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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 32
di fulmini , Wed 7 February 2018 4:00
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Capitolo 32. Una nuova struttura dell’azione trasformatrice. Una nuova politica.


La politica è una delle attività umane più controverse. Su di essa si fanno i più diversi discorsi e si sviluppano e diffondono molteplici miti. "Tutto è politica", dicono alcuni; "la politica non interessa che ai politici", replicano altri. "La politica è corrotta e corruttrice", si afferma nello stesso tempo in cui altri dicono che è "la forma più alta di praticare l'amore del prossimo". Si fanno distinzioni fra la Politica con la maiuscola e la piccola politica di ogni giorno. "Ci sono politiche e politiche", sentenziano coloro che se ne ritengono intenditori. "Tutti i politici sono uguali", sostengono alcuni. "Non tutti i politici sono uguali", assicurano altri. Si dice che partecipare alla politica è un dovere etico, e anche che per mantenere un comportamento etico occorra allontanarsi dalla politica. Alcuni divinizzano la politica, altri la demonizzano.
Quasi nessuno mette in dubbio che la politica sia attualmente in crisi; ma quasi tutti aspettano e sperano dalla politica la soluzione dei problemi che li angosciano.
Ma cosa è in verità la politica? E cosa possiamo aspettarci e sperare da essa? Come deve essere la politica nella nuova civiltà che vogliamo?


Potere politico e rappresentazione nel XX secolo (I)

Fotografo ignoto, Guglielmo II imperatore della Germania (in uniforme russa) e Nicola II
imperatore di Russia (in uniforme tedesca), Trattato della mutua difesa di Björkö, 1905.

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Le due dimensioni della politica.

Al di là di quello che si suole dire della politica, e indipendentemente da come si presenta nella civiltà moderna, la politica ha svolto sempre nella storia e in tutte le civiltà, due funzioni socialmente necessarie:
1. La politica è attività organizzatrice dell'ordine sociale. Senza di essa la società cadrebbe nel caos e la convivenza civile diventerebbe impossibile (cioè la legge della giungla).
2. La politica è attività trasformatrice, che dinamizza i processi storici. Senza di essa i poteri stabiliti si perpetuerebbero e si acutizzerebbero le ingiustizie e le oppressioni ai danni dei più deboli (cioè la legge della giungla).
Queste due dimensioni della politica, in un certo senso contrapposte in quanto la prima si presenta come conservatrice e la seconda come progressista o rivoluzionaria, spiegano in gran parte la diversità dei discorsi e la contraddittorietà degli approcci che si hanno e si realizzano riguardo la politica.


Potere politico e rappresentazione nel XX secolo (II)

Leo Leonidow, Lev Trotsky-Vladimir Lenin-Lev Kamenev, tre capi della Rivoluzione Russa, 1920.

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La questione del potere.

Quando si parla e si agisce nel campo della politica, la prima cosa che affiora è la questione del potere. Che ci sia una stretta relazione tra l'attività politica e l'esercizio del potere è qualcosa che viene da molto lontano; però il nesso tra la politica e il potere pare essersi accentuato, facendosi chiaro ed esplicito e diventando veramente insolubile, nella civiltà moderna.
Si afferma che per mantenere l'ordine sociale è necessario che l'esercizio del potere e della violenza (violenza è "l'azione volontaria, esercitata da un soggetto su un altro, in modo da determinarlo ad agire contro la sua volontà") si concentrino nelle mani di coloro che svolgono la funzione politica, qualunque sia la loro origine e la fonte di legittimità.
Parimenti si afferma che per realizzare trasformazioni sociali e lottare per la giustizia e l'equità, occorre accumulare molto potere ed esercitarlo contro coloro che sostengono l'ordine vigente, essendo la conquista del potere il mezzo che renderà possibile realizzare le trasformazioni desiderate.
E' inevitabile questo nesso tra politica e potere? Sarà così anche nella politica della nuova civiltà?


Potere politico e rappresentazione nel XX secolo (III)

Theo Eisenhart, Adolf Hitler e Paul von Hindeburg - cerimonia di apertura del nuovo Reichstag, Potsdam, 1933.

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Una nuova struttura dell'azione trasformatrice.

Se il nesso tra politica e concentrazione del potere fosse inevitabile, non sarebbe molto promettente ciò che si può sperare dalla politica nella nuova civiltà. In essa continuerebbe a esistere la separazione tra governanti e governati, tra dirigenti e diretti, tra dominatori e dominati.
Ma questo nesso può essere dissolto attraverso la creazione di un nuovo paradigma di politica, di una politica nuova, non partitista né statalista, non guidata da ideologie unilaterali né sottomessa a interessi di gruppi e classi sociali.
La nuova politica è la nuova struttura dell'azione trasformatrice, che raccoglie e integra tutto ciò che siamo venuti esponendo fino a qui sulla creazione di una nuova civiltà, e che avremo da esporre ancora in ciò che segue.


