Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

leOpereeiGiorni : Caravaggio e la locandiera
di fulmini , Mon 7 September 2020 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  



Sto pubblicando, a puntate, un libro dal titolo Dialoghi possibili e impossibili.
Il primo è stato Gramsci e lo studente: http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=5045
il secondo, Caravaggio e la locandiera, è uscito l'altro ieri, sabato 5 settembre 2020 - su Alias, supplemento culturale del quotidiano 'il manifesto', nella rubrica 'Fulmini e Saette' (che vi tengo da 15 anni).

Caravaggio e la locandiera.

Napoli, dicembre 1609. Interno giorno. Di ritorno da una camminata sulla Collina di Camaldoli per svaporare il cervello, Caravaggio trova nella stanza dove alloggia la locandiera con il lenzuolo in mano – sta rifacendo il suo letto, imbambolata davanti al quadro di due figure a grandezza naturale che ha finito di dipingere la sera prima.

un quadro di Caravaggio


Locandiera (a Caravaggio): L’hai fatto tu, questo?

Caravaggio: - Sì.

Locandiera: Chi è quello con la testa mozzata tenuta dal ragazzo?

Caravaggio: Golia.

Locandiera: Golia il gigante? Quello della Bibbia?

Caravaggio: Sì.

Locandiera: Perché gli hai dato la tua testa? Che c’entra lui con te?

Caravaggio: Mi sento come lui.

Locandiera: Ah… Tieni paura che t’ammazzano? T’hanno bastonato di brutto, stanotte… il lenzuolo è pieno di sangue…

Caravaggio: Due ubriachi, due disgraziati… Ma non tengo paura.

Locandiera: Allora perché non ti sei messo nel Davide? Davide teneva meno anni di te, certo… Perché un ragazzo fa la parte di re Davide?

Caravaggio: Davide sono io. Così ero, da ragazzo.

Locandiera: Non ti capisco. Come fai ad essere due persone?

Caravaggio: Ora sono uno che ha perso tutto, a vent’anni volevo diventare come un re.

Locandiera: Anch’io volevo diventare. Non mi figuravo di finire così (allargando le braccia e gettando il lenzuolo sul letto)

Caravaggio: Tieni un tetto, tu, e una famiglia… una casa… come me da ragazzo… Poi mio padre non se l’è portato via la peste.

Locandiera: Tengo casa, sì… è una palla di condannata però. Tu invece viaggi, vedi il mondo, fai una vita aperta… Oggi stai qui, domani dove sarai?

Caravaggio: A Roma, se mi lasciano arrivare…

Locandiera: Io non ci sono mai stata… (tornando a guardare il quadro) È bello. Ed è strano… Com’è che Davide tiene un dolore? Ha ucciso Golia, diventerà re, e non l’hai fatto vittorioso, superbo, contento…

Caravaggio: Hai mai scannato un agnello, un capretto? Non hai provato dolore, tu?

Locandiera: Sì. Non li compro mai vivi… E com’è che Davide non l’hai vestito all’antica ma come si usa oggi?

Caravaggio: Perché? Lo vuoi proprio sapere? Ascolta: se dipingo un personaggio storico coi vestiti del tempo suo, chi guarda il quadro pensa che quella storia è accaduta in un posto lontano e nel passato, come nelle favole. Ma se invece lo dipingo vestito come chi lo sta guardando, qui e ora, allora non è più una favola quella, è la realtà del mondo, è la verità della nostra vita, ora e qui…

Locandiera: Vero! M’hai fatto prendere un colpo, quando sono entrata e ho visto il quadro! Ma il campo di battaglia, dove sta? È tutto buio, non c’è nessuno intorno.

Caravaggio: L’Inferno è vuoto.


https://ilmanifesto.it/caravaggio-e-la-locandiera/

Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti