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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 30
di fulmini , Tue 6 February 2018 11:00
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Capitolo 30. Una nuova struttura della conoscenza.


Ogni azione trasformatrice, ogni opera e ogni nuova realtà che può essere creata dall'essere umano, ha la sua origine nella mente che la concepisce. E niente può essere pensato e concepito dalla mente umana, senza conoscenze già acquisite ed elaborate dall'intelletto.
Al principio e all'origine di tutta la pratica cosciente sta la conoscenza della realtà, da cui sorge l'idea che concepisce il cambiamento che si desidera produrre, o l'opera che si vuole creare con gli elementi esistenti. Conoscere la realtà è il primo passo indispensabile per trasformarla e per creare opere e realtà nuove.
La conoscenza introduce la realtà conosciuta nella nostra mente, ed è il modo in cui cominciamo a conquistarla intellettualmente. La conoscenza crea una specie di duplicato cosciente della realtà esterna, dandole un'esistenza nuova in noi, un'esistenza soggettiva. Con questi elementi della realtà conosciuta progettiamo intellettualmente la trasformazione o l'opera desiderata. Così, nella conoscenza comincia l'azione trasformatrice e creativa.


Conoscenza e rappresentazione: cielo antico.

Ecate, personificazione divina greco-romana della Luna - II secolo d.C.

Ecate


Conoscenza, creatività e autonomia.

Possiamo agire nella realtà senza conoscerla, ma se non conosciamo la realtà nella quale agiamo, la nostra azione è cieca, e i risultati a cui darà luogo non saranno mai quelli che desideriamo ottenere.
Il disconoscimento della realtà ci rende insicuri e dipendenti. E' perché non conosciamo che aspettiamo e speriamo di essere guidati da altri che supponiamo (spesso ingenuamente) conoscitori della realtà.
Possiamo trasformare la realtà e creare realtà nuove, soltanto in quegli ambiti ai quali abbiamo avuto accesso cognitivo. Se conosciamo i processi e le strutture fisiche, chimiche, biologiche, possiamo agire a livello dei processi fisici, chimici, biologici, raggiungendo in essi i risultati che ci aspettiamo e speriamo di ottenere. Lo stesso vale riguardo ai processi economici, sociali, politici.
La conoscenza, la creatività e l'autonomia sono inestricabilmente uniti, essendo la conoscenza la radice, e la creatività e l'autonomia i suoi frutti più preziosi.


Conoscenza e rappresentazione: cielo medievale.

Giotto, Cielo stellato della Cappella degli Scrovegni a Padova (particolare), 1303-5.

cielo dipinto


L'ampiezza e la profondità che può raggiungere l'azione trasformatrice.

La realtà che possiamo trasformare e utilizzare nelle nostre creazioni, è quella che teniamo nella nostra mente. Soltanto la realtà che conosciamo ha rilevanza per noi, per il nostro agire in essa. La realtà che conosciamo è quella in cui possiamo muoverci e agire, in cui inseriamo interessi e idealità; è la realtà che possiamo impiegare nelle nostre opere e attività trasformatrici, che possiamo porre al servizio della nostra realizzazione personale.
Gli ambiti e i livelli della realtà che conosciamo sono gli ambiti della realtà che possiamo trasformare. La conoscenza superficiale ci fa agire in superficie. La conoscenza strutturale ci permette di accedere al livello delle strutture.
Dalla profondità della nostra conoscenza dipende la profondità a cui può giungere la nostra azione trasformatrice e creatrice. Dall'ampiezza della nostra conoscenza dipende l'ampiezza che può comprendere il raggio della nostra azione.


Conoscenza e rappresentazione: cielo rinascimentale.

Piero della Francesca, Sogno di Costantino (particolare),1458-66.

cielo



Le strutture della conoscenza delimitano l'orizzonte delle esperienze possibili.

Questo, che vale per le persone, vale anche per le civiltà. Poichè ogni civiltà è caratterizzata da certi tipi e certi livelli di conoscenza raggiunti dai propri partecipanti.
Gli orizzonti dell'esperienza possibile agli esseri umani, in ciascuna civiltà, sono delimitati dal tipo di conoscenze che si producono in essa.
La traversata a una nuova e superiore civiltà richiede di creare, elaborare e dispiegare nuove forme e strutture della conoscenza, capaci di aprire l'esperienza umana verso nuovi, più ampi e più profondi livelli e spazi di realtà. Superiori a quelli che nella civiltà moderna furono aperti dal naturalismo e il positivismo filosofico, dalle scienze sociali costruite seguendo il modello delle scienze naturali, e ovviamente superiori a ciò che le moltitudini acquisiscono attraverso la volgarizzazione ideologica delle discipline accademiche.