Potere politico e rappresentazione nel XX secolo (IV)

Fotografo ignoto, Benito Mussolini alle porte di Tripoli, 1937.

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La disseminazione sociale del potere e il recupero del controllo cittadino della vita sociale.

Un aspetto centrale della nuova struttura dell'azione trasformatrice consiste nel fatto che la politica smetta di proporsi come obiettivo la conquista del potere e il controllo dello Stato, e neppure cerchi qualsiasi accumulazione del potere politico per esercitarlo su una classe sociale, su un raggruppamento di masse, o sull'insieme della società.
Al contrario, la nuova politica è orientata verso la disseminazione sociale del potere politico, ossia verso l'assunzione di potere delle persone e delle comunità e gruppi che agiscono nella società civile.
Per realizzare effettivamente la 'disseminazione sociale del potere politico' occorre che ogni persona e ogni comunità, organizzazione o rete sociale, recuperi il controllo delle proprie decisioni e delle proprie condizioni di vita, implicando con ciò, anche, che non aspirino a esercitare potere su altre persone e altri gruppi, bensì cerchino che ciascuno sia guida di se medesimo, e abbia tanto potere quanto gli necessita per auto-dirigersi coscientemente e liberamente.


Potere politico e rappresentazione nel XX secolo (V)

Fotografo ignoto, Primo Ministro inglese Winston Churchill - Presidente degli USA Franklin Roosevelt - Segretario Generale del Partito Comunista dell'URSS Stalin, Conferenza di Yalta, 1945

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Assorbimento della società politica nella società civile.

Nella creazione della nuova civiltà affermiamo il primato della società civile sulla società politica, o in altre parole, la nuova politica comincia a essere costruita dalla società civile, dalla cultura, dalle organizzazioni sociali, che attraverso il proprio sviluppo vanno configurando la nuova politica all'interno della società civile.
Non si concentra l'azione trasformatrice nello Stato né nel governo né nei partiti. Il nuovo sistema di azione trasformatrice è orientato a superare la distinzione tra dirigenti e diretti, ossia, nella nuova civiltà non si dovrà costituire una 'classe politica' distinta e separata dalla società civile.
La centralità della società civile significa che la nuova politica è costruita 'dal basso', da ciò che attualmente è subordinato. E' superando la propria subordinazione, che le persone e le loro comunità, organizzazioni e reti, dispiegano le proprie attività di ordinamento e trasformazione sociale. Procedendo in questo modo, la 'società civile' si va costituendo progressivamente come 'società politica'; si va sviluppando una società civile che è politicamente attiva.


Potere politico e rappresentazione nel XX secolo (VI)

Fotografo ignoto, Mao Tse-tung Presidente del Governo Popolare Centrale proclama la nascita della Repubblica Popolare Cinese, 1949.

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Una nuova forma di unificazione e integrazione della società.

Il recupero di potere delle persone e dei gruppi auto-diretti, la disseminazione sociale del potere e il decentramento delle decisioni, non si associano all'anarchia e al disordine quando si tratta di persone creative, autonome e solidali.
Ma la nuova politica deve creare i propri modi di generare unità e integrazione sociale. Al progetto di una civiltà superiore non sono adeguate né la forza che impone e disciplina intorno a un centro di potere, né una dottrina o ideologia che susciti il consenso o il conformismo dei 'diretti'. E' necessario costruire l'unità in altro modo, e sviluppare una maniera diversa di integrare i componenti intorno a una nuova 'forma unificante'.
Ciò si realizza mediante un processo di elaborazione dell'unità, a partire dalla diversità delle situazioni e dei modi di pensare e di essere. Si tratta di concepire e di attuare creativamente l'unità, fra tutti i partecipanti, guidati dall'idea centrale che l'unificazione avviene nella convergenza verso un progetto comune, che è quello della nuova civiltà. Progetto che include la diversità delle motivazioni, volontà, esperienze e concezioni che vanno elaborando autonomamente e solidalmente i creatori della nuova civiltà.


Potere politico e rappresentazione nel XX secolo (VII)

Fotografo ignoto, Patrice Lumumba Premier della Repubblica Democratica del Congo, 1961.

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Trasformazione e integrazione sociale: una sola cosa.

