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eyes wide open : 1 - An-Estetica: la televisione che si guarda ad occhi chiusi (e russando)
di fabiobenincasa , Fri 20 July 2007 9:10
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[Nasce oggi una nuova rubrica, EYES WIDE OPEN, che ha per tema l’arcipelago audiovisivo, ed è firmata da Fabio Benincasa.
Domanda: Ma non vi riposate mai? Risposta: ‘Mai’ è una parola grossa. Diciamo che a nostro superbo avviso “Riposare stanca”.]


An-Estetica: la televisione che si guarda ad occhi chiusi (e russando)

Il caro Fulmini mi ha proposto di occuparmi di audiovisivo di tanto in tanto sul suo blog. E’ una proposta che accetto con entusiasmo. Più o meno tutti noi sappiamo che cos’è l’audiovisivo, anche se è difficile darne una definizione precisa. Le immagini parlanti (o suonanti) sono un ambito unitario, articolato ma in qualche modo percepito come omogeneo, specialmente dai più giovani, che sono cresciuti in un mondo pienamente audiovisuale. Potrei spendere qualche parola in più per espandere il concetto, ma vorrei attenermi ad un discorso concreto.
In realtà l’ambito della riflessione teorica e quello dell’applicazione concreta sono qui strettamente connessi. Facciamo qualche esempio. La televisione italiana da anni non riflette più teoreticamente sul mezzo e questo incide anche sulla concreta efficacia della produzione audiovisuale. Se leviamo dal palinsesto serial e telefilm di produzione americana, prodotti di un’estetica molto raffinata, la maggior parte delle trasmissioni che rimangono potrebbero essere fruite con gli occhi chiusi o con le spalle voltate allo schermo.


[fotografie 248 - Nicosia (Cipro), 22 maggio 2006]

Questa specie di radio con le immagini è lo stigma rivelatore di un pessimo rapporto con l’audiovisivo. La TV italiana è fatta di chiacchiere che dovrebbero veicolare i supposti contenuti, mentre le immagini scorrono come i campi di patate fuori dai finestrini di un treno in marcia: lente, costanti e senza significato specifico. Siccome poi le chiacchiere finiscono per non veicolare alcunché, si produce lo straniante effetto di avere fiumi di parole vuote che subissano flussi di immagini piatte. Un esempio lampante di questo fenomeno è Porta a Porta, dove decine di politici con gambetta accavallata distendono una moquette di chiacchiere, commentato da elaborati montaggi di zumate sul pubblico in studio (o sui calzini del politico di turno).
Avendo vissuto per lungo tempo all’estero mi sembra che uno dei punti più deboli della TV nostrana sia proprio il telegiornale. La novità del videogiornalismo, quando fu introdotto, era rappresentata dal fatto di mostrare le cose mentre succedevano (o quasi). Lo sbarco sulla Luna, l’agguato di Via Fani o il nuovo Papa che si affaccia alla finestra.
All’estero è ancora quasi sempre così. Se c’è qualche immagine da mostrare ci sarà un collegamento con un giornalista sul posto che ci inquadra e commenta la casa in fiamme, il presidente che fa un discorso o i morti stesi per terra. Se non ci sono immagini da mostrare due giornalisti in studio commentano la notizia o intervistano qualcuno che può approfondirla. In Italia ovviamente no.
Il giornalista parla della riforma delle pensioni e la sua voce fuori campo viene sommersa da immagini irrelate di repertorio. Vecchietti che fanno la fila alla posta, vecchietti che danno da mangiare ai piccioni, vecchietti che vanno al centro anziani. Se parla del ministro Tal-de-Tali per un attimo si vedrà il ministro che sale o scende da un’auto blu. Se parla di Roma si vedrà il Colosseo, etc.
Questi montaggi non «mostrano» niente, valgono più o meno come la musica che si sente in ascensore. Si possono dunque dare le spalle allo schermo e ascoltare solo il giornalista che legge la notizia. Magari così ci si concentra di più e si riesce a capire se sta dicendo sciocchezze (di solito è così).
La parola d’ordine dovrebbe essere «uso del mezzo», ma è evidente che proprio alla TV c’è invece una fortissima sfiducia nelle immagini e un’eccessiva fiducia nelle parole che fa il paio con l’eccessiva fiducia nei dialoghi esibita dal cinema italiota. A che cosa può essere dovuta questa sfiducia? Nei prossimi mesi cercheremo di dare una risposta a questa domanda…

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