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leOpereeiGiorni : Apologia di Adriano Aprà
di fulmini , Fri 19 October 2018 6:00
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Apologia di Adriano Aprà.

Il critico distingue. Le opere trasparenti come frittatine (Flaiano) dalle opere tutte ossa e nervi e vene e muscoli (Hemingway). Ma non si distingue per apparire. Distinguersi per apparire - scrive sarcasticamente Goethe.
Il critico rende l'opera più visibile. Ma non fa a gara con l'autore per diventare lui più visibile dell'autore, compiacendo o stroncando. "Il critico e l'autore fanno dei numeri davanti al pubblico" - ricorda Bergman nell'autobiografia.
Il critico non si accorda sulle banalità. "I critici si influenzano consultandosi a vicenda, e alla fine inevitabilmente si accordano sulle banalità. E’ la storia del conformismo." (Altman)
Il critico ha non solo il senso della realtà, della "realtà effettuale della cosa" (Machiavelli), ma anche il senso della possibilità. "Il senso della possibilità consiste nella capacità di pensare tutto quello che potrebbe ugualmente essere, e di non dar maggiore importanza a quello che è, che a quello che non è." (Musil)
Adriano Aprà è un critico fuorinorma.

http://www.adrianoapra.it/

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