Deprecated: Assigning the return value of new by reference is deprecated in /storage/content/36/1010336/fulminiesaette.it/public_html/include/common.php on line 96 Le personagge di Laura Ricci - iLibrieleNotti - Rubriche : Fulmini e Saette
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iLibrieleNotti : Le personagge di Laura Ricci
di fulmini , Thu 6 February 2020 4:00
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Le personagge secondo Laura Ricci

Cos’è un ‘saggio’, in letteratura? Un breve testo critico su un argomento. Laura Ricci ha scelto come argomento del suo libro più recente le personagge letterarie: Sempre altrove fuggendo. Protagoniste di frontiera in Claudio Magris, Orhan Pamuk, Melania G. Mazzucco (Vita Activa 2019).

È un libro di genere, è un libro degenere. Libro di genere nel senso che propone “un gentile pacato femminismo della differenza”. Libro degenere nel senso che – sono ancora d’accordo con lei – è “un saggio non convenzionale”, una combinazione di generi.

E se è vero, come è vero, che “un personaggio, una personaggia, sono tanto più riusciti quanto più invadono la vita di chi legge”, vi avverto che leggendolo sarete vitalmente invase invasi dalle “protagoniste di frontiera” di Magris e Pamuk e Mazzucco.

Descrivere un libro che descrive e riassumere un libro che riassume sarebbe per me divertente, divertito ammiratore come sono delle Descrizioni di descrizioni di Pier Paolo Pasolini e delle Tesi di filosofia della storia di Walter Benjamin. Preferisco spendere le poche parole che restano di questa ‘saetta’ sul carattere “degenere” dell’opera saggistica della Ricci.

All’interno della quale sento circolare la benedetta aria indisciplinata e sperimentale che soffia oggi, in Italia, in molti ambiti, in molte arti, e in letteratura come nel cinema – per tirare in ballo un’arte che pratico per professione e per passione. Rendo testimonianza.

Nel giugno del 2019, alla 55esima Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro, si è provato a santificare il genere ‘commedia all’italiana’, tentativo rintuzzato da alcuni critici e storici presenti, primo fra tutti Adriano Aprà, ideatore del movimento cinematografico Fuorinorma. Come autore del cinema cappuccino (che non si capisce dove finisce il genere documentario e comincia il genere film) e per oppormi al fascismo venato di razzismo e nazismo dei salviniani e meloniani e casapoundiani di vario ordine e grado, in quella sede ho apologizzato il cinema fuorinorma in quanto arte degenere.

Non a caso, nella mostra dell’arte degenerata allestita dal regime nazista nel 1937 c’erano anche opere di Paul Klee, autore dell’Angelus Novus della nona tesi di filosofia della storia di Benjamin. E Angelus Novus si intitola il mio primo film, sulla vita e la morte di Pasolini – noto degenerato come uomo e come artista.

Pasquale Misuraca

(Alias, sabato 1 febbraio 2020)

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Commenti
Inviato: 6/2/2020 7:16  Aggiornato: 8/2/2020 4:57
Quoque Tu Pasquale, germano mio, Ti presti a storpiare la Lingua Italiana in nome di una, ridicola, rivalsa di "genere"?
Personaggio: s.m., aggiungo io, promiscuo e Tu lo sai benissimo.
Cosa c'entra la parità di diritti con queste divagazioni sul tema Lingua Italiana?
Quando si esagera sciolgo il mio silenzio e ... scrivo!
"Non tacebo!".
Non sono acculturato alla pari dei molti che vergano pagine e pagine di carta stampata ed oggi anche elettronica, ma sul mio comodino troneggia z regalato da nostra madre, che ne aveva titolo di studio, un vocabolario della "nostra" Lingua, la seconda per il nostro iure solo, ma la prima anche per iure sanguinis (il nostro DNA).
Tanto Ti dovevo, io, modesto "contabile"; ma criticone irrequieto.
Un abbraccio fraterno.
Inviato: 8/2/2020 5:38  Aggiornato: 8/2/2020 5:39
Autore: fulmini

Caro Luigi, io sono d'accordo con Laura, e il suo gentile pacato femminismo della differenza, più che con te, e il tuo conservatorismo linguistico.
Dalla fine del Settecento sono nati e si sono sviluppati nel mondo grande e terribile una serie di movimenti di liberazione economica e sociale e politica e morale che lo hanno reso più uguale e più libero e più fraterno - l'illuminismo, il femminismo, il socialismo, l'anarchismo eccetera. Li ho studiati tutti e di tutti condivido la sostanza.
Contro questi movimenti riformatori sono nati una serie di movimenti controriformatori come il razzismo, il colonialismo, il fascismo, il nazismo eccetera fino al sovranismo dei nostri giorni. Anche questi movimenti regressivi ho studiato e di tutti critico la sostanza.
E sì come concordo con il giovane Dante il quale nella Vita Nuova scrive "con ciò sia cosa che li nomi seguitino le nominate cose, sì come è scritto: «Nomina sunt consequentia rerum»", ho accolto con simpatia e con allegria nel mio vocabolario la parola "personagge".
Il che non vuol dire che tutte le trasformazioni linguistiche di cui si è fatto promotore il femminismo io adotti, per partito preso. Ecco il punto, secondo me: invece di prendere partito occorre sempre esaminare, equamente, liberamente, fraternamente, "la realtà effettuale della cosa" (Machiavelli).
Inviato: 8/2/2020 7:27  Aggiornato: 8/2/2020 7:31
Se non ho compreso male, cosa che mi accade spesso, il variare di un vocabolo assegnandogli con vera forzatura linguistica - altro che la licenza poetica! -, una variazione di genere, comporta anche mutamenti sostanziali in cio' che indicano.
Ergo, vorrebbe dire che personagge, rivolto/indirizzato all'altra metà del cielo che, sia detto tra di noi, tanto ci leggono in pochi, ritengo esseri superiori e non solo perché donano la vita, qualifica l'essere donna e comporta una "veste" più adeguata che non se si utilizza personaggi.
Sarà?
A me sembra che la Maggiora, riferito al grado militare, per esempio, non sia indicativo di un eccessivo rispetto di genere, ma una sciocchezza linguistica, con buona pace dei modernisti ad ogni costo per partito preso, questi sì; trattasi sempre del grado intermedio tra Capitano e non Capitana, e Tenente Colonnello e non Tenenta Colonnella.
Stammi bene.
luigi
P.s.:
Il rispetto di genere si manifesta con altro che non con queste novità ridicole (n.d.r.).