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leOpereeiGiorni : Solitudine
di fulmini , Wed 24 October 2018 6:00
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Perché la solitudine è considerata una “piaga contemporanea”? Le cause sono da ricercare nell’individualismo economico.

Molti si chiedono come si può usare Facebook, e come si usa.

Ecco come lo fa Andrea Ghislandi, amico mio Facebook.

Nessun uomo è un isola, ma neppure un ipermercato 𐬳

«Il termine “solitudine” compare per la prima volta in inglese intorno al 1800. Prima di allora, la parola più vicina era “oneliness” (unitidine), che descrive semplicemente lo stato di essere soli. Come per la solitudine – dal latino “solus” che significava “solo” – l’unitudine non era connotata da alcun tipo di sofferenza emotiva». Infatti, il concetto di solitudine non è necessariamente sinonimo di isolamento, a condizione che lo spazio pubblico si definisca nella sfera della comunità. Secondo la lezione di R. Esposito [Communitas. Origine e destino della comunità, Torino, Einaudi, 1998] il cum-munus implica il «presupposto irriflesso» del munus che può avere un triplice significatodi dovere, debito, dono-da-dare. I soggetti della comunità sono dunque solidali nell'incompletezza che nobilmente li lega. Al contrario, «la nozione contemporanea di solitudine deriva dalle trasformazioni culturali ed economiche che hanno avuto luogo nell’Occidente moderno». La trasformazione del cittadino in consumatore del XXI secolo - il lento spostamento delle priorità dai diritti sociali a quelli più esangui della sfera civile - conduce alla arbitraria coincidenza tra isolamento e solitudine. Il soggetto che si defili dalla logica del consumo, sottraendosi ai suoi "doveri" di feticista compulsivo, esprime una pericolosa autosufficienza che l'anomia del mercato si vede "costretta" a derubricare in sofferta patologia, con l'intento piuttosto palese di una sua celere e lucrosa medicalizzazione.
http://www.indiscreto.org/uno-e-il-numero-piu-solitario-la-storia-di-un-problema-occidentale/?fbclid=IwAR2TiQ_zaMmdXoq8haORLZvZRSYRNzQr4wqInzUB70Tomo9D5paX-m9WFhU

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