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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 28
di fulmini , Tue 6 February 2018 7:00
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Capitolo 28. La forza della solidarietà.


La solidarietà - come la creatività e l'autonomia - è una qualità che devono possedere i creatori di una nuova civiltà, perché chi è individualista o è decisamente concentrato nel perseguire il proprio interesse, non potrà essere attivo nella realizzazione di un gran progetto umano e sociale che presuppone l'azione convergente e coordinata verso obiettivi condivisi da molte persone.
La solidarietà è un connotato essenziale della nuova civiltà. Senza di essa non potranno essere superati i gravi problemi che affliggono oggi la società e che sono insolubili nel quadro della attuale civiltà individualista e competitiva.
Come la creatività e l'autonomia, la solidarietà si sviluppa e si potenzia nel processo stesso di costruzione della nuova economia, della nuova politica e della nuova cultura.


Solidarietà rima con libertà e dignità.

(Sequenza di film) Stanley Kubrick, Spartacus, 1960 - 2 minuti 15 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=FKCmyiljKo0


Forme ingannevoli e false di solidarietà.

In molti mezzi di comunicazione, che richiamano l'uso e abuso del termine 'solidarietà' di alcuni ambienti sociali, religiosi e politici, si suole parlare della solidarietà in un senso superficiale, che deforma e degrada il senso dell'autentica solidarietà umana.
Molti parlano della solidarietà per riferirsi all'assistenzialismo e alle donazioni caritatevoli. Altri la riferiscono alla politica fiscale per elargire sovvenzioni ai poveri e alle persone disabili, minorate o svantaggiate. Non mancano quelli che confondono la solidarietà con la complicità che si coltiva all'interno di gruppi mafiosi o che si organizzano con fini delittuosi o di difesa corporativa di interessi particolari.
Questi usi della parola deformano e degradano il senso della vera solidarietà umana, che implica relazioni orizzontali tra persone che si riconoscono come uguali, che si realizzano in forma volontaria e non per imposizione autoritaria, e che comportano l'esercizio di valori e virtù umanistiche e sociali.


La solidarietà autentica.

E' importante comprendere che essere solidali non comporta la negazione di se stessi, né dei propri obiettivi, progetti o interessi, tanto meno alcun annullamento della coscienza, della volontà e delle emozioni individuali. L'idea che essere solidali implica il sacrificio di ciò che è personale ha origine in quelle false concezioni della solidarietà di cui dicevamo.
Nell'autentica solidarietà i propri obiettivi sono assunti dagli altri, nella stessa forma e proporzione in cui ciascuno assume quelli degli altri. Così, quelli che inizialmente erano obiettivi particolari, si sono espansi e integrati in una coscienza e in una volontà collettive che li assume come propri del gruppo.
In questo modo ciascuno arricchisce, non impoverisce, i suoi propri obiettivi, arrivando a proporsi obiettivi, progetti e interessi maggiori e più elevati, possibili d'essere realizzati precisamente perché non sono soltanto i 'miei' obiettivi individuali, ma i 'nostri' obiettivi condivisi, nella cui realizzazione e raggiungimento siamo tutti coinvolti.


Esempio di solidarietà: l'orchestra filarmonica. (L'orchestra filarmonica è formata da componenti che, nell'aggregarsi, hanno fondato l'organico. Nell'orchestra sinfonica i componenti dell'organico vengono assunti tramite concorso.)

(Video) Dies Irae del Requiem (1874) di Giuseppe Verdi eseguito dalla Berlin Philharmonic diretta da Claudio Abbado - 2002 - 2 minuti 26 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=up0t2ZDfX7E


Lo sviluppo della solidarietà.

