo”- ma non risolta intellettualmente e moralmente.

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Commenti
Inviato: 29/4/2008 16:13  Aggiornato: 29/4/2008 16:13
Mi ha telefonato un momento fa Gennariello. Mi ha domandato se si potrebbe avere la traduzione in italiano del testo (che per lui è come il latino).
Inviato: 29/4/2008 19:29  Aggiornato: 29/4/2008 19:31
Autore: fulmini

@ anonimo lettore

Certo che si può avere una 'traduzione in italiano' del testo che ho pubblicato oggi - cioè una sua versione più semplice. Eccola.

I discepoli di solito deformano le parole e gli atti dei maestri, perché invece di elevarsi al livello che i maestri hanno raggiunto, li abbassano al proprio livello. Esempi di questo genere sono Giuseppe Vacca (discepolo di Gramsci) e Matteo Evangelista (discepolo di Gesù).
Inviato: 30/4/2008 2:19  Aggiornato: 30/4/2008 2:19
Autore: Sogni

La tradizione non puo' che tradire.
Inviato: 30/4/2008 2:20  Aggiornato: 30/4/2008 2:20
Autore: Sogni

E anche la traduzione!
Inviato: 4/12/2008 13:23  Aggiornato: 4/12/2008 13:23
giuseppe vacca chi ti fa insegnare
Inviato: 30/11/2009 15:11  Aggiornato: 30/11/2009 15:11
OGGI 30-11-2009,NELLA FOCOLTA'DI LETTERE E FILOSOFIA IN LOCALITA' "SA DUCHESSA" A CAGLIARI,HO PARTECIPATO AD UN SEMINARIO DI STORIA CONTEMPORANEA INTITOLATO "GIULIANO PROCACCI STORICO DEL MARXISMO" ORGANIZZATO DAI PROFESSORI ;GIOVANNI MURGIA,BRUNO ANATRA,CLAUDIO NATOLI. IL RELATORE, GIUSEPPE VACCA ,(PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE ISTITUTO GRAMSCI-ROMA),HA TENUTO UNA ESPOSIZIONE STORICA MAGISTRALE!!!! VINCENZO COCCO.
Inviato: 30/11/2009 15:23  Aggiornato: 30/11/2009 15:24
Autore: fulmini

@ Vincenzo Cocco

Sono contento per te e per tutti i partecipanti al Seminario: Giuseppe Vacca è un notevole intellettuale, sa leggere e sa scrivere e sa parlare. E' anche mio amico. Le critiche intellettuali che gli rivolgo - come nell'occasione di questo piccolo saggio in forma di post - non vogliono dire che lo sottovaluti. Al contrario. Io taccio solo nei confronti di chi valuto poco - cioè per quello che è.

Resta il problema che ho sollevato e argomentato, Vincenzo. E i problemi richiedono argomenti, non complimenti.