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lo Stato del meridione : i loro e i nostri
di filippopiccione , Thu 10 April 2008 7:00
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Numeri del Disordine e numeri dell’Ordine
Le Forze del Disordine – del Contro-Stato del Meridione - sono 18.200 (Mafia: 5.500, ‘Ndrangheta: 6.000, Camorra: 6.700). Le Forze dell’Ordine - dello Stato del Meridione - sono 295.000 (Polizia di Stato: 110.000; Arma dei Carabinieri: 118.000; Guardia di Finanza: 67.000)

La mappa del “pizzo”

Sicilia
PALERMO. Anche se a seguito della cattura di Provenzano i capi clan stanno studiando nuove strategie di intervento, il pizzo continuano a pagarlo (quasi) tutti. Persino “un ragazzo che vuole mettersi all’angolo del mercato a vendere l’aglio e il prezzemolo deve pagare il pizzo”(Emanuale Andronico, collaboratore di giustizia). Essendo ancora scarsa la collaborazione delle vittime e dei cittadini, la sezione “criminalità organizzata” della Squadra Mobile di Palermo ha dovuto faticare molto per riuscire ad arrestare 17 esponenti di un clan mafioso.
TRAPANI e AGRIGENTO. In queste province le organizzazioni criminali hanno subito durissimi colpi dalle Forze dell’Ordine.
CATANIA. I reati malavitosi che vanno dal pizzo alle rapine ad episodi di criminalità diffusa tendono invece ad aumentare. La Mafia ha mostrato capacità di ricostituirsi e rigenerarsi con una certa rapidità, anche se ogni anno vengono tolti dal circuito criminale 500-600 persone.
GELA. Nonostante sia sottoposta ad una fortissima pressione estorsiva, con 2-3 attentati a notte, le Forze dellOrdine sono riuscite ad indebolire le cosche, grazie alla volontà sinergica del Comune e della società civile. Dal 2005 ci sono stati 150 arresti e 80 denunce.

Calabria
REGGIO CALABRIA, LOCRIDE, GIOIA TAURO. Qui né le imprese né la politica hanno la forza d’imporsi, perché la ‘Ndrangheta ha un potere ancora più asfissiante di quello della Mafia. Come ha dimostrato l’ultima relazione della Commissione parlamentare Antimafia, la ‘ndrangheta tende sempre più a strutturarsi verticalmente, attraverso accordi tra gruppi che operano in zone territoriali diverse. Ciò nondimeno le squadre mobili di Cosenza e di Catanzaro hanno arrestato tre appartenenti alle cosche e, grazie all’operazione della polizia di Stato ‘Spes’, a Lamezia sono state individuate le basi operative dell’organizzazione criminale e decapitati i vertici di un clan.

Campania
NAPOLI, EBOLI, CASERTA. Il fenomeno delle estorsioni sta via via assumendo proporzioni allarmanti. Il clan Casalesi controlla tutta l’economia del casertano, legale e illegale, tanto che Tano Grasso, consulente antiracket, considera che la situazione di questa regione si avvicina al modello palermitano. Il racket si sta purtroppo estendendo pericolosamente e massicciamente anche in altre regioni.

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Commenti
Inviato: 10/4/2008 9:10  Aggiornato: 10/4/2008 9:10
Questo post, ed anche i suoi precedenti nella rubrica che li accoglie e li qualifica, mi hanno fornito 'resoconti documentali' (come Lei giustamente li definisce) che non ho trovato in altre riviste on line, e neppure nei maggiori giornali italiani. Gazie, e vivissime congratulazioni.

Vorrei ChiederLe, se è consentito ad una semplice lettrice, che mi spiegasse in un Suo prossimo post come mai, nel corso del breve governo Prodi, ci sono stati tanti arresti di appartenenti alla Mafia, alla 'Ndrangheta ed alla Camorra (altri ancora ieri in Calbria ed oggi in Sicilia).

Grazie ancora.
Inviato: 10/4/2008 9:16  Aggiornato: 10/4/2008 9:16
Aggiungo la firma al mio commento di poco fa: Leoncilla
Inviato: 10/4/2008 11:19  Aggiornato: 10/4/2008 11:19
Viene riportato che il numero delle forze dell'ordine nel meridione sono 295.000 a fronte di un numero di malavitosi di 18.220. Questo dato ci dice che se Lo Stato decidesse di combattare veramente la criminalità organizzata in uno o due anni la ridurrebbe a delinquenza comune. Il vero problema è che la politica, nazionale e locale, non ha mai avuto interesse a farlo. Se la politica decidesse di combattere, le forze dell'ordine, la magistratura si muoverebbero all'unisono, e la società civile di quelle regioni, se l'azione fosse coerente e durevole negli anni, troverebbe il coraggio per collaborare ed emarginare le varie mafie
Mario Pennetta
Inviato: 10/4/2008 12:28  Aggiornato: 10/4/2008 12:28
Per molte volte il sistema si è "mangiato" i miei tentativi di commento e quello che volevo commentare lo dici in parte tu in questa risposta.
Ora... come possiamo perdere una battaglia che sembrerebbe vinta prima di cominciare?
Forse è perché è vero (come dice Cacciari) che l'Italia è il paese dei Comuni cioè del territorio ma nel senso che spesso manca un vero riconoscimento dell'unicità dello stato?
Forse perché troppo spesso, per il motivo suddetto, le "forze dell'ordine" sono riconosciute come "forze di occupazione"?
Diceva un vecchio parlamentare delle mie parti (Venezia): Come possiamo pensare di sconfiggere la mafia che chiede un pizzo del 7% quando la politica chiede tangenti del 10%?
C'è stata tangentopoli ma non sono finite le tangenti.
Mario DG