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iLibrieleNotti : Dormiveglia (2)
di fulmini , Fri 18 December 2020 4:00
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disegno


SCENA SECONDA

La scena seconda di ‘Dormiveglia’ si svolge dentro e fuori l’automobile guidata dal padre - con Eftimios seduto al suo fianco-, nel viaggio dei due da Roma a Pianamola di Bassano Romano. Una scena padre-figlio-mondo che riprende e rielabora in forma gioiosa la fuga solitaria e tragica di Pasolini da Roma alla Torre di Chia nell’incipit del mio primo film, ‘Angelus Novus’, del quale Eftimios sedicenne ha curato, negli anni 1986 e 1987, le musiche.

La scena deve essere girata in un giorno di nebbia, o di neve, o di Sole con le nuvole, insomma in condizioni luministicamente e oggettivamente straordinarie – al modo del Caravaggio, insomma, che ottiene la straordinarietà dell’accadere con l’affiorare dal nulla alla luce delle sue figure. Non penso ad una fotografia ‘alla Caravaggio’, non sono un manierista, quindi non lavoro mai ‘alla maniera di’, e poi Caravaggio è un autore tragico – questo film vuole essere una tragedia sì ma gioiosa.

Anche questa seconda scena, come la prima, è ripresa da videocamere fisse. Due videocamere, due macchine che riprendono oggettivamente, documentaristicamente ciò che accade. Una si trova all’interno dell’automobile, sta sul cruscotto ed è rivolta verso di loro – vedi riprese del genere in programmi televisivi correnti. L’altra sta fuori e sopra l’automobile, al centro del tetto, e rivolta in avanti – vedi riprese di cittadini normali per ragioni di curiosità o di sicurezza.

Lo spettatore del film si aspetta – dopo aver visto e ascoltato la scena prima - che padre e figlio parlino, e specialmente che parli il figlio morto e risorto. Il padre gli ha chiesto, alla fine della scena prima, di rivelargli cosa abbia fatto e dove sia stato nei trenta e più anni che lo dividono dalla propria morte, e il figlio ha acconsentito. Invece niente.


Eftimios non parla, guarda il padre, guarda il mondo – stupefatto, sorpreso. Il padre guarda il figlio e il mondo, commosso, incredulo. Il silenzio paradisiaco di chi sa stare zitto e ama senza parole.

E poi, da un punto drammaturgico, dopo una scena di parole, qui serve una scena di silenzio di parola. Una scena di rumori, di suoni, di sguardi, di visioni.
Nel breve video che segue, video che fa parte organicamente della sceneggiatura, rifletto sulla ragione non personale, non individuale, non privata, bensì superindiduale, sociale, artistica, che mi ha spinto a realizzare nel corso del tempo una serie di film che hanno come fuoco gravitazionale Eftimios – il quale poi, per suo conto, era caratterizzato non solo da un sereno ateismo, ma anche da una stoica accettazione della mortalità della vita umana e da una prefigurazione pienamente laica della resurrezione possibile:


https://www.youtube.com/watch?v=SD28NeXt2GY&t=25s

La SCENA PRIMA di 'Dormiveglia' la trovi qui: http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=5094

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