La solidarietà, una qualità che può caratterizzare un individuo e distinguerlo da altri che non la posseggano, è tuttavia una qualità che si forma, cresce e si costituisce nel rapporto tra le persone, nelle loro attività comuni, nei processi di formazione delle famiglie, comunità, organizzazioni e reti.
Non si può essere solidali da soli, ma stando insieme agli altri. E' come parte integrante di questi aggruppamenti che impariamo a essere solidali, quando all'interno di essi andiamo condividendo obiettivi e assumendo questa coscienza, questa volontà e questi sentimenti condivisi e comuni che sono costitutivi della solidarietà.
Giungere a essere solidali non è facile nella attuale civiltà che fomenta l'individualismo, il dedicarsi al raggiungimento degli interessi personali, il competere per salire a posizioni di prestigio, di potere e di ricchezza. Davanti all'obiettivo di creare una nuova civiltà, si presenta dunque la necessità di un processo di sviluppo personale, che implica sviluppare la solidarietà insieme allo sviluppo della creatività e dell'autonomia.


Gli ambiti della solidarietà.

La solidarietà ha molteplici forme di espressione, e si può manifestare nei più diversi spazi sociali e in tutti gli ambiti vitali. La solidarietà è specialmente importante in quelle attività in cui la sua presenza potenzia la realizzazione degli obiettivi che si perseguono. Per esempio:
Nello studio, nella ricerca e nello sviluppo e comunicazione della conoscenza, dove condividere l'informazione, le scoperte e gli apprendimenti moltiplica le conoscenze di tutti i partecipanti.
Nel lavoro, nella produzione e nel consumo, in cui la cooperazione tra i partecipanti riduce i costi, accresce i benefici, perfeziona la qualità e si traduce in maggiore efficienza e produttività.
Nella gestione, nella pianificazione, nella organizzazione sociale e politica, e in generale nei processi di intrapresa di decisioni, nei quali la partecipazione e l'integrazione solidale riducono i conflitti e gli errori e facilitano la realizzazione di quanto era stato concordato fra tutti.


Il Fattore Solidarietà o 'Fattore C'.

La solidarietà è una forza, una potente energia, la cui presenza attiva trasforma dall'interno le realtà a cui partecipa, e potenzia gli effetti delle azioni.
La solidarietà è un valore sociale, è un modo di relazionarsi, ed è una virtù personale e collettiva. In quanto essa migliora coloro che la sperimentano e moltiplica i risultati delle loro azioni, diciamo anche che la solidarietà è un fattore produttivo. Lo chiamiamo Fattore C, perché con questa lettera iniziano molti verbi che esprimono la sua pratica: condividere, cooperare, comunicare, collaborare, e molte altre parole che iniziano con il prefisso 'co' che significa fare qualcosa insieme.
Il 'Fattore C' è la solidarietà convertita in forza realizzatrice. E' l'unione delle coscienze, delle volontà e delle emozioni verso il raggiungimento di determinati obiettivi condivisi, o della realizzazione di certe attività compiute in comune, che incrementa e moltiplica il raggiungimento di questi obiettivi e l'efficacia di queste attività.


Esempio di solidarietà: danza.

Sequenza finale del film Zatōichi di Takeshi Kitano, 2003 - 3 minuti 26 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=EPcBaOcQOE0


La solidarietà potenzia l'individuo.

La solidarietà è una forza che partecipa alla creazione della nuova civiltà e che è costitutiva delle relazioni, strutture e processi che la configurano. Ma ciò accade soltanto se gli 'abitanti' o 'cittadini' della nuova civiltà vivono in modo personale e collettivo la solidarietà che postulano.
Coloro che associano l'essere solidali al sacrificio di se stessi non comprendono cosa sia la vera solidarietà. Perché il primo effetto della esperienza vitale attiva della solidarietà, è un notevole miglioramento dell'individuo che la sperimenta. La solidarietà espande, realizza, valorizza, rinvigorisce le persone.
E' esperienza di tutti che quando siamo soli, isolati, poco relazionati, scarsamente integrati alla comunità, ci sentiamo deboli, insicuri, con scarse capacità di intraprendere e rischiare.
Quando siamo amati e amiamo gli altri, quando facciamo parte di collettivi integrati solidalmente, quando sappiano di appartenere a gruppi che condividono i nostri obiettivi, ci sentiamo forti, aumenta la nostra autostima, si moltiplicano le nostre capacità di intrapresa e realizzazione.


