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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 34
di fulmini , Wed 7 February 2018 1:50
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Capitolo 34. La nuova educazione, ovvero la necessità di ri-educarci.


Il sistema educativo attuale è molto simile nei diversi paesi del mondo, perché è stato disegnato per costruire le persone, le categorie professionali, e le classi sociali, in maniera conforme alle esigenze della civiltà moderna.
La scuola di ogni grado educa i settori più poveri alla passività e alla dipendenza; i settori medi all'esercizio subordinato delle funzioni amministrative, tecniche e professionali standardizzate; e le élites all'individualismo, alla competizione, all'intrapresa e all'esercizio del potere.
Inutile dire che questo sistema educativo sta attraversando una profonda crisi, così come sono in crisi l'economia, la politica e la cultura in funzione delle quali è stato organizzato. Per varie ragioni, e nonostante le numerose riforme educative che si sono tentate negli ultimi decenni, l'educazione formale non riesce a raggiungere il proprio obiettivo di socializzazione e adattamento dei giovani al sistema socio-economico e politico vigente, e non è più in grado di riprodurre la struttura sociale necessaria a mantenere il suo normale funzionamento.


Gli altri siamo noi (I)

Matthieu Millou

Monte Faito, agosto 2015.


Necessità di superare il sistema scolastico di educazione formale.

La creazione di una nuova civiltà richiede un grande sviluppo della creatività, dell'autonomia e della solidarietà nelle persone, qualità che è necessario andare formando fin dai primi anni di vita e continuare a favorire a tutte le età. E' evidente che occorre un cambiamento radicale della pedagogia e dei modi di insegnamento e di apprendimento, a tutti i livelli, dall'educazione infantile alla formazione superiore e permanente.
In questo senso, una riforma profonda dei metodi di insegnamento e dei contenuti curriculari dell'educazione formale può essere qualcosa di necessario, che aiuti a transitare verso la nuova educazione. Ma le insufficienze manifestate dalle varie pedagogie innovative che si sono sperimentate (tutte però subordinate al sistema scolastico convenzionale), indicano che occorre una trasformazione radicale, che punti a sostituire il sistema scolastico di insegnamento-apprendimento con forme nuove di pedagogia ed educazione, le quali si realizzino al di fuori della istituzionalità scolastica vigente.


Gli altri siamo noi (II)

Magdalena Madra

Monte Faito, agosto 2015.


Re-inserire l'educazione nella vita familiare e comunitaria, economica e politica.

Nella civiltà moderna la caratteristica essenziale dell'educazione è il suo svolgersi separata dalla vita sociale. Le attività e i processi di insegnamento si realizzano in istituzioni dedicate esclusivamente all'insegnamento, nelle quali i bambini e i giovani sperimentano processi di standardizzazione e socializzazione. Dalla più tenera età si separano i bambini e i giovani dalla vita familiare e comunitaria, per gran parte della giornata. Questo isolamento continua per lunghi anni, fino ai livelli più avanzati dell'educazione superiore, dove i giovani si formano e professionalizzano disconnessi dalla vita economica, sociale e politica. Durante la loro infanzia e giovinezza vivono nello stato di 'studenti', in istituzioni chiuse e rigidamente gerarchizzate, fortemente controllate dallo Stato, in cui sono 'preparati per la vita e il lavoro' a cui accederanno solamente quando - anni più tardi - usciranno dal sistema scolastico.
Un elemento chiave della nuova educazione sarà il suo dispiegarsi inserita nella vita familiare e comunitaria, economica e politica. La famiglia, le comunità, le imprese, la società civile e le istituzioni politiche, diventeranno tutte entità educative. La società intera diventerà educatrice, e l'educazione si compirà in collegamento diretto o indiretto con ciò che si realizza e si vive quotidianamente in ciascuna di esse.


Gli altri siamo noi (III)

Alessandro Isidori

Roma, giugno 3015.


L'auto-apprendimento e l'apprendimento collaborativo.

Nella nuova educazione sarà essenziale l'auto-apprendimento, partendo dal presupposto che - in realtà e sempre - ciascuno si forma e sviluppa da se stesso, attraverso i propri processi intellettuali, volitivi ed emozionali. Gli elementi esterni, inclusi quelli di carattere specificamente pedagogico, costituiscono soltanto agevolazioni del processo di cui ciascuna persona è soggetto e protagonista.
Ma questo non significa che il processo di formazione si realizzi in solitudine. Al contrario, siamo esseri sociali - e la dimensione comunitaria sarà specialmente rafforzata nella nuova civiltà - e viviamo, apprendiamo e ci formiamo gli uni accanto agli altri. L'educazione e l'apprendimento si costituiscono, così, come processi collaborativi, associativi e solidali.
Le persone creative, autonome e solidali sono, tutte e ciascuna di esse, educatrici di se stesse e nel contempo facilitatrici della formazione di altre persone creative, autonome e solidali. In questo senso occorrerà ricercare e utilizzare le immense opportunità che Internet e le nuove tecnologie della comunicazione e informazione mettono a disposizione delle persone, delle famiglie, delle comunità e delle organizzazioni.


Gli altri siamo noi (IV)

uomo

Roma, maggio 2016.


Educare alla creatività.

