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briciole musicali : Pachelbel: Canone (encore)
di venises , Tue 25 March 2008 7:00
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Vi abbiamo già proposto il famoso Canone di Pachelbel. Recentemente. Perché allora tornarci su?
Pensavamo invero di aver fatto bene a proporvi un’esecuzione in cui il canone è eseguito da tre violini e quindi è ben percettibile. Ci sentivamo appagati dall’aver evitato le (magari pur belle e certamente molto numerose) esecuzioni nelle quali il canone è invece eseguito da un insieme di archi – cosa che lo rende meno facilmente distinguibile a chi non abbia orecchio allenato.
Ma sentirsi appagati al termine di qualsiasi opera è sempre un errore, un inevitabile errore metodologico. E allora torniamo a parlarne.

Ci è stato fatto notare che nell’esecuzione da noi proposta l'articolazione del basso continuo va persa a causa della sua realizzazione tramite violoncello e/o contrabbasso.
Vi facciamo pertanto riascoltare il Canone di Pachelbel (questa volta pure seguito dalla Giga, visto che ci siamo) eseguito da quel meraviglioso complesso dei Musica Antiqua Köln – oggi purtroppo sciolto – e stavolta vi suggeriamo di prestare attenzione (ora che riuscite a seguire il canone con facilità) alla linea del basso continuo, realizzata con violoncello e clavicembalo. Notate anche la differenza nei timbri sonori dovuta all’esecuzione con strumenti originali.




P. S. = per i curiosi: Reinhard Goebel, il leader del gruppo Musica Antiqua Köln, nel 1990 ha avuto una paresi alla mano sinistra e ha re-imparato a suonare il violino a mani invertite !


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Pachelbel - Kanon und Gigue
(Jordi Savall. All’arpa doppia la figlia Arianna)


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Di Pachelbel si conosce solo il suo unico Canone.
Avrà mai composto anche altra musica? Certamente.
Oggi vi proponiamo la composizione da camera che nel catalogo più recente (Tsukamoto) precede immediatamente il Canone in D, l’ultima suite dalle sue Delizie Musicali.


Johann Pachelbel (1653-1706) - Musicalische Ergötzung.
Partie VI in B-flat major: Sonata (Adagio) – Aria – Courante – Gavotte – Sarabande – Gigue



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Commenti
Inviato: 25/3/2008 18:40  Aggiornato: 25/3/2008 18:40
Secondo me lo fanno troppo veloce
biz
Inviato: 25/3/2008 22:07  Aggiornato: 26/3/2008 10:49

vabbe', ma allora ce l'avete con me! Mi ero registrata e ora mi avete disattivato!!!
Cattivissimissimi! Ora mi sento il canone per calmarmi. Se mi trovano con la bava alla bocca al terzo refrain sarà colpa vostra!
Nefeli
Inviato: 26/3/2008 16:19  Aggiornato: 26/3/2008 16:19
bello e soprattutto da suonare! ciao e complimenti.
Inviato: 18/10/2008 16:44  Aggiornato: 18/10/2008 16:48
Autore: venises

Ho aggiunto un'altra esecuzione interessante del Canone da parte di Jordi Savall (ringrazio gert per la segnalazione)
Inviato: 30/7/2010 20:21  Aggiornato: 30/7/2010 20:21
Autore: venises

Abbiamo aggiunto un'altra composizione di Pachelbel in fondo al post.
Inviato: 30/7/2010 23:56  Aggiornato: 30/7/2010 23:56
Ricordo bene un'esecuzione dell'Offerta musicale (!!) alla Scala nei primi anni novanta, del Musiqua Antiqua Koln, in cui quel violinista impugnava lo strumento "al contrario". Erano straordinari.

Tania
http://pioggiadinote.com
Inviato: 31/7/2010 9:33  Aggiornato: 31/7/2010 9:33
Autore: fulmini

Grazie, Venises, sei una fonte energetica rinnovabile!

Navigando sulla tua scia ho trovato questa interpretazione giocosa del Canone ad opera di Trace Bundy.
Inviato: 31/7/2010 10:27  Aggiornato: 31/7/2010 10:27
Autore: fulmini

E ancora questa energica versione dell'arrangiamento di Trace Bundy del Canone di Pachelbel ad opera di Sungha Jung.

Sono sicuro che Johann (Pachelbel) apprezza dall'altro mondo queste interpretazioni del suo Canone: il bello dell'essere classici è proprio il suscitare una inesauribile catena di interpretazioni.
Inviato: 31/7/2010 11:05  Aggiornato: 22/8/2010 15:12
Autore: venises

@ Tania
Interessante il tuo post sull’Offerta Musicale


@ fulmini
Interessanti le versioni che proponi, non solo per la loro eccentricità ma anche per il loro contenere variazioni.
Il tuo commento m’offre l’opportunità d’aggiungere una piccola curiosità.
Come avviene di regola con la musica antica, il Canone di Pachelbel fu dimenticato per lungo tempo. Venne riportato alla notorietà solo negli anni ’70 (cioè, quasi trecento anni più tardi), per lo più ad opera di artisti rock (primi fra tutti gli Aphrodite's Child. Ma non solo).
Ora, l’autentica “ironica assurdità” della Realtà consiste nel notare che gli autori rock, di questa musica riscoprono ed amano…. la melodia, ignorando completamente il canone (cioè la sua struttura contrappuntistica, ovvero la compresenza di più voci che ripetono la melodia – non la vedete eseguita da più cantanti ma da voci soliste).
Un Canone così bello da essere bello pure senza il canone!



Continuando nelle nostre osservazioni a ruota libera, eccovi un (conosciutissimo) esempio di canone nella musica leggera moderna: Simon & Garfunkel - Scarborough’s Fair.
Se, a questo punto, non sarete sorpresi nell’apprendere che si tratti della re-interpretazione di una canzone tradizionale siete sulla cattiva strada: infatti la versione tradizionale non contiene il “contrappunto” (peraltro anomalo), che è invece opera di Art Garfunkel: Niente è mai come sembra!

Una versione moderna della medesima ballata tradizionale, ma senza il contrappunto?
Eccovela!
Bob Dylan & Johnny Cash – Girl from the Northern Country
Un’altra:
Joni Mitchell & Johnny Cash – Girl from the Northern Country
Inviato: 31/7/2010 13:10  Aggiornato: 31/7/2010 13:10
Stragrazie, Venises.

Questa canzone mi risuona in testa dagli anni perduti. Non avevo mai capito cosa diavolo dicesse, fino ad oggi:

Bob Dylan, Girl from the north country.

Ragazza della terra del nord

Se stai viaggiando nella bella terra del nord
dove i venti battono forte lungo il confine
ricordami a colei che vive laggiù
e che un tempo fu il mio vero amore.

Se vai nella tempesta di neve
quando i fiumi gelano e l’estate finisce
guarda ti prego che abbia una calda pelliccia
per proteggerla dall’ululare dei venti.

E guarda ti prego se i suoi capelli sono lunghi
se cadono e scorrono giù sul suo seno
ti prego guarda per me se i suoi capelli sono lunghi
perché è così che io la ricordo meglio.

Mi domando se si ricorda ancora di me
molte volte ho spesso pregato
nel buio della mia notte
nella luce del mio giorno”.

(Traduzione in italiano, di Stefano Rizzo.)