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racconti di poche parole : Michael Faraday
di fulmini , Sat 20 January 2007 7:00
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Figlio di un maniscalco, autodidatta, scoprì il benzolo, liquefece il cloro (primo esempio di liquefazione di un gas), mise in evidenza gli effetti meccanici dei magneti sui conduttori, scoprì il fenomeno dell’induzione elettromagnetica, dimostrò che le correnti elettriche indotte potevano essere prodotte da magneti in movimento e da correnti elettriche variabili, postulò l’esistenza delle linee di forza di un campo magnetico e riuscì a visualizzarle, dando inizio alla teoria dei campi e alla teoria elettromagnetica, estese il concetto di forza alla gravitazione, intuì la moderna concezione della luce come perturbazione in un campo, scopri l’Effetto, la Costante, le Leggi che portano il suo nome, rifiutò di essere accolto nell’aristocrazia, declinò - due volte - la nomina a Presidente della Royal Society e morì soddisfatto di essere rimasto plain Michael Faraday to the last, un uomo semplice fino all’ultimo.


Quand’era giovane, per potersi dedicare completamente alla ricerca scientifica, chiese per iscritto al Primo Ministro del tempo un minuscolo stipendio. Il Tale respinse la richiesta, specificando che considerava “una grande sciocchezza” la boria degli uomini di scienza.

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