La solidarietà potenzia il collettivo.

La solidarietà agisce e trasforma non solo potenziando gli individui ma anche i gruppi, le organizzazioni e i collettivi che la vivono. Questa è anche una esperienza universale, che si è espressa nell'antico proverbio: "l'unione fa la forza".
Una impresa economica i cui membri condividono i suoi obiettivi e si uniscono per raggiungerli, è più produttiva ed efficiente di un'altra attraversata da interessi contrapposti e che generano conflitti.
Una organizzazione politica unita e solidale ottiene più adesioni dei cittadini e raggiunge maggiori risultati di un'altra nella quale prevalgano le fazioni e gli interessi personali.
Un club sportivo, un centro di ricerca, una associazione professionale, nei quali i suoi partecipanti cercano risultati anteponendo i benefici condivisi alla concorrenza tra i suoi membri per eccellere individualmente, ottengono maggiori e più frequenti successi nei rispettivi campi.


La solidarietà potenzia l'individuo e il collettivo.

Un gruppo solidale, Genova 2014.

dopolavoro


La solidarietà e la sua forza di attrazione.

La forza della solidarietà si manifesta anche nella capacità di attrarre, di convocare, di generare condizioni favorevoli allo sviluppo di coloro che la sperimentano. Perché la genuina solidarietà offre benefici al di là del gruppo che la vive direttamente.
Quando la solidarietà e la coesione interna di un gruppo sono viste e apprezzate da coloro che stanno nelle sue vicinanze, questi si sentono attratti dal gruppo, si risveglia in essi il desiderio di partecipare, e si genera un ambiente circostante che facilita le loro attività.
Al contrario, un gruppo attraversato da divisioni, lotte e conflitti interni, allontana coloro che ne parlano, respinge coloro che si trovano nelle sue vicinanze, perché la maggior parte delle persone non desiderano essere coinvolte in conflitti altrui.
La divisione e il conflitto generano forze che dividono e confliggono. L'unione è una forza che unifica, l'amore è una energia che crea amore reciproco.


Esempio di solidarietà: Gesù di Nazaret.

Nel Vangelo secondo Marco si racconta che Giovanni disse a Gesù:
- Abbiamo incontrato uno che parla e fa miracoli dicendo che lo fa in tuo nome, e glielo abbiamo proibito, perché non fa parte del nostro gruppo.
Gesù gli rispose:
- Avete fatto male, non dovete proibirlo, perché nessuno che mi citi e si appoggi al mio nome può poi parlare male di me. "Chi non è contro di noi è per noi."


L'intensità della solidarietà.

La solidarietà che è necessaria per realizzare un'opera e raggiungere certi obiettivi, deve essere tanto forte quanto sia la grandezza dell'opera e l'altezza degli obiettivi che si perseguono. Nel caso della creazione di una nuova civiltà è necessario creare un Fattore C, una solidarietà molto potente, della migliore qualità, calorosamente accogliente, che sia espansiva e aperta a tutti.
L'energia che è in grado di dispiegare un gruppo coeso solidalmente dipende da, ed è proporzionale a, la qualità e intensità della sua unione integratrice. Più concretamente, la forza del Fattore C dipende dal grado o livello di unione delle coscienze, volontà e sentimenti delle persone che formano il gruppo solidale, intorno a un obiettivo comune. Quanto maggiore è l'intensità di unione e solidarietà, tanto maggiore è l'energia che si genera nel collettivo.
Più che la quantità, ossia più che la dimensione del gruppo, importa l'intensità della forza che li unisce. Un gruppo umano fortemente coeso è indistruttibile con mezzi normali. Un gruppo solidale, anche se poco numeroso ma coeso da una coscienza, una volontà e sentimenti molto forti, può cambiare il mondo. Ci sono molti esempi nella storia.

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1

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