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racconti di poche parole : Cesare e i suoi dispari
di fulmini , Sat 26 April 2008 5:30
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Cesare era dittatore e girava senza scorta. Perché – diceva - era meglio morire un giorno di morte che ogni giorno di paura. Bruto e Cassio erano repubblicani e pugnalarono Cesare perché - non dicevano - era meglio ucciderlo una volta che suicidarsi ogni volta d’invidia.

L'ironia della sorte e della morte fecero di loro ciò che erano: lui il classico perpetuo della guerra letterata (e massimo interprete della commedia nuova), loro i repubblicani a tempo determinato: condottieri dispotici in lotta per la sua successione (e minimi interpreti del diritto antico).

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Commenti
Inviato: 26/4/2008 10:14  Aggiornato: 26/4/2008 10:14
"Preferisco un busto che un mezzobusto s..........i".*
Bruto (si proprio lui; quello)
* [la redazione è dovuta ricorrere all'autocensura per decoro e poiché in rete possono navigare colpevoli e innocenti]

*****

"Dittatore! Gli metterei una bomba in quel posto anche in busto.
Errico Malatesta

*****

"Dio ce ne scampi da mendicanti e dilettanti".
Oscar Wilde.

*****

Bertold Brecht: Poesie e canzoni (Nuova Universale Einaudi 16)
vedi pagina 57
e poi pag. 92
e poi pag. 122
e poi a piacere
Eugen Berthold Friedrich Brecht

*****

"Potrei anche dire che mi spiace ma mi scappava troppo".
UnCaneDiStrada
Inviato: 26/4/2008 10:52  Aggiornato: 26/4/2008 10:52
Autore: fulmini

Mi convince e mi commuove Cesare, soprattutto perchè aveva una visione storicamente progressiva della società umana. Bruto e Cassio invece erano regressivi: volevano tornare al predominio del Senato. Ma la dimensione territoriale e il compito politico della repubblica romana domandavano il principato. Oggi, per esempio, la Lega è regressiva, e l'Unione Europea progressiva - ma su questo tornerò con un post 'ad hoc'(per usare la lingua di Cesare).
Inviato: 26/4/2008 12:13  Aggiornato: 27/4/2008 8:49
L'Italia intera è in febrile attesa; non aspettava altro.
Uolter Ueltroni
Inviato: 28/1/2018 17:51  Aggiornato: 28/1/2018 17:51
Autore: fulmini

Continuando a leggere e vedere e riflettere su Cesare mi sono imbattuto in un programma televisivo troppo parlato (troppo radiofonico) e poco figurato (poco televisivo): il narratore di turno dovrebbe starsene spesso e volentieri fuori campo, e lasciar parlare la sua voce e sostenere il racconto con materiali pittorici, scultorei, numismatici, architettonici, eccetera. Tuttavia questa ricostruzione popolare della vita di Cesare non è banale.
https://www.youtube.com/watch?v=BfTN2dQJ_5A