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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 31
di fulmini , Tue 6 February 2018 1:00
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Capitolo 31. Il progetto: utopico o realista? Come si elabora?


Prefiggerci la creazione di una nuova civiltà ci spinge a interrogarci sul progetto. Chi lo elabora? Come lo elabora? Si tratta di formulare una utopia, un modello di società, o di obiettivi prossimi che possiamo realizzare?
Esiste negli esseri umani, e si è manifestata nel corso della storia, la tendenza a concepire utopie, mondi ideali, società perfette. Abbiamo già visto che le utopie moderne hanno preso parte alla gestazione della civiltà moderna; ma non furono esse a guidare la sua costruzione. Le utopie sociali, come i sogni individuali, svolgono un ruolo, sono motivanti, spingono a cercare la perfezione.
Ma concepire un'utopia sociale non è formulare un autentico progetto di trasformazione e di costruzione di una nuova società. Qualsiasi progetto che vogliamo realizzare deve partire dalla realtà presente come essa è, e deve fondarsi su soggetti e forze esistenti. Ciò che progettiamo deve essere presente come una possibilità, in potenza, nella realtà attuale, l'unica realtà esistente.


Il progetto si elabora coerentemente alla nuova struttura della conoscenza.

Il progetto di una nuova civiltà non consiste nemmeno nel formulare in anticipo e una volta per sempre un 'modello' generale di società, dedotto da una ideologia o da una fede religiosa o di altro tipo, che i soggetti 'coscientizzati' da questa ideologia o fede debbano 'applicare' e mettere in pratica. Così pensato, il progetto avrebbe poco a che fare con la realtà presente e con le caratteristiche particolari dei soggetti presuntivamente chiamati a materializzarlo.
Non si tratta di trasformare le persone in mezzi e strumenti per mettere in pratica un 'modello' ideato da altri. Se qualcuno si propone di riorganizzare tutta la società conformemente a un 'modello' definito in precedenza, dovrebbe utilizzare il potere immenso detenuto dagli esecutori del progetto; ma disporre di molto potere presuppone concentrarlo e accumularlo, ciò che a sua volta implica spogliare molti altri delle loro proprie capacità di prendere decisioni.
Il progetto della nuova civiltà si elabora coerentemente alla nuova struttura della conoscenza e della progettazione: partendo dalla esperienza particolare e ascendendo all'universale mediante processi di comunicazione e articolazione.


Progetto di un film: i disegni (I)

Federico Fellini, Disegno e appunti per Piero Gherardi - costumista de La dolce vita, 1959

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Partire dalla diversità delle esperienze e definire obiettivi realizzabili.

Partiamo dal presupposto che la verità e i valori si trovano distribuiti socialmente e che nessuno li possiede totalmente; che tutte le persone e gruppi tengono idee, valori, interessi e aspirazioni legittimi, e che hanno diritto a voler integrarli nella nuova civiltà; che l'omogeneità sociale è un impoverimento dell'esperienza umana, e che invece la diversità e il pluralismo costituiscono una ricchezza e sono il prodotto della libertà creatrice degli umani. Il progetto, dunque, deve essere elaborato da tutti coloro che si sentono chiamati a prender parte alla sua realizzazione.
Il progetto mira a trasformare la realtà a partire dalla situazione presente, per portarla a una nuova situazione desiderabile e desiderata. Per questo, ogni progetto implica la formulazione di fini e obiettivi da realizzare in un orizzonte di tempo prolungato, ossia nella lunga durata storica.
Deve includere anche l'indicazione di obiettivi e mete da raggiungere nel medio e breve termine, come tappe di un percorso che conduce al risultato finale desiderato.
Il progetto implica anche l'individuazione dei mezzi necessari alla sua realizzazione, in modo che in ogni progetto si definisca una relazione tra i mezzi e i fini. “Solo chi vuole il fine vuole i mezzi idonei a raggiungerlo.” (Gramsci, Quaderni)


Progetto di un film: i disegni (II)

Pier Paolo Pasolini, Sceneggiatura disegnata de La Terra vista dalla Luna, 1967.

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Il progetto a livello personale.

Abbiamo visto che la nuova civiltà è costruita dagli individui verso l'universale, passando attraverso i gruppi intermedi. Abbiamo visto anche che le nuove forme della conoscenza e delle scienze partono dall'esperienza particolare elaborata da ciascuno, che sarà articolata e comunicata con le esperienze degli altri, in un processo di progressivo ampliamento e approfondimento. Così, il progetto della nuova civiltà si elabora dal piccolo verso il più grande, dall'individuale verso il collettivo, dal locale verso l'universale.
Il primo livello di elaborazione del progetto è il livello personale. A questo livello ciascuno concepisce e progetta il processo di sviluppo della propria creatività, autonomia e solidarietà, cercando di vivere come cittadino della nuova civiltà, ossia coerentemente ai modi di pensare, di sentire, di relazionarsi, di comportarsi e di agire che si vuole stabilire e diffondere.
Abbiamo visto che questo, in effetti, non è automatico bensì si ottiene attraverso processi personali, che richiedono d'essere progettati da ognuno per essere efficacemente realizzati.


