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Gramsci : Giovanni Sartori scienziato superficiale
di fulmini , Wed 23 April 2008 7:00
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Giovanni Sartori, nel suo ultimo libro (La democrazia in trenta lezioni (Mondadori 2008) scrive che nel mondo antico la politica obbediva alla morale, nel mondo medievale obbediva alla religione, nel mondo moderno la politica... è autonoma (obbedisce solo a se stessa) – per merito e responsabilità di Niccolò Machiavelli.

capitano di marina che indica la rotta

Syrah (i nostri inviati), Torre Vado, Pasqua 2007

Sartori è uno scienziato della politica di notevole spessore, ma ha ‘il tallone di Achille’ nell’ignoranza (largamente condivisa dalla generalità degli scienziati della politica novecenteschi) della elaborazione del Gramsci dei Quaderni del carcere.

Io torno spesso, prima nelle pagine del blog-rivista e ora del sito-rivista, su questa tremenda lacuna della scienza politica (e sociale e storica) contemporanea. Perché sono marxista? No. Perché ho nostalgia del marxismo? No. Ci torno (e ci tornerò) perchè Gramsci era andato oltre il marxismo, ed oggi, in piena crisi del marxismo (e del liberismo) ci serve come il pane. Faccio qui di seguito un esempio contestuale della originalità e della potenza della analisi del Gramsci dei Quaderni del carcere in quanto scienziato della politica e della società e della storia, per mostrare la superficialità della affermazione di Sartori (e degli scienziati della politica e della società e della storia nostri contemporanei).

Machiavelli – mostra e dimostra Gramsci nei Quaderni – configura la scienza politica e sociale come scienza della politica (politica relativamente autonoma) perché nel suo tempo gli automatismi propri del ‘mercato determinato’ (in formazione) non si erano ancora estesi all’insieme della società, e dovevano essere quindi autoritariamente indotti, conformati dal potere politico in formazione, lo Stato. L’economia politica si costituirà (con Smith e Ricardo) come scienza dello Stato dal momento in cui è il ‘mercato determinato’ che regola la vita collettiva. Questo significa uno spostamento della base dello Stato e un assorbimento della politica da parte dell’economia, coincidente con lo spostamento del potere di direzione (egemonico, nella società civile) dalla nobiltà e dal clero alla borghesia. Marx renderà assoluto, estendendolo a tutta la storia, questo spostamento e questo assorbimento che è tipico di una determinata epoca storico-politica.

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Commenti
Inviato: 25/4/2008 17:49  Aggiornato: 25/4/2008 17:49
prosaicamente mi verrebbe da dire che nel mondo contemporaneo la politica obbedisce ai politici....

prishilla
Inviato: 12/3/2009 15:41  Aggiornato: 12/3/2009 15:41
NO CARISSIMO; L'ASCESA BORGHESE NELLO STATO E LA CREAZIONE DI UNA ECONOMIA E DI UNA CULTURA "BORGHESE" SONO FATTI SQUISITAMENTE POLITICI: L'"ECONOMICO" RILEVA SE TRADOTTO POLITICAMENTE IN UN DETERMINATO ASSETTO DI POTERE, E' LA POLITICA CHE FA PROPRIA L'ECONOMIA STRUTTURALMENTE.......
Inviato: 12/3/2009 16:44  Aggiornato: 12/3/2009 16:44
Autore: fulmini

@ Carissimo Anonimo

In questo sito-rivista ci siamo posti il compito di proporre alla libera discussione punti di vista 1) esposti in un linguaggio non specialistico e 2) completi di argomenti.

Ora, tu, nel tuo maiuscolo commento proponi un punto di vista diverso da quello che ho assunto nel post - e in questo non ci vedo niente di male - ma parli in gergo e non argomenti, parli a pochi e autoritariamente - e in questo ci vedo tutto il male: la discussione per questa via finisce prima di cominciare.

Fai ancora un passo. Fammi capire, facci capire, fai capire a Gennariello - il lettore ideale di questo sito-rivista: uno studente di terza liceo.

Grazie.