Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 Dialoghi su 'Il Negozio' - leOpereeiGiorni - Rubriche : Fulmini e Saette
Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

leOpereeiGiorni : Dialoghi su 'Il Negozio'
di fulmini , Tue 21 April 2020 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  



Caro Pasquale,

ti scrivo per dirti che questo pomeriggio ho visto "Il Negozio" e mi è piaciuto moltissimo.
Come sai, io non ho gli strumenti per giudicare un film tecnicamente o che altro, però ti voglio dire che quando guardo certi film, magari anche piacevoli, un po' mi distraggo, metto in pausa, vado a fare la pipì, guardo un momento il cellulare... cose così.
Ecco, guardando "Il Negozio" io non ho staccato mai gli occhi dallo schermo né ho fatto qualsiasi altra cosa che non fosse guardare il film.
Purtroppo non posso dirti molto di più, non sono in grado di esprimere un giudizio compiuto.
Mi è piaciuto come hai messo insieme le scene, il montaggio; mi sono piaciuti attori e attrici e anche il brano dei Promessi Sposi. Mi è piaciuto tutto e mi sono sentito partecipe di un pezzetto di vita e mi sono anche un po' commosso.
L'unica cosa negativa, purtroppo, è stato - ed è ancora - il pensiero che Daniele non c'è più.
Grazie per questo film e ancora una volta, complimenti.
O.F.

Caro O.F.,

sono contento che ‘Il Negozio’ ti abbia convinto e commosso. Io lavoro sempre per colpire alla testa e al cuore. Le opere puramente intellettuali o semplicemente sentimentali mi paiono parziali, riduttive della complessità del mondo e delle possibilità dell’arte. E lavoro sempre alla costruzione di un nuovo cinema, nel quale non si riesca a capire bene dove finisce il documentario e dove comincia il film. Questo nuovo cinema lo chiamo ‘cinema androgino’ (pensando al mito dell’androgino come raccontato da Aristofane nel Simposio di Platone: al principio l’essere era uno, Zeus lo ha diviso in due, e le due parti si cercano appassionatamente per ricostituire l’unità originaria perduta, e questa ricerca si chiama ‘amore’), o cinema cappuccino’ (pensando a quanto ha detto un giorno Cesare Zavattini parlando del lavoro simbiotico fatto con Vittorio de Sica: «Noi siamo come il cappuccino, che non si capisce dove finisce il latte e dove comincia il caffè».) Lavoro a questo nuovo cinema per sanare il peccato originale del cinema delle origini, che come sai è nato (e ancora in larga parte sta vivendo) diviso in due: da una parte il documentario dei fratelli Lumière e dall’altra il film di Mèliès. Mi pare di esserci riuscito, almeno in parte, O.F., a fondere i due tipi di cinema, e a confondere quasi tutti gli spettatori. Anche te che sei molto attento e acuto e tuttavia non hai potuto fare a meno di pensare che Daniele sia veramente morto. Con questo mio cinema cappuccino o androgino partecipo al movimento cinematografico Fuorinorma, ideato da Adriano Aprà. Ecco per te un video che forse getta un po’ di luce sull’intera questione, e di sicuro ti interessa, curioso e appassionato come sei: https://www.youtube.com/watch?v=w1-e8qFFg9g&t=3s

http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=4138

Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti