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Gramsci : Primo dialogo tra Gennariello e Fulmini
di fulmini , Mon 28 April 2008 7:00
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(Esterno giorno. Periferia di Napoli.)

Gennariello (studente di terza liceo)
Perché è nata chista Lega Nord, Fulmini? E perché è cresciuta fino a raddoppiare i suoi voti nelle ultime elezioni politiche nazionali?

Fulmini
Le ragioni della nascita e della crescita della Lega Nord in Italia sono tante, Gennariello. Ti dico qual è secondo me la ragione più importante: la crisi organica dello Stato Nazionale.

Gennariello
E cos’è lo “Stato Nazionale”?

Fulmini
“Stato Nazionale” è la forma di governo generale delle società umane nata cinquecento anni fa in Europa dalla crisi organica della civiltà medioevale. È nata praticamente in Spagna e in Francia, e poi è stata teorizzata da Machiavelli con Il Principe. Sta alla base della civiltà moderna, che è la civiltà degli Stati Nazionali. Oggi è in crisi organica. Tutte le cose, e tutti i fenomeni, e anche le forme di governo generale, nascono, si sviluppano, e muoiono. Lo Stato Nazionale sta morendo.

Gennariello
Ueh, Maronna mia! E che succederà? Scomparirà la civiltà moderna?

Fulmini
Se vinceranno le risposte regressive a questa crisi, sì. La Lega è una risposta regressiva (localistica, razzistica, egoistica) alla crisi organica dello Stato Nazionale.

Gennariello
E ci sono anche risposte progressive alla “crisi organica” – come dici tu - dello Stato Nazionale?

Fulmini
Certo. L’Unione Europea è una risposta progressiva (internazionale, integrata, solidale). Ma di questo, Gennariello, dialogheremo un altro giorno. Adesso andiamoci a prendere un gelato, di quelli che piacevano tanto a Giacomo Leopardi. Lo sapevi che andava pazzo per i gelati di Napoli?

Gennariello
Vabbuo’. Ma io prendo un cono piccolo. Il professore l’altro giorno ci ha detto che Leopardi è morto di troppo gelato.

Fulmini
Eh no, Gennariello. Leopardi, come ha scritto Gramsci nei suoi Quaderni del carcere, è morto di disperazione: “Leopardi è il poeta della disperazione portata in certi spiriti dal sensismo settecentesco, a cui in Italia non corrispondeva lo sviluppo di forze e lotte materiali e politiche caratteristico dei paesi in cui il sensismo era forma culturale organica.”

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Commenti
Inviato: 29/4/2008 10:33  Aggiornato: 29/4/2008 10:33
http://ethos.ilcannocchiale.it/?id_blogdoc=1041942

L’Europa tra 50 anni. Un gioco propiziato dalla curiosità di Derrick De Kerckhove, allievo traduttore e coautore di Marshall McLuhan, docente di Sociologia della cultura digitale e di Sociologia dell’arte digitale. Ormai 23 mesi fa.

Scrivevo allora, primo punto di 8, e confermo oggi:

"L’Europa sarà politica, innervata e costruita dalle comunità locali. I comuni avranno ruolo trainante, le istituzioni federali cureranno il presidio alla via europea allo sviluppo. Sarà pressoché abbandonata l’economia degli idrocarburi e molto estesa la presenza delle città e dei villaggi energeticamente autosufficienti".

Detto più terra terra, se il potere sulle grandi scelte si allontana [e non potrebbe essere che così per effetto dell'integrazione tra economie di scala globalizzate], la dimensione locale ridiventa centro degli stili di vita feriale e delle compensazioni tra il distanziarsi del potere tecnofinanziario e lo scontro determinato dalle mescolanze tra gruppi culturalmente disomogenei.

Lo spazio ormai è ridotto dalla velocità dei mezzi di trasporto, che lo annullano in ore o pochi giorni. Le economie territoriali possono fare a meno dello stato centralista, se cresce la qualità di auto-organizzazione dei territori ed il loro tessuto produttivo si integra nei flussi commerciali mondiali.

Sta terminando la funzione storica assolta dagli stati nazione mentre si accentua il ruolo e la rilevanza delle aree vaste. A partire proprio dalla dimensione piccola e piccolissima [rispetto a quella megalopolitana delle aree urbane che concentrano milioni di persone in continuum paragonabili al nostro nord-est, ma territorialmente più densi].

Ma ci torneremo. Ci tornerò.
Inviato: 29/4/2008 11:19  Aggiornato: 29/4/2008 11:19
C'è qualcuno? Da un senso strano sapere d'essere l'unico utente online.

Ammiro la fantasia messa in atto a giustificazione di una sconfitta epocale e non mi riferisco certo al dialogo di fulmini. La teoria esposta da Ethos mi sembra interessante, stimolante quanto fondata.
Saranno i prossimi mesi, anni, a stabilire le regole del gioco dettate dallo scontro, a livello mondiale, tra differenti modelli economici di sviluppo. Non mancano però segnali contraddittori.
Un esempio marginale per quanto poco pertinente ma che interviene nel contenuto del commento è che "sarà pressoché abbandonata l’economia degli idrocarburi" ma i primi tentativi di ricavare energia da prodotti agricoli sta affamando intere popolozioni.
Ci sarebbe bisogno di spazio e un ordine preciso per affrontare seriamente una disamina degli elementi in gioco. Volando basso vedo che non solo a Roma prevalgono forze che si richiamano, anche storicamente, ad un concetto unitario di stato nazionale. Vedo che in generale si affermano le forze conservatrici con messaggi chiari e diretti. Vedo che è stata sconfitta una sola parte e che è stata sconfitta innanzitutto dalla percezione del bisogno di sicurezza. Sconfitta, a mio modesto avviso, a ragione.
Mario DG
Inviato: 29/4/2008 15:39  Aggiornato: 29/4/2008 15:39
Autore: fulmini

@ Ethos

"L’Europa sarà politica, innervata e costruita dalle comunità locali" - tu scrivi. Giusto. Soffermiamoci sulle "comunità locali".