Abbiamo visto che il 'tipo umano' distintivo della nuova civiltà è la persona creativa, autonoma e solidale. La nuova educazione sarà dunque orientata a sviluppare nelle persone, progressivamente in corrispondenza con lo sviluppo dell'età, questi valori essenziali della creatività, dell'autonomia e della solidarietà.
Educare alla creatività presuppone abbandonare le pedagogie vigenti nell'educazione scolastica moderna che propugnano un apprendimento passivo e fondamentalmente ricettivo, e rimpiazzarli con processi di formazione e apprendimento prevalentemente attivi e creativi.
Certamente occorre apprendere le conoscenze storicamente acquisite dall'umanità e raggiungere una certa base di saperi comuni a tutte le persone. Ma già questo apprendimento del conosciuto può realizzarsi attivamente e creativamente, e non come pura accumulazione passiva e ripetitiva di ciò che altri hanno scoperto prima di noi.
L'apprendimento dei metodi creativi nella vita e nella scienza può cominciare molto presto, quando i bambini sono avidi di attività e desiderosi di sperimentare tutte le proprie energie vitali. Ma durante tutto il processo formativo si tratterà di apprendere creando e di sviluppare il metodo d'indagine.


Gli altri siamo noi (V)

Annalisa Iorio

Monte Faito, Italia, agosto 2015.


Educare all'autonomia.

Insieme alla formazione della creatività, l'educazione sarà orientata a che le persone raggiungano il maggior grado di autonomia, tanto nei propri processi mentali e di apprendimento quanto nei vari aspetti della vita pratica.
Educare all'autonomia comporta abbandonare le pedagogie che enfatizzano la 'socializzazione', ossia l'adattamento e il conformismo standardizzato alle realtà sociali imperanti. Si tratterà invece di instaurare dinamiche di apprendimento critico e comprensivo, che abbraccino tanto la dimensione intellettuale nei termini più ampi e plurali, quanto anche la formazione di una volontà tenace nel perseguimento degli obiettivi che ciascuno si propone.
A tutte le età, ma specialmente durante l'adolescenza, l'educazione dovrà essere orientata a espandere la personalità, che diventa progressivamente autonoma e di conseguenza responsabile delle proprie decisioni, con una coscienza morale e sociale solida. In questo processo di conquista dell'autonomia saranno essenziali tanto le dinamiche dell'auto- apprendimento quanto quelle dell'apprendimento collaborativo e solidale.


Gli altri siamo noi (VI)

donna scrittrice

Roma, aprile 2008.


Educare alla solidarietà.

L'educazione posta al servizio di una civiltà nuova e superiore sarà orientata allo sviluppo della solidarietà, intesa come virtù e forza inerente alle persone, e anche come valore e modo del rapporto sociale nei gruppi, comunità, organizzazioni e reti.
L'orientamento individualista e massificante che caratterizza l'educazione attuale, la quale enfatizza la concorrenza degli uni contro gli altri e nello stesso tempo l'omologazione e il conformismo delle moltitudini, sarà sostituita da processi educativi orientati a formare persone coscienti non soltanto dei propri interessi ma anche dei bisogni altrui, e meglio disposte alla cooperazione, all'aiuto reciproco e alla formazione di comunità solidali.
Sviluppare la solidarietà mediante l'educazione implica sviluppare i processi di insegnamento e apprendimento in un ambiente di dialogo personalizzato, nel quale si condividano esperienze e saperi; in cui si progettino e realizzino attività comunitarie che comprendano la cooperazione e il coordinamento delle intelligenze, le volontà e le emozioni dei partecipanti; e in cui si mantenga una attenzione costante agli effetti che possono produrre le iniziative che si intraprendono sull'insieme della società e sull'ambiente naturale.


Gli altri siamo noi (VII)

donna e gatto

Roma, settembre 2007.


La pedagogia attiva e creativa, o la formazione del nesso tra teoria e pratica.

La creatività, l'autonomia e la solidarietà si formano nella interazione tra la teoria e la pratica, e dipendono essenzialmente dalla coerenza che si riesca a stabilire fra di loro. In effetti, quando la teoria e la pratica sono dissociate, le persone perdono identità e autenticità; si genera in esse una specie di 'doppia coscienza', una affermata nel discorso e una praticata nel comportamento, dando così luogo all'insicurezza personale e di gruppo. Disconnesse, tanto la teoria quanto la pratica si indeboliscono.
L'unità e la coerenza tra la teoria e la pratica è il prerequisito fondamentale della vitalità effettiva dei valori e delle virtù, tanto nelle persone quanto nelle comunità e nelle organizzazioni. L'unione di teoria e pratica, prima di esprimersi nei processi organizzativi e nelle dinamiche sociali e storiche, si manifesta nella personalità degli individui, in cui si costituisce come risultato della formazione coerente e armoniosa dell'intelligenza, della volontà, dell'immaginazione e delle emozioni.
Di conseguenza, la pedagogia attiva e creativa pone speciale enfasi nella formazione armonica di queste varie facoltà o potenze superiori dell'essere umano, e cerca sempre di rendere efficace il pensiero e la teoria mediante la sua applicazione nella pratica, e di potenziare la pratica mediante la sua critica, la sua analisi e la sua fondamentazione concettuale e teorica

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L'insieme dell'opera si trova nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1

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