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iLibrieleNotti : Eugenio Borgna
di fulmini , Tue 23 January 2007 7:00
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Sono stati James Hillman ed Eugenio Borga a riconciliarmi negli ultimi anni con la psicologia. Il nordamericano con "Cent'anni di psicanalisi", il norditaliano con "Siamo un colloquio" mi hanno divertito come un ragazzino sulla giostra e convinto come un amico che ti chiama di sotto.


L'altro ieri sono entrato nel recinto di quello che era il Manicomio di Santa Maria della Pietà a Roma, e precisamente nella sala dedicata a Franco Basaglia, per vedere e ascoltare un gruppo di studiosi e sperimentatori e terapeuti. 'Al di là della parola. Vie nuove per la terapia e la ricerca nell'esperienza psicotica' era il tema dell'incontro, e si parlava e si mostrava il Gioco della Sabbia, il Disegno Speculare Progressivo, i loro contorni e i loro dintorni. Fra tutti mi ha commosso Eugenio Borgna. L'ho ritratto. Al di là della parola. Al di là delle parole conclusive del suo libro "Siamo un colloquio", che riporta la celebre citazione del Ludwig Wittgenstein del 'Tractatus logico-philosophicus': "Su ciò, di cui non si può parlare, si deve tacere." Ma no, non è vero e non è giusto. Mettiamola così: "Su ciò, di cui non si può parlare, si deve fotografare."

Garbo ha testimoniato la sua grande stima intellettuale e umana nei confronti di Eugenio Borgna. Luigi ha raccontato un sapido aneddoto della sua vita di ex sportivo pazzerellone, bazardelleparole si è presentato spiritosamente. Io ho ringraziato tutti, aggiungendo una parola speciale rivolta a Garbo, rivelandogli che Eugenio Borgna è leggermente balbuziente e leggermente gigantesco, e per questo mi si è presentato come un centauro, composto per metà dal ragazzo balbuziente che ero io e per l'altra metà dal gigante di cartapesta che partecipava alla processione della Madonna di Portosalvo del mio paese natìo.

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