Una cosa sono le 'comunità locali' che sono mezzo per il fine 'localismo'. Come la Lega Nord.

Un'altra cosa sono le 'comunità locali' che sono mezzo per il fine 'universalismo'. Come il movimento di riforma intellettuale e morale Gesù di Nazareth.

Matteo Evangelista era confuso, e confondeva 'localismo' e universalismo'. Come ho scritto chiaro e tondo oggi, sul nostro sito-rivista. Diamo a Gesù ciò che era di Gesù, a Matteo ciò che era di Matteo.

Gesù era un "artigiano di una città di provincia" (Max Weber, Socciologia della religione - Parte di "Economia e società') che avrebbe votato il PD. E Matteo?
Inviato: 29/4/2008 15:41  Aggiornato: 29/4/2008 15:41
Autore: fulmini

@ MarioDG

La Sinistra Arcobaleno è stata sconfitta dai suoi fantasmi.
Inviato: 29/4/2008 16:09  Aggiornato: 29/4/2008 16:09
In questo caso mi riferisco direttamente alla risposta dell'amico fulmini:
Non ho mai citato la "sinistra l'arcobaleno". Ti sembrerà strano ma ritengo il vero sconfitto, giustamente, il progetto riformista (o chiamalo come vuoi) di Uolter. Ma questo è solo l'inizio perché, continuo a vedere, il resto lo farà la caparbia cecità di militanti e simpatizzanti e sostenitori.
Una sola ulteriore considerazione:
Un poco infastidito lo sono perché, anche all'ultimo congresso, Max Weber se n'è stato zitto, ma un poco ne sono anche stato felice perché Gennariello stava già tremando.
Inviato: 29/4/2008 17:19  Aggiornato: 29/4/2008 17:19
http://web.mit.edu/daylighting/home.html

No. Nessun accenno al bioetanolo. Od ai biocarburanti che consumano territorio e non offrono sostanziali miglioramenti alla questione delle sostenibilità energetica.

Ma, proprio ieri, c'è stata l’inaugurazione ad Arezzo del primo idrogenodotto al mondo in area urbana.

Ed io stesso mi sono applicato ad un modello che ho definito Vireal Village, allo scopo di innovare la filiera dell’ABITARE, fornendole la spinta competitiva necessaria a supportare una forte ricaduta industriale. Recuperando proprio la tradizione e la sensibilità estetica italiana [sopravvissuta alla cattiva edilizia anni ‘70],
quale somma di:
• design
• automazione domotica
• creazione di habitat, indoor ed outdoor, fortemente relazionali
• sperimentazione estesa di paradigmi costruttivi bioarchitettonici ed antropomorfi [come quello linkato del MIT]
• impiego spinto di tecnologie e nuovi materiali finalizzati sia all’abbattimento dei consumi
energetici [fino all’autosufficienza], sia alla resistenza all’usura nel tempo dei componenti
[distinti per cicli differenziati di obsolescenza].

S'intende, in questa chiave, quale sia la funzione del cofinanziamento pubblico alla ricerca, in
relazione alla disponibilità di una reale massa critica per la sperimentazione di sistemi abitativi di nuova concezione, che non ripetano gli errori urbanistici di un’impostazione speculativa verificata in taluni esempi di edilizia residenziale pubblica ad effetto criminogeno.

Ecco. Questo per me è politica. Cioè innovare gli approcci e cambiare i modelli d'intervento, per creare condizioni sociali migliori per un ampio spettro di popolazione, urbane e rurale, periferica e metropolitana. Senza distinzione di censo. Proposta inviata a suo tempo alla Fabbrica, idem al loft, senza mai aver ricevuto neppure un riscontro. Ci si poteva fare un'intera campagna elettorale sopra.

Solo per citare un esempio, tra tanti possibili.
Inviato: 29/4/2008 17:39  Aggiornato: 29/4/2008 17:40
<<Ecco. Questo per me è politica. Ci si poteva fare un'intera campagna elettorale sopra. Solo per citare un esempio, tra tanti possibili.>>

Invece presentiamo un progetto di "partito progressista" con un ritardo storico e ci limitiamo a criticare le proposte altre e a enunciare discorsi di principio. E oggi ci inventiamo le cose più bizzarre per snobbare chi non ci ha votato e per giustificare questa sconfitta epocale che se non abbiamo perso... infondo non è stata proprio cioè poteva andar peggio.
Mario DG
Inviato: 30/4/2008 0:05  Aggiornato: 6/5/2008 22:46
Lo Stato nazionale è una struttura politica (cioè di dominio istituzionale, militare, giuridico, fiscale, culturale, linguistico) che consolida il potere centrale (il centralismo delle città capitali con le loro burocrazie) e subordina le città e comuni e località ecc. La prima fase è stata l'assolutismo, e progressivamente è divenuto ciò che chiamiamo impropriamente democrazie.

Sono d'accordo, lo Stato nazionale è in crisi organica. Il problema è che la crisi viene da lontano, e potrebbe prolungarsi ancora molto, con il conseguente deterioramento della vita civile.

Luis Razeto