Conoscenza e rappresentazione: cielo moderno.

Vincent Van Gogh, Notte stellata, 1889.

quadro


Difficoltà del passaggio verso una nuova struttura della conoscenza.

Ogni civiltà sviluppa le sue proprie forme di conoscere e progettare. Attraverso queste la coscienza delle persone si apre a dimensioni prima sconosciute della realtà, favorendo nuovi tipi di esperienze individuali e collettive.
Ma c'è un problema: a partire dalle strutture della conoscenza di una civiltà inferiore e in crisi non è possibile accedere alla conoscenza che distingue la civiltà nuova e superiore. E' questa la ragione per cui gli scienziati sociali, gli ideologi, e in generale le persone inquadrate e rinserrate nelle discipline e nelle ideologie della civiltà moderna, non possono intravvedere la possibilità di forme superiori di conoscenza, e dichiarano che una civiltà superiore è illusoria, utopica, impossibile.
Per iniziare la traversata è indispensabile abbandonare i vecchi quadri di riferimento ideologico e teorico, e aprirsi alla possibilità di nuove esperienze e saperi. "Non mettere il vino nuovo in otri vecchi, né rammendare un vestito vecchio con pezzi di tela nuova." (Gesù di Nazaret) "Ogni nostra cognizione prencipia da' sentimenti." (Leonardo da Vinci)


Conoscenza e rappresentazione: cielo contemporaneo

Gruppo di lavoro del Telescopio Spaziale Hubble (HST), I 'Pilastri della Creazione' della Nebulosa Aquila, 1995.

spazio


Scienze comprensive della diversità.

La realtà è più ricca, più varia, più complessa di quanto possa contenere la nostra mente. "Ci sono più cose in cielo e in terra, Orazio, di quante tu ne possa sognare nella tua filosofia." (William Shakespeare) Ciascuno la sperimenta e la conosce da un punto di vista particolare, e le si avvicina con diverse idee e concezioni teoriche. Nessuno possiede la conoscenza piena: la verità è socialmente distribuita.
Il soggetto della conoscenza è l'individuo; ma la scienza aspira alla conoscenza universale. La strada che conduce dalla conoscenza particolare alla scienza universale deve essere percorsa da ciascuno. Accedere alla universalità della scienza presuppone, dunque, apprendere dagli altri, assumere come propri i percorsi intellettuali compiuti dagli altri. Ma questo richiede sottomettere alla propria analisi e critica ciò che inizialmente è estraneo, riscattando tutto ciò che può essere integrato coerentemente nella propria elaborazione.
Avanza di più nella conoscenza chi è capace di integrare coerentemente in una concezione propria, la maggiore quantità e varietà di punti di vista, di esperienze, di idee e di approcci teorici. Si avanza superando conoscenze parziali e incomplete, accedendo a una visione ogni volta più comprensiva della diversità


Scienze che riconoscano la soggettività del reale.

Le realtà storiche, economiche, politiche e sociali, sono il risultato delle attività e delle opere che realizzano gli esseri umani, sia individualmente che attraverso i gruppi e le organizzazioni che formano. In queste attività e opere le persone e i gruppi mettono tutta la propria soggettività: i propri interessi e aspirazioni, le proprie virtù e difetti, i propri valori e disvalori, le proprie conoscenze e le proprie emozioni, i propri egoismi e le proprie generosità. Tutto ciò viene plasmato, obiettivato nella realtà sociale, nell'economia, nella politica, nella storia.
La conoscenza di queste realtà piene di soggettività non si può realizzare in maniera completa e rigorosa attraverso discipline che separano e scartano il soggettivo per considerare soltanto ciò che appare come obiettivo e quantificabile, come hanno preteso le scienze economiche e sociali moderne. Queste scienze hanno contribuito alla disumanizzazione dell'economia, della politica e della società, nella misura in cui hanno disumanizzato la propria conoscenza e - di conseguenza - la propria progettazione.
Le nuove scienze necessarie a presiedere e orientare la creazione di una nuova civiltà, devono recuperare la soggettività insita nei processi e nelle strutture umane, storiche, sociali.


Scienze integratrici del fattuale, del razionale, del valorico e dell'estetico.