La nuova politica è l'insieme delle attività teoriche e pratiche con le quali andremo risolvendo i gravissimi problemi, squilibri e disuguaglianze che si accentuano nella crisi della civiltà moderna; il che può riuscire soltanto attraverso la creazione di una nuova civiltà.
Precisamente in ciò consiste il nuovo 'paradigma di politica': in una concezione teorica e in una pratica organizzata, che nello stesso tempo e in un unico processo, trasformano profondamente la realtà e organizzano un nuovo ordine sociale. In questo modo, le due funzioni centrali della politica si uniscono, orientandosi la politica alla creazione di una nuova civiltà, che implica trasformare profondamente la realtà esistente e creare una nuova 'forma unificante' e integratrice della società.
Raggiungere una integrazione sociale genuina, non mediante l'imposizione forzata bensì per opera coscientemente e liberamente cercata dalla volontà convergente dei diversi gruppi che formano parte della società, è passare verso un ordine sociale superiore a tutti quelli conosciuti finora.


Potere politico e rappresentazione nel XX secolo (VIII)

Fotografo ignoto, Augusto Pinochet capo della Giunta, Santiago de Chile, 1974.

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Nuove forme di rappresentanza politica e di esercizio dell'autorità.

Organizzato dal basso verso l'alto, come comunità di comunità, come organizzazione di organizzazioni, come rete di reti, nei successivi e ascendenti livelli di aggregazione sociale nei quali si adotteranno decisioni che riguarderanno un numero crescente di persone e di gruppi, il nuovo ordine sociale tenderà a stabilire nuove forme di rappresentanza che garantiscano tanto la legittimità dei responsabili della sua adozione, quanto la coerenza delle decisioni stesse con la volontà cittadina da essi rappresentata.
A questo scopo sarà necessario configurare un nuovo sistema di rappresentanza politica e nuove forme di esercizio delle funzioni di direzione. In questo senso, ci sono alcuni aspetti del modello teorico della democrazia rappresentativa moderna che si potranno conservare e perfezionare, e altri nuovi e originali modi di partecipazione cittadina che potranno essere sperimentati e stabiliti nella prospettiva di una forma perfezionata di democrazia politica.


Potere politico e rappresentazione nel XX secolo (IX)

Rainer Mittelstädt, Gustáv Husák-Todor Živkov-Erich Honecker-Michail Gorbačëv- Wojciech Jaruzelski-János Kádár, capi di Stato del Patto di Varsavia, 1987.

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Elementi della democrazia moderna di validità permanente.

Tra gli elementi della democrazia moderna che per il loro valore universale manterranno validità e saranno perfezionati in un nuovo sistema di rappresentanza possiamo indicare:
• Il meccanismo del voto unipersonale, universale, uguale, informato e segreto.
• Il criterio della rappresentanza proporzionale, che garantisce la formazione di maggioranze per aggregazione delle volontà cittadine, insieme al necessario rispetto delle minoranze.
• La separazione e l'indipendenza delle funzioni legislativa, esecutiva e giudiziaria, in quanto alle persone e agli organismi che la esercitano, ai modi della loro elezione, e ai tempi di permanenza dei responsabili nei loro incarichi.
• Esercizio dell'autorità conforme al principio di legalità, implicando la subordinazione dell'autorità e delle decisioni da adottare, ai Diritti Umani, alle norme costituzionali, e alle leggi legittimamente costituite.


Potere politico e rappresentazione nel XX secolo (X)

Vince Musi, Yitzhak Rabin Primo Ministro di Israele - Bill Clinton Presidente degli USA - Yāsser ʿArafāt Presidente dell'Autorità Nazionale Palestinese, Washington, 1993.

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Elementi nuovi concepiti per perfezionare la rappresentanza cittadina.

Il processo di costruzione di un nuovo ordine sociale e politico elaborerà e perfezionerà altri meccanismi e procedimenti di rappresentanza politica, al fine di garantire la più ampia partecipazione cittadina insieme alla migliore qualità delle decisioni da adottare. Tra questi nuovi strumenti di democrazia possiamo pensare a:
• La formazione di organi collegiali, costituiti da delegati delle organizzazioni, comunità, associazioni e reti, nei successivi e ascendenti livelli di aggregazione nei quali si organizza la società.
• Procedimenti plebiscitari e di partecipazione democratica diretta, tanto consultivi come decisionali, impiegando i più avanzati mezzi offerti dalle tecnologie moderne.
• La creazione di un Consiglio dei Saggi per gli affari generali, e del Consiglio degli Esperti per le diverse aree tematiche, costituiti in modo pluralista e rappresentativo, che non tengano potere decisionale ma che elaborino alternative e proposte che presenteranno tanto alla cittadinanza quanto alle corrispondenti istanze decisionali.


Potere politico e rappresentazione nel XXI secolo.

Guillaume Darribau, Indignados, Spagna 2012.

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1

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