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ultimogiornodelmese : 7 - novembre
di fulmini , Fri 30 November 2007 8:00
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Claudio Ricci, Roma, Temporale Notturno sul Tiburtino, novembre 2007.

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Menù di fine mese

per la fine di questo penultimo mese del sette p.D. (post Duemila),
lo chef consiglia "il menù dell'anima-le" :
come aperitivo un coolissimo "bloody Mez" del perugino,
per introdurre ad un antipastino di "inglesina sgozzata, alla massmediatica".
Proseguirei con un "tifoso laziale, sparato da lontano" con una spolverata di lucida follia;
da accompagnare con un "missione di pace" delle aride alture afgane, o un "maresciallo al piombo", più o meno delle stesse zone.
Il menù vi guida ora a gustare un bel "filetto di partito democratico in letto di popolo delle libertà",
qui abbinerei un "negro da sbarco clandestino" che, se non molto apprezzato dai critici, è comunque amatissimo fra i consumatori.
"Cruditè di zingaro" e "pinzimonio di barboni", di rigore servire con un "pellicano diesel" del mar morto o della california, purchè ag-ghiacciati.
Per rilassare il palato, "kamikaze alla mediorientale" che sposerei con un "forza Annapolis! Con Dolcezza ".
Senza mai dulcis in fundo, come dessert un "trionfo di pallone" tipico di Scozia, abbondantemente innaffiato con un "gioia per i sopravvissuti" .
Acqua del Bangladesh, caffè dell' ex foresta amazzonica, amaro del darfur... il conto, grazie!
Ma l'anima, di che marca è?

ilbokkaglio

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Ricetta per sopravvivere a novembre

(e alla nausea che mi da il tg, uguale uguale a quella delle giostre che girano intorno e ti riportano ancora ancora ancora e sempre lì)

Duecento grammi di farina e novanta di burro. Pianoforte ma allegro. Un paio di altre mani con cui bisticciare sul tagliere. Accendere il forno a 150 gradi e non scordarsi di approfittare del tepore che si diffonde in cucina. Sciogliere il burro massaggiandolo nella farina e, con lo stesso movimento, sciogliere i nodi delle spalle. Aggiungere due tuorli d’uovo, ottanta grammi di zucchero e venti grammi di latte. Amalgamare in una palla gialla e liscia, rincorrendo e raccogliendo i pensieri dispersi sul tagliere. Avvolgere in un tovagliolo e far riposare mezz’ora in frigo. Riempire l’attesa con le pagine di un libro o con una discussione a piacere purché sia di quelle che finiscono per non finire mai. E che questo ci piaccia. Stendere la pasta, ritagliarla con lo stampino a forma di stella. Reimpastare i ritagli e fare altre stelle. Ancora. Ancora. Adagiare le stelle sulla placca ricoperta di carta da forno e infornare. Saranno pronte quando sentirai odore di biscotto. Non tardare perché in un attimo sarà troppo tardi. Novembre vola.

prishilla

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Il mese della livella

Novembre, cadono le foglie, cadono le teste in Rai, ma non cadono i governi. L’autunno caldo promesso dal Berlusca alla fine non si è materializzato, in compenso si è aperto un gustoso interludio fatto di insulti e ripicche, degno di un divorzio fra vecchie pop-star (dove la Brambilla sarebbe un po’ Yoko Ono). Cominciano i rituali lustrali di fine anno: calendari con le poppe al vento e traffico in centro per i regali, ma novembre è anche il mese della pietà dei defunti. Forse per questo mi ha colpito sapere che una prostituta al cimitero del Verano, a Roma, aveva occupato una tomba gentilizia trasformandola in alcova per i suoi clienti (custodi del cimitero e autisti delle corse notturne dell’Atac). La notizia non sarebbe dispiaciuta a Fellini, che voleva girare al Verano un filmato sui romani che vanno a trovare i loro morti. Ma l’accostamento fra Eros e Thanatos non sarebbe risultato sgradito neppure a Pasolini, per non parlare delle considerazioni che avrebbe sviluppato Flaiano sull’idea che il mausoleo di alcuni aristocratici si trasformi in bordello per una mignotta da quattro soldi. Ora che scrivo mi accorgo che ho citato tutti personaggi che sono morti e sepolti. Ci vuole un po’ per ricordarselo, segno che dopotutto sono ancora vivi. Siamo noi che non ci sentiamo troppo bene.

sogniebisogni

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Quando un pastore…

Lui ha creato molti siti, è stato un antisignano dei blog e ha fatto per primo della teologia un luogo da vivere e discutere in rete. Il suo nome è Paolo, e a tuttora è fra i più rigorosi divulgatori del cristianesimo in rete. Il fatto è che costretto a causa del suo rigore per la Parola di Dio, il pastore Paolo lascerà la sua chiesa a fine anno e come scrive in alcune note nei suoi siti web, non è per lui un momento felice. Uomo colto, proveniente da un cattolicesimo che lo ha deluso, ma che gli ha dato le forze per la conversione alla fede riformata, il Pastore Paolo ha come scopi immediati proseguire la divulgazione della Parola di Dio tramite internet, e di poi andarsene per altre strade, lontano, dove avere il “pane quotidiano” poiché aimé non di sola parola di Dio oggi si può vivere (e certi palazzi curiali romani insegnano che “mammona” è più venerata del tabernacolo.
Paolo cerca un lavoro, nella stessa vigna del Signore, in cui alcuni vignaioli scacciano altri vignaioli…
Il sito del reverendo Paolo è una ricchezza per tutti noi, e vorrei che fosse conosciuto, visitato ed apprezzato; è per questo che ho scelto non un argomento, ma un uomo, per l’ultimo del mese: Paolo Castellina, pastore e curatore del sito www.riforma.net

teologia

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Il divieto, una forma d’arte.

[Dan Witz, Do not enter project 2007, Copenaghen, New York, London]



Fino ad oggi il mio interesse ed entusiasmo per la Street art, anche se trovo riduttivo definirla così, identificava come massimo esponente della categoria sicuramente Banksy, le cui opere sono state esposte al Pollock Fine Art e Hospital di Londra fino al 1 Settembre 2007 in una mostra che si intitolava Warhol vs. Banksy. La sua arte iperrealista è davvero affascinante e Dan Witz regge dignitosamente il paragone. Oltre alla cartellonistica stradale trasformata in una forma d’«arte urbana» una «Rissa» in piena regola che appare assai più realista di quelle viste in Tv e a Montecitorio.

[Dan Witz, Mosh Pit, olio su tela, 2001]



vulvia

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