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leOpereeiGiorni : Radio e Televisione, ieri oggi domani
di fulmini , Fri 15 March 2019 4:00
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Sabrina de Canio e Massimo Silvotti mi hanno invitato a prendere parte a un grande evento culturale per scongiurare la chiusura di Radio Radicale (16 e 17 marzo, a Milano). Non potrò esserci per questioni di salute.
Avevo preparato un appunto per dire, nella veste di scienziato della storia e della politica, vediamo se lo trovo, sì, sì, ecco, forse interessa a te che mi stai leggendo:

Premessa

Ci sono quelli che pensano e fanno opere (gli artisti, gli scienziati) e quelli che parlano e fanno cose (i politici, i religiosi)

Da tempo i rapporti sono difficili tra loro, non si ascoltano, non fanno insieme, non fanno insieme e opere e cose.

Da tempo sono difficili i rapporti tra teoria e la pratica. Le persone oggi pensano una cosa e ne dicono un’altra e ne fanno un’altra e ne desiderano un’altra. Quando questo accade è il segno che stiamo vivendo una crisi di civiltà. Non accade ogni tanti giorni, accade ogni tanti secoli.
Ottavo secolo Avanti Cristo – quinto secolo Dopo Cristo (civiltà greca–e-romana). Quinto secolo Dopo Cristo – quindicesimo secolo Dopo Cristo (civiltà medioevale europea). Quindicesimo secolo Dopo Cristo – Ventesimo secolo Dopo Cristo (civiltà moderna europea).

Cosa devono imparare i politici dagli artisti e dagli scienziati?

Gadamer: “L’arte è un’esperienza del mondo e nel mondo che modifica radicalmente chi la fa.” (…)

Montaigne: “Non sono tanto io che ho fatto il mio libro, quanto il mio libro che ha fatto me.” (…)

Leonardo: “La scienza è il capitano e la pratica sono i soldati.” (…)

Picasso: “L’artigiano fa quello che vende, l’artista vende quello che fa.” (…)

Cosa possono fare i politici per gli artisti e gli scienziati?

Collaborare. Lavorare insieme. Per fare in modo, visto che qui parliamo della nuova vita di Radio Radicale, che Radio Radicale diventi un luogo dove la cultura si costruisca in diretta. E cioè: non solo un luogo dove si diffonda la cultura che c’è (vecchia vita di Radio radicale). Un luogo dove, diversamente da ciò che accade in televisione oggi, i politici e gli artisti e gli scienziati non facciano numeri davanti al pubblico, non coltivino lo spirito dell’esibizione e della confrontazione, ma lo spirito della discussione, dello scuotere reciprocamente le proprie radici e mostrino concretamente ai giovani che è possibile costruire un mondo nuovo, nuove ideologie, nuove politiche, nuove arti, nuove scienze.

In Radio è possibile perché la radio veicola i sentimenti (Leonardo da Vinci: “La conoscenza prencipia dai sentimenti”), in televisione meno, perché la Televisione veicola le apparenze (Goethe: “Distinguersi per apparire”).

https://www.facebook.com/massimo.silvotti/posts/2326563610955850

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