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lo Stato del meridione : Salvatore Riina e 'Ntoni Macrì
di fulmini , Wed 26 September 2007 7:00
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Ho letto in un blog [http://www.galileo.ilcannocchiale.it/] questa frase: “…in una recente intervista Capitano Ultimo [il tenente colonnello dei carabinieri Sergio De Caprio che ha arrestato nel 1993 Salvatore Riina] ha raccontato che nell’auto che li portava al Comando, il boss dei boss, quello che aveva ordinato centinaia di omicidi, tremava come una foglia…”


E mi è tornato in mente il capo della ‘ndrangheta della costa ionica quando ero ragazzo. Era il 1957, avevo nove anni e tornavo a piedi con mia madre alla nostra casa, in campagna – poco distante dal paese di Siderno (contiguo a Locri, per intenderci). Ci rendiamo conto ad un certo punto che un uomo maturo ci segue lungo le strade sterrate. Cappello a larghe tese, un vestito di velluto scuro. A pochi metri da casa, l’uomo si avvicina, si leva il cappello e dice a mia madre: “Dite a don Lucrezio che ‘Ntoni Macrì vi ha accompagnato per proteggervi dai suoi uomini.” E se ne va. Mio padre era in conflitto con la ‘ndrangheta. Lo avevo visto coi miei occhi sparare – a distanza di sicurezza, per non ammazzarlo – a un picciotto che lo aveva stupidamente provocato.

Si ripete - sbagliando - che non c’è mai niente di nuovo sotto il sole. Ecco come e quanto sono cambiati – in meno di cinquant’anni - gli uomini del Disonore.

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