Progetto di un film: i disegni (III)

Akira Kurosawa, Inquadratura dallo storyboard di Ran, 1985.

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Il progetto al livello di ogni collettivo, comunità, associazione e rete.

Le persone e i gruppi che decidono la creazione di una civiltà nuova e superiore, si pongono fini e obiettivi atti ad essere realizzati da loro stessi. Sono, in questo senso, massimamente realisti e pratici, poiché nel formulare questi obiettivi devono tener conto delle condizioni in cui agiscono, delle proprie capacità di azione, delle energie che pensano di dispiegare nel loro raggiungimento. Non si pongono obiettivi globali che 'qualcuno', - ossia 'altri' - mettano in pratica.
Tuttavia, nel porsi obiettivi realizzabili, di lungo, medio e breve termine, non fanno affidamento soltanto sulle capacità e sulle forze che trovano in essi stessi oggi, in quanto il progetto contiene l'obiettivo di espandere le proprie capacità, e anche di invitare, di convocare, di incoraggiare le capacità e le energie di tutte quelle altre persone e organizzazioni esistenti, che possono aderire alla realizzazione del progetto trasformatore.
Al progetto, dunque, insieme al sommarsi di sempre nuove forze, si integrano anche nuovi obiettivi e fini, che giungono a essere condivisi da tutti coloro che potenzialmente possono essere coinvolti nella sua realizzazione. Il progetto è, così, espansivo, moltiplicatore delle energie richieste dalla sua realizzazione.


Progetto di un film: i disegni (IV)

Tim Burton, Disegno del protagonista di Edward mani di forbice,1990.

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Il progetto, dal locale all'universale.

Il progetto della traversata verso una nuova civiltà è il più grandioso che possa proporsi una persona, un gruppo umano, una società. E' un progetto che implica la trasformazione profonda della struttura economica, dell'organizzazione sociale, delle istituzioni politiche, degli enti culturali, della vita intera delle persone e delle società. Ma in ogni situazione, da ciascun soggetto, in ognuno di questi campi, gli obiettivi sono pensati in relazione alle forze che potenzialmente possono essere mobilitate per realizzarli.
Il progetto si basa sulla realtà, intesa però dinamicamente, come un insieme di soggetti e di forze umane, individuali e sociali, che possono proporsi obiettivi elevati e grandiosi progetti, e che sono capaci di condividere gli obiettivi alla cui realizzazione sono invitati. In questo modo si va configurando un progetto trasformatore che si va espandendo, e la realtà si trasforma nella misura in cui si raggiungono gli obiettivi che configurano il progetto in ciascuno dei livelli nel quale sono formulati.
Il progetto procede, così, tanto nella sua concezione quanto nella sua realizzazione, dal locale all'universale. Ma passare da un livello al successivo implica che già da ciascun livello inferiore il progetto sia formulato secondo la prospettiva superiore della nuova civiltà.


Il progetto si concepisce a misura che si va realizzando.

Per pensare il progetto occorre partire dai soggetti esistenti (persone, organizzazioni, comunità, reti, etc.) che agiscono orientati verso obiettivi compatibili, che possono convergere nella prospettiva di una nuova civiltà. Ciascuno di questi soggetti può essere motivato e potenziato proponendogli obiettivi e fini più ampi ed esplicitamente coerenti con i modi di vivere e di organizzare l'economia, la politica, la cultura, l'educazione, le tecnologie, le scienze, le arti, etc, di una civiltà nuova e superiore.
In questo modo, a misura che ogni partecipante si sviluppa in funzione dei suoi obiettivi particolari, ma interagendo con altri che si pongono il progetto più ampio, tutti insieme andranno ampliando il campo della loro coscienza possibile, orientandosi ogni volta più chiaramente nella prospettiva della nuova civiltà.
Nella misura in cui si vanno raggiungendo determinati obiettivi, questi stessi risultati creano le condizioni per proporsi obiettivi più ampi e profondi. Se vogliamo, se ci serve, possiamo tenere in mente un orizzonte utopico; ma non è necessario aver formulato il progetto completo della nuova civiltà per avanzare nella sua realizzazione, costruendola - ogni persona, ogni gruppo, ogni società particolare - dalle proprie condizioni e con le proprie risorse, capacità ed energie.

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1

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