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leOpereeiGiorni : Accademite negligente
di fulmini , Sat 25 April 2020 4:00
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Caro Orlando Furioso, buon giorno.

Le recensioni del libro di Chiara Mercuri che mi hai mandato hanno scatenato in me una catena di associazioni, generata dalla loro accademite negligente, e anche dal tuo nome proprio.

Devi sapere che a Roma, verso la fine degli anni Settanta, facevo parte di un gruppo di amici intellettuali, studenti e docenti di varie discipline (filosofia, storia, sociologia, economia, fisica…), che si riuniva una volta al mese per discutere libri di autori noti (adesso che scrivo mi viene in mente tra gli altri Struttura delle rivoluzioni scientifiche di Thomas S. Kuhn) e libri scritti e pubblicati da qualcuno di noi.

Alla fine del 1978 toccò a Sociologia e marxismo nella critica di Gramsci, che avevo scritto con Luis Razeto, edito da poco dalla casa editrice De Donato. Il libro andava alla radice dei problemi reali e attuali del mondo contemporaneo. Partendo dai Quaderni del carcere di Gramsci – che da tre anni si potevano finalmente leggere nell’Edizione Critica curata da Valentino Gerratana – io e Luis criticavamo radicalmente la sociologia e il marxismo, proponevamo la nuova “scienza della storia e della politica”, la spiegazione tramite essa della crisi organica della civiltà moderna…
Uno degli interventi di un amico presente - tuo omonimo appunto, Orlando Lentini, storico della sociologia e del marxismo, manifestava la malattia che si potrebbe chiamare ‘accademite negligente’. Rilevò, l’Orlando storico, che il libro era privo delle note a pie’ di pagina. C’erano delle note nel libro, sì, nell’Appendice, note teoriche corpose nelle quali si discutevano le opere dei grandi autori del marxismo e della sociologia e dell’epistemologia e della filosofia… Però mancavano le note a piè di pagina.

Adesso che scrivo mi torna in mente – altro anello della catena delle associazioni - che proprio questo Orlando, un anno prima che il libro fosse pubblicato dalla De Donato, e noi eravamo alla ricerca di un editore, ci presentò un noto traduttore di libri di scienza e filosofia e storia (… Ferrari, se ricordo bene) che lavorava per la Laterza, il quale cortesemente lesse il dattiloscritto, ci chiamò e ci disse che nel libro aveva trovato la parola “intelligere”, parola che, però, non apparteneva alla lingua italiana corrente e quindi non doveva essere adoperata.

Oggi, questa mattina, grazie ad una amica facebook di nome Laura Ricci, vengo casualmente a conoscenza di un affresco della bottega di Luca Signorelli visibile nei Musei dell’Opera del Duomo di Orvieto che ritrae una scimmietta che legge in un librone “legere et non intelligere est negligere”:

scimmietta


Naturalmente, amico mio normale e straordinario, io ho continuato a frequentare Orlando Lentini, facendolo prendere parte a una puntata de 'La Storia siamo noi' di Rai Educational quando lavoravo come uno dei suoi autori e recensendo i suoi libri e… - ma questa è un’altra storia, la storia del mio modo di essere amico, segnata dal pensiero di Aristotele: “Amico è colui che fa per l’amico ciò che è meglio per lui.”

Stammi bene.

Pasquale


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