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il legame : Ma vie pour une Messe / La mia vita per una messa
di venises , Wed 11 July 2007 2:30
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Maurizio Cazzati (1616-1678): Ciaccona , Op. 50 (1660)



La période de la splendeur de la cathédrale de Saint Pétrone à Bologne, comme centre d'excellence musicale commence en 1657, avec la nomination comme maître de chapelle de Don Maurizio Cazzati, un ‘étranger’ qui n’avait même pas candidaté à ce poste.

Aujourd'hui tombé dans l’oubli, Cazzati fut un des compositeurs les plus connus et les plus prolifiques de son temps. Innovateur, ce fut lui qui donna plus d’importance à la musique instrumentale dans la musique sacrée, en établissant la forme ‘Grave-Allegro-Adagio-Allegro’ de la Sonate d'Église. Ce fut lui qui emmena l'école de violon de Bologne à exceller ; ses musiques pour trompette et cordes anticipent la forme du Concerto et ils représentent, même si limité en quantité, la partie la plus révolutionnaire de son vaste répertoire. Il était bien connu en Angleterre, où ses compositions étaient souvent exécutées. Il donna par ailleurs une contribution fondamentale au plein développement du contrepoint.

À peine nommé, il commença à réformer, à changer, à réorganiser.
Il transformait, la musique et les hommes: lesquels, bientôt, soit l'adorèrent, soit le haïrent.

L'autre centre d'excellence musicale de Bologne était l'Académie Philharmonique, fondée en le 1666 et gardienne de l'orthodoxie musicale, sous la férule de l'organiste bolognais Giulio Cesare Arresti; à laquelle les compositeurs avaient coutume de soumettre leurs oeuvres pour approbation et correction et à laquelle Maurizio n’appartint jamais.

Et pourquoi le compositeur le plus illustre de Bologne n’est-t-il jamais rentré à l'Académie? Parce que, d’innovation en innovation, Maurizio composa le Kyrie de sa Missa Primi Toni op.17. Trop de contrepoint, vraiment trop: plein de passages pas acceptables, plein de fautes musicales, dit Giulio: à corriger.
Mais non, Maurizio ne corrigea pas: au contraire, il affronta l'organiste. Un conflit prolongé, tellement violent qu’il finit par impliquer la ville entière. Ses musiques furent interdites, l'éditeur finit par refuser de publier ses oeuvre. Mais Maurizio ne céda pas et arriva à fonder sa propre maison d'édition pour les publier! Il continua à composer, à donner des leçons…… tant et si bien qu'ils le chassèrent de Bologne.
Il se réfugiera à Mantoue, où – maître de chapelle – y mourut dix ans après.

* * *






Il periodo dello splendore della cattedrale di San Petronio a Bologna come centro d’eccellenza musicale inizia nel 1657, con la nomina a maestro di cappella di Don Maurizio Cazzati, uno ‘straniero’ che non aveva nemmeno fatto domanda per quel posto.
Oggi dimenticato, Cazzati fu uno dei compositori più noti e prolifici del suo tempo. Innovatore, fu lui a dare maggiore importanza alla musica strumentale nella musica da chiesa, stabilendo la forma ‘Grave-Allegro-Adagio-Allegro’ della Sonata da Chiesa. Fu lui a portare la scuola di violino di Bologna a primeggiare; le sue musiche per tromba e archi anticipano la forma del Concerto e rappresentano, seppur limitate in numero, la parte più rivoluzionaria del suo vasto repertorio. Era conosciuto persino in Inghilterra, dove le sue composizioni venivano eseguite spesso. Diede un contributo fondamentale al pieno sviluppo del contrappunto.

Appena nominato, iniziò a riformare, a cambiare, a riorganizzare.
Innovava, la musica e gli uomini: i quali, presto, o lo adorarono o lo odiarono.

L’altro centro d’eccellenza musicale a Bologna era l’Accademia Filarmonica, fondata nel 1666 e custode dell’ortodossia musicale, sotto la bacchetta dell’organista bolognese Giulio Cesare Arresti; alla quale era costume che i compositori sottoponessero per approvazione e correzione le loro opere e alla quale Maurizio non ebbe mai accesso.

E perché mai il più illustre compositore di Bologna non poté mai entrare all’Accademia? Perché, innovando innovando, Maurizio compose il Kyrie della sua Missa Primi Toni op.17. Troppo contrappunto, davvero troppo: pieno di passaggi non permessi, pieno di errori musicali, disse Giulio: da correggere.
Ma no, Maurizio non corresse: affrontò invece l’organista. Uno scontro prolungato, così violento da coinvolgere l’intera città. Le sue musiche furono bandite, l’editore rifiutò di pubblicare qualsiasi altra sua opera. Ma Maurizio non si dette per vinto e fondò persino una sua casa editrice per poter pubblicare! Continuò a comporre, ad insegnare... finché lo cacciarono da Bologna.
Riparò a Mantova, dove – maestro di cappella – morì dieci anni dopo.


