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Gesù : il localismo di Matteo
di fulmini , Thu 17 April 2008 7:50
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Cercis siliquastrum (Albero di Giuda), Roma, viale di San Gregorio, 14 aprile 2008

Umberto Galimberti ha pubblicato un libro (Il segreto della domanda, Apogeo S.r.l. 2008) fatto da sessanta domande di lettrici/lettori del magazine ‘D la Repubblica delle Donne’ e sessanta sue risposte.

Siccome questo sito-rivista, nato dalla costola del blog-rivista http://fulmini.ilcannocchiale.it offre molto spazio e dedica grande attenzione ai lettori ed alle lettrici (ed ai loro commenti, silenziosi, gridati, sussurrati) vorrei mettere qui in evidenza e in discussione la domanda di un lettore di nome Ezio Pelino il quale, scrivendo a Galimberti (e quindi a tutti noi – dal momento che la sua lettera è pubblica) afferma che “Gesù in vita non ha avuto una visione universalistica della sua missione. Si preoccupa[va] soltanto della salveza del popolo ebraico. [Infatti] In Matteo si legge... [E] Sempre in Matteo...” (pagina 26).

Ora io mi domando a mia volta – e domando a te lettore, a te lettrice - quale sia la ragione profonda della ignoranza diffusa in ogni luogo e fra persone di cultura alta e media e bassa, religiose o laiche poco importa, delle conoscenze oramai acquisite intorno a Gesù di Nazareth ed ai Vangeli in quanto testi storicamente, geograficamente, ideologicamente determinati. Comunque sia, Pelino mostra di ignorare che “Matteo, scrivendo tra e per i giudei, si impegna in particolare a mostrare nella persona e nell’opera di Gesù il compimento delle Scritture” ( La Bibbia di Gerusalemme. Il Nuovo Testamento, Edizioni Dehoniane, Bologna, 1989) e che "questo vangelo fu scritto anzitutto tenendo presente la situazione delle comunità cristiane che vivevano tra gli Ebrei, specie in Palestina e in Siria [e per questa ragione] in tutto il corso del vangelo è dato il massimo valore all'Antico Testamento" (Nuovo Testamento - Nuovissima versione, Edizioni San Paolo s.r.l. 2005). Ignora insomma che il localismo è di Matteo e non di Gesù, e che è attribuito da Matteo a Gesù per ragioni pratiche-ideologiche. Gesù in vita aveva constatato più volte questa riduzione-deformazione dei suoi pensieri e dei suoi atti ad opera dei discepoli, ed una volta era sbottato: "Perché mi chiamate Maestro e poi non fate quello che dico?" Luca 6,46

Cosa vuol dire questo che ho appena scritto? Vuol dire che Matteo era storicamente, geograficamente, ideologicamente determinato e Gesù no? Niente affatto: vuol dire piuttosto che tutti gli esseri umani sono storicamente, geograficamente, ideologicamente determinati. Ma c'è modo e modo. Prendiamo due compositori, Mogol e Mozart, ascoltiamo una canzone del musicista 'leggero' e un'aria d'opera del musicista 'preciso' (per adoperare una bella formula di Venises): Mogol risulterà localista, Mozart universalista. A ciascuno il suo.

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Commenti
Inviato: 17/4/2008 10:00  Aggiornato: 17/4/2008 10:00
Non mi è molto comprensibile cosa si sottende alle parole musicista: leggero, preciso, localista e universalista nell'esempio portato a sostegno.
Spero che Venises passi poi il fatto che Mozart è un musicista (tralasciando in come e quando) e Mogol "solo" un "paroliere". Incontrandosi avrebbero potuto comporre assieme anche se, il successo, non fa di Mogol un ricercato scrittore di parole per la musica.
Mario DG
Inviato: 17/4/2008 10:21  Aggiornato: 17/4/2008 10:21
Autore: fulmini

Cercherò di essere più chiaro e tondo, caro MarioDG.

Venises, qualche tempo fa, sul nostro sito-rivista, ha proposto di definire quella musica che solitamente è definita 'classica', o 'seria', con la formula 'musica precisa' - e ne ha dato una bella spiegazione.

Io, per distinguere, il genere di musica prodotto da Mogol dal genere di musica prodotto da Mozart, ho adottato la formula di Venises.

Che poi Mogol sia autore di parole e Mozart sia autore di note a me non pare essenziale, parlando qui e ora di musica-di-parole-e-di-note, di musica cappuccino direbbe Zavattini, cioè di musica dove non si capisce dove finisce il caffé e comincia il latte. (Ecco, ci sono cascato un'altra volta, nell'abitudine di rendere la scrittura 'precisa' ma non 'seria'.)
Inviato: 20/4/2008 12:04  Aggiornato: 20/4/2008 12:04
bellissima pianta...e pensare che è cugina dell'umile fagiolo!

Lelo