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leOpereeiGiorni : Cocuzza, Bolzoni, Gratteri, Marx, Gramsci
di fulmini , Fri 4 December 2020 4:00
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Migliorare la civiltà moderna compiendola, come non ne sono stati capaci i borghesi e i capitalisti, come pensava Marx? O trasformarla radicalmente creando una nuova civiltà umana, come pensava Gramsci?
https://www.youtube.com/watch?v=j22CiWLXcLo&t=3s


Pregi e difetti del pensiero e dell'attività di Marco Cocuzza monsignore, Attilio Bolzoni giornalista, Nicola Gratteri sociologo: https://www.youtube.com/watch?v=j22CiWLXcLo&t=125s

Davide Rausa mi domanda (pomeriggio del 2 dicembre) su Facebook:
Bene dicci anche un tuo pensiero nel presente

Gli rispondo:
Davide, sto lavorando intorno a un pensiero che tiene insieme il problema particolare della inseminazione artificiale - un problema sempre più presente - con il problema generale - un problema che accompagnerà l'uomo attraverso tutte le civiltà possibili sulla Terra - del rapporto tra individuo e comunità, tra il Singolo e il Tutto. Ho cominciato con un breve video e sto scrivendo un fulmine per uno dei miei interventi mensili su Alias. Il video è questo: https://www.youtube.com/watch?v=8HrfetMRk5A&t=13s

Raffele Leonetti mi domanda (pomeriggio del 2 dicembre) su Facebook:
Mi spieghi come intendi un nuovo diritto?

Gli rispondo:
Raffaele, il "nuovo diritto" lo intendo nel quadro della nuova civiltà che sta nascendo dalle ceneri della vecchia civiltà moderna. Vedi, in questi anni in Italia (per limitarci al caso italiano) si è molto parlato e sparlato di riforma della Costituzione, e poco e niente si è deciso e fatto. Ma questo molto parlare e sparlare e poco decidere e fare deriva dal fatto che c'è scarsa e quasi nulla coscienza della gravità della situazione critica presente, che io definisco di agonia della civiltà moderna. Siamo sull'orlo del baratro ma non lo sappiamo, e quindi tiriamo a campare sperando che il tempo aggiusti le cose e la crisi passi come passa un raffreddore. Invece bisognerebbe fare come abbiamo fatto (anzi ancora più seriamente e radicalmente di quanto abbiamo fatto, anzi di quanto hanno fatto i nostri 'padri') alla fine della seconda guerra mondiale, quando è nata appunto la Costituzione della Repubblica Italiana - nata dalla esperienza e coscienza dei disastri della guerra mondiale ancora fumante. Dico questo in via preliminare, Raffaele, non per prenderla alla larga ma perché, io penso, se il problema non si imposta bene la soluzione poi non può maturare in tutte le sue articolazioni concrete, economiche, sociali, politiche, amministrative, legali. In tutti i miei libri di scienza della storia e della politica tratto questo problema, per esempio, ne La Vita Nuova, qui: http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=4473

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