Coloro che pensano che la realtà sia costituita soltanto da cose e fatti conoscono soltanto la parte esteriore della realtà. Perché la realtà ha dimensioni, dinamiche e strutture interne, che il nostro intelletto è capace di penetrare e svelare.
In effetti, le cose e i fatti hanno, o il nostro intelletto scopre in essi, dinamiche e strutture razionali (logiche, matematiche, simboliche, che ci avvicinano alla sua 'verità'), valoriche (che ci mettono di fronte alla sua 'bontà'), ed estetiche (che ci fanno apprezzare la sua 'bellezza').
Per avere della realtà una piena esperienza, e poter intervenire nei suoi processi e nelle sue strutture con intensa creatività e potenza trasformatrice, occorre provvedersi di conoscenze e scienze capaci di integrare il fattuale, il razionale, il valorico e l'estetico delle cose e dei fatti.


Scienze che colleghino la conoscenza e la progettazione.

La conoscenza è al servizio della vita umana, dello sviluppo sociale, della coltivazione sapiente ed ecologica della natura. Conosciamo per orientare le nostre decisioni, per risolvere i problemi che dobbiamo affrontare, per progettare realtà migliori di quelle che teniamo.
Quando conosciamo in modo comprensivo e non frammentario, riconoscendo la soggettività del reale, integrando il fattuale, il razionale, il valorico, l'estetico, possiamo unire ciò che le scienze sociali moderne scollegarono: l'analisi della realtà così come è, la valutazione critica delle sue strutture, e la progettazione di soluzioni, di percorsi di superamento, di proposte alternative.
Le scienze necessarie a orientare e presiedere la creazione di una nuova civiltà passano naturalmente e senza soluzione di continuità dalla comprensione critica delle strutture esistenti alla progettazione di ciò che deve e può giungere ad essere, come conseguenza delle attività e dei processi che realisticamente possono essere individuati e attuati


Recuperando le forme naturali della conoscenza umana.

Abbiamo fatto riferimento alla difficoltà della traversata a una nuova struttura della conoscenza, specialmente da parte di coloro che sono inquadrati e formati nelle discipline economiche e sociali moderne. A costoro, una conoscenza comprensiva della diversità, che riconosca la soggettività, che integri il fattuale, il razionale, il valorico e l'estetico e che passi naturalmente dall'analisi di ciò che è alla progettazione di ciò che può e deve essere, sembra qualcosa di impossibile o estremamente difficile.
Tuttavia, tutte queste qualità che postuliamo come una nuova struttura della conoscenza, sono in effetti le forme spontanee attraverso le quali noi esseri umani conosciamo: apprezziamo la diversità dei punti di vista; sappiamo che le realtà sono attraversate dalla soggettività; analizziamo come sono le cose nello stesso tempo in cui sentiamo e giudichiamo se sono buone o cattive e apprezziamo la loro bellezza; individuiamo i problemi e pensiamo alle soluzioni possibili; conosciamo e progettiamo.
Sono state le discipline sociali moderne che, mediante complessi processi di apprendimento, disciplinamento e controllo dei procedimenti cognitivi, sono arrivate a separare e dividere ciò che naturalmente procede unito nella coscienza umana.


Conoscenza e rappresentazione: Cielo e Terra

Ümit İnatçı, Cielo e Terra, 2008

dipinto in acrilico su tela, colori: rame e altri intensi e vivaci, 100 x 50 cm


Scienze elaborate a partire dalle esperienze condivise e comunicate.

Ma non si tratta di restare al livello della conoscenza spontanea e del senso comune. Perché questo si limita alla conoscenza del particolare, della esperienza immediata di ciascuno, mentre abbiamo bisogno di una conoscenza universale. Le scienze sociali moderne, per accedere all'universale, procedettero a separare e astrarre ciò che l'esperienza cognitiva naturale mantiene unito. Ciò che serve ora, è accedere alla conoscenza universale senza sacrificare la diversità, la soggettività, l'integralità della conoscenza esperienzale.
Le nuove scienze partono dalla esperienza multiforme dei tanti individui e gruppi che partecipano a iniziative e opere creative, autonome e solidali. Tali esperienze, comunicate nel processo stesso della loro realizzazione, sono sistematizzate ed elaborate razionalmente da alcune persone che si specializzano in questo lavoro.
La comunicazione tra queste elaborazioni favorisce, a sua volta, l'emersione di grandi intellettuali, pensatori, scienziati, creatori delle nuove scienze. Essi raccolgono le esperienze di tutti, ci riflettono e le approfondiscono, scoprono le connessioni tra di loro, le loro dinamiche e tendenze, rendono manifeste le loro razionalità implicite, le logiche dei processi condivisi da diverse esperienze. In questo modo stanno sorgendo le nuove scienze comprensive della storia, della politica, dell'economia.

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1

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