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leOpereeiGiorni : Dialoghi Impossibili. Sofocle e Freud. Parte Prima e Parte Seconda
di fulmini , Sat 3 April 2021 4:00
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Dialoghi impossibili. Sofocle e Freud (1)

Mi trovo nel Museo Gregoriano Etrusco in Roma, a due passi dalla kylix attica del Pittore di Edipo, ostacolato da due signori barbuti che si guardano in tralice, uno vecchissimo eppure imponente, l’altro più giovane ma occhialuto.

kylix attica del Pittore di Edipo


Ora poi, sempre inchiodati davanti alla coppa di vino in ceramica dipinta, si danno parola, e non posso fare a meno di ascoltarli.

Il vecchissimo, porgendo la mano
: Permette? Sofocle di Atene.

L’occhialuto, stringendola e con una voce rauca come di malattia alla gola: Davvero? Sigmund Freud di Freiberg. Che fortuna incontrarla!

Sofocle: Anche per me.

Freud: Che ne pensa della mia lettura psicoanalitica del suo Edipo?

Sofocle: È una riduzione e un travisamento del mio testo teatrale.

Freud: E perché mai?

Sofocle: Il suo “complesso di Edipo”, l’ossatura primaria universale dell’organizzazione psichica e dei rapporti interpersonali che spingerebbe gli umani a desiderare la morte del genitore dello stesso sesso e la carne del genitore di sesso opposto, non è il tema centrale della mia opera.

Freud: No? E qual è?

Sofocle: Il senso iscritto nelle sue strutture che rende intelligibile il suo ordinamento drammatico e decifrabile il suo testo, non è la tragedia del parricidio e dell’incesto, bensì la tragedia della contraddizione tra amore della conoscenza e amore del potere.

Freud: E cioè?

Sofocle: Gli umani, e specialmente gli intellettuali di professione, vivono la contraddizione tragica tra il voler conquistare (e mantenere) il potere e il voler conquistare (e rinnovare) la conoscenza. Ma questi due voleri sono radicalmente incompatibili e reciprocamente escludenti: la realizzazione dell’uno comporta la perdita dell’altro.

Freud: E allora il responso oracolare che impronta tutta la vita del tuo Edipo, che significa?


Sofocle: “Amerai tua madre e ucciderai tuo padre” significa ‘amerai la conoscenza (la terra, la verità - “tua madre”) e conquisterai il potere (strappandolo a “tuo padre”)’.

Freud guarda Sofocle come Edipo dipinto guarda la Sfinge, stupefatto, a bocca aperta.

Sofocle: Ma lasciamo il campo di visione al signore dietro di noi. Vorrei dirle ancora due parole sul “narcisismo”, come Lei ha creduto di riconoscerlo nella figura mitologica di Narciso.

(segue)

http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/drammi/72-edipo-tiranno-da-sofocle.html?start=2


https://ilmanifesto.it/dialoghi-impossibili-sofocle-e-freud/


Dialoghi impossibili. Sofocle e Freud (2)

Sofocle e Freud mi lasciano il campo, e posso osservare da vicino la kylix attica del Pittore di Edipo. Chissà perché perlustrandola mi torna in mente il Nietzsche della Gaia Scienza: “Oh questi Greci! Loro sì sapevano vivere… arrestarsi animosamente alla superficie… adorare l’apparenza…”

Quando esco dal Museo Gregoriano Etrusco, traverso il Tevere e vado di buon passo alla Galleria Nazionale d’Arte Antica di Palazzo Barberini – sono certo di trovarli lì, davanti al Narciso di Caravaggio, l’ateniese e il viennese.

Infatti. Sono appena giunti al suo cospetto. Sopraggiungo.

il Narciso (forse) di Caravaggio


Il tempo di lanciarmi entrambi un’occhiata (drammaturgica di Sofocle, psicologica di Freud) ed ecco che Freud domanda a Sofocle: “Insomma, cosa non ti convince della mia teoria psicologica del narcisismo?”

Sofocle: “Di Havelock Ellis e tua. Non la teoria, Sigmund, il nome.”

Freud: Perché mai? (indicando il dipinto) Non hai occhi per vedere?

Sofocle: Cosa vedi tu?

Freud: Un giovane innamorato di se stesso.

Sofocle: No. Un giovane innamorato dell’immagine. Narciso è il primo pittore.

Freud: Ma non hai letto le Metamorfosi di Ovidio?

Sofocle: Tu scambi le parole romane col mito greco, l’immagine con la cosa. Hai mai visto il dipinto di Magritte che raffigura una pipa sotto la quale c’è scritto ‘Questa non è una pipa’? Nel mito greco originario Narciso vede e ammira non il corpo, ma la sua specchiatura, la sua immagine, vede la possibilità dell’arte, e se ne innamora. Non sai che Caravaggio dipingeva le persone e le cose riflesse in uno specchio?

Freud: Caravaggio? E se questo dipinto fosse in effetti di Spadorino, un seguace di Caravaggio?

Sofocle: Psicologicamente rivelatrice questa tua reazione. Molta farina del tuo sacco è in effetti farina del sacco di Nietzsche, del quale sei un seguace…

Freud: Nietzsche? Non l’ho mai letto. E non sono narcisista.

Sofocle: Non negare l’evidenza, Sigmund, e lascia Narciso all’epifania dell’immagine pittorica. Quanto a te, siamo in Italia, dirò che sei… – segui il salto in alto? conosci Gianmarco Tamberi? - sei tamberiano.

Freud guarda Sofocle, Sofocle guarda me, io guardo te che mi leggi, tu guardi Narciso dipinto che guarda stupefatto l’immagine. “Le immagini / resistono, più dure / delle figure.”

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https://ilmanifesto.it/dialoghi-impossibili-sofocle-e-freud-2/

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Inviato: 3/4/2021 9:48  Aggiornato: 3/4/2021 9:48
Autore: fulmini