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Gramsci : filosofia della prassi
di fulmini , Tue 14 November 2006 8:00
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Con un libro che più grande e grosso non si può l’economista letterato Jacques Attali ci racconta la vita e le opere di Karl Marx, ovvero lo spirito del mondo (Fazi, 2006). “Senza ipocrisie” – assicura, credendo che considerare il marxismo un cane morto equivalga a detenere la verità degli uomini e delle opere. Il librone è così così, zeppo di supervalutazioni e sottovalutazioni, di chiarimenti e confusioni, disordinatamente proposte e faticosamente discernibili.

Volendo scagliare un fulmine su un esempio del genere misto sottovalutazione+confusione, ecco il trattamento inflitto dal liberale antimarxista al miglior testo marxiano, le “Tesi su Feuerbach”. Jacques dedica mezza pagina (su quattrocentoventisei) a queste tesi filosofiche capitali scritte da Marx e pubblicate da Engels e le dichiara (erroneamente) opera comune di Karl e Friedrich.

Quale nesso intercorre tra la sottovalutazione filosofica e la confusione filologica del nostro socialista liberale? Antonio Gramsci prigioniero - che quelle tesi ha tradotto e sviluppato nella sua "filosofia della prassi", andando per questa via con Marx oltre Marx – ha mostrato e dimostrato che “ogni filologia contiene una filosofia.”

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