Improvvisazione di Gianluigi Trovesi (al clarinetto) sulla Ciaccona di Maurizio Cazzati


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Commenti
Inviato: 15/2/2010 0:20  Aggiornato: 15/2/2010 0:22
Autore: venises

Trovate un'altra differente interpretazione della Ciaccona di Cazzati in Videoteca (esecuzione L'Arpeggiata)


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Inviato: 15/2/2010 12:05  Aggiornato: 15/2/2010 13:39
Autore: fulmini

Venises, girando intorno a Maurizio Cazzati e la sua Ciaccona, ho incrociato questa Ciaccona di Tarquinio Merula e mi sono chiesto che rapporto ci sia tra le due composizioni.
Inviato: 15/2/2010 13:36  Aggiornato: 16/2/2010 9:32
Autore: venises

Caro Fulmini,
la Ciaccona di Merula avresti potuto trovarla anche QUI.


La Ciaccona è una forma musicale definita come una serie di variazioni su di una linea di basso continuo ostinato (cioè ripetuta).

Come dissi allora in un commento a quel post-indovinello:
" P.S. = Per i curiosi: avrete certamente notato che la linea di basso ostinato nella Ciaccona di Merula (filmato) è identica a quella della ciaccona di Maurizio Cazzati. "

Sul nostro sito, abbiamo ascoltato la medesima linea di basso ostinato in moltre altre ciaccone (ascolta, per esempio, Zefiro torna di Claudio Monteverdi).
Un saluto.
Inviato: 15/2/2010 14:32  Aggiornato: 15/2/2010 14:32
Autore: fulmini

@ Venises

Hai proprio ragione. Mi ero (temporaneamente) dimenticato di quel post, di quell'indovinello, di quell'intreccio ragionato di musiche.

Credo dipenda dall'età (62 anni) e dalla velocità d'invecchiamento (superiore alla media, mi pare). Per fortuna non è diminuita in me la curiosità propria dell'infanzia e dell'adolescenza.

Il perché accada questa temporanea perdita di memoria può essere interpretato in vari modi. Il modo prevalente è di considerarla una perdita di capacità legata al depauperamento organico. Un altro modo - non alternativo, bensì concorrente - è secondo me di considerarla come un alleggerimento di un certo sovrappeso di conoscenze ed esperienze per poter imbarcare altre nozioni e altri metodi sulla vecchia nave che va. Verso il porto e verso i fondali.
Inviato: 16/2/2010 0:18  Aggiornato: 16/2/2010 0:28
Autore: venises

Caro Fulmini,
non intendevamo certo implicare che ci si debba ricordare delle 'briciole' una ad una, riga per riga; intendevamo piuttosto alludere alla ricchezza del sito-rivista dove, scavando all'indietro, si può magari trovare molto.

Siccome abbiamo insistito (quasi smisuratamente) sul soggetto 'Ciaccona', quella linea di basso si ritrova in moltissime briciole (in Mateis, quell'altro Merula, etc etc).

E perché insistere su una forma musicale 'specifica' ed ormai desueta?
Non semplicemente perché è poco conosciuta, ma anche perché la troviamo estremamente bella. Inizialmente era una danza in tempo 3/4; quindi si è trasformata in una linea di basso ritmica, ripetitiva ("basso ostinato") corredata da variazioni di uno (o più) strumenti solisti..
Guardate ("ascoltate") in cosa la trasforma Cazzati, quale complesso dramma in miniatura diventi nelle sue mani. La sua ciaccona del 1660 (Monteverdi, Merula etc ci sono già stati) è costruita sul confronto fra due solisti pari (originariamente due trombe, oggi sovente sostituite da due violini, comunque due eguali, insomma), i quali sviluppano un gioco nel quale si rincorrono, poi si scontrano, poi vanno in controtempo, poi avanzano insieme come prendendosi per mano (quest'alternanza di rapporti si nota meglio nel filmato sulla sinistra - grazie al cameraman che inquadra spesso i due violini contemporaneamente).
Questo gioco di rapporti s'intreccia su un'altra dimensione: l'alternanza continua del tempo (e di dinamica); accelerazioni e rallentamenti si succedono, il tempo cambia costantemente sulla linea invece immutabile del basso (questa dimensione è esaltata nell'esecuzione del video di destra).
La riteniamo una perla.
Inviato: 26/2/2010 16:55  Aggiornato: 26/2/2010 16:55
Autore: fulmini

Una ciaccona di Tomaso Antonio Vitali suonata da David Oistrakh: http://www.youtube.com/watch?v=i4B1ifcWa9o&feature=related

(Mi sto ammalando di ciacconite)