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iLibrieleNotti : La Vita Nuova. Capitolo 23
di fulmini , Sun 4 February 2018 3:00
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Capitolo 23. Le grandi crisi e le grandi guerre.


Nella prima metà del secolo XX esplosero tutte le contraddizioni della civiltà moderna, dando luogo a grandi e prolungate crisi economiche, a due terribili guerre mondiali, e a brutali dittature di diverso segno ideologico.
Alla base di tutti questi drammatici processi stavano le tre strutture portanti della civiltà moderna: l'industrialismo capitalista, lo statalismo nazionalista, l'ideologismo scientista, che si erano espansi ed esacerbati sproporzionatamente.
Ciascuno Stato nazionale pretendeva d'essere una potenza economica, una potenza politica e una potenza ideologica. Ogni potenza voleva un territorio più vasto, una popolazione più agguerrita e disciplinata, una ideologia che lo amalgamasse e infervorasse.
Ma c'era un problema.


Rappresentazione del nesso industrialismo-statalismo-ideologismo.

Sequenza di film) Akira Kurosawa, Lo spirito più elevato, 1944 - 2 minuti 46 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=2HHrjMhp8c0


La sovrapproduzione.

Alla fine del secolo XIX e inizio del XX, l'espansione della grande industria con il dispiegamento dei sistemi di macchinari, la catena di montaggio, le innovazioni tecniche che svilupparono l'industria chimica, elettrica, automobilistica, etc., tutto ciò fomentato dagli Stati con ansia di potenza, generò e portò a livelli estremi la 'sovrapproduzione'.
La sovrapproduzione consiste nel fatto che si producono più beni e servizi di quanti possano essere venduti sul mercato a prezzi che coprano i costi e generino utilità al produttore. Insieme con l'aumentare della produzione, l'industrialismo che sostituisce la forza-lavoro con le macchine, e l'organizzazione capitalista che tiene bassi i salari, fanno sì che la capacità di offerta di prodotti sul mercato superi di gran lunga la capacità della loro domanda e consumo.
Il fenomeno della sovrapproduzione è la contraddizione e il problema più grave dell'industrialismo capitalista, e sta alla base delle grandi crisi economiche e delle guerre tra gli Stati.


Il colonialismo, il neo-colonialismo e la Prima Guerra Mondiale.

Per superare la sovrapproduzione, sostenere l'industrialismo e trasformarsi in potenze mondiali o regionali, i maggiori Stati necessitano d'espandere i propri mercati, ottenere più risorse naturali e disporre di mano d'opera disciplinata ed a basso costo.
Inghilterra, Francia, Belgio, Germania, Olanda, Italia e altri paesi intraprendono avventure colonialiste in Asia e in Africa. Gli Stati Uniti fanno lo stesso in America Latina, nella forma di un neo-colonialismo economico e politico.
La Prima Guerra Mondiale costituirà il culmine di questo dissennato processo espansionista, che risponde alla logica della crescita accelerata e costante dell'industrialismo, del capitalismo e dello statalismo.


Rappresentazione della Prima Guerra Mondiale.

(Sequenza di film) Stanley Kubrick, Orizzonti di gloria, 1957 - 5 minuti 46 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=H2uzHPrSFoQ


I 'folli anni Venti' e la grande crisi degli anni Trenta.

La Grande Guerra finì nel 1918, ed ebbe come risultato una completa riorganizzazione degli Stati nazionali, l'impoverimento di molti paesi, l'ascesa economica di altri, e sopra tutti la crescita economica, finanziaria, militare e tecnologica degli Stati Uniti d'America.
La guerra è seguita da un decennio di contrasti, nel quale si manifestano diversi fenomeni sociali, politici e culturali che cambiano la vita individuale e collettiva praticamente in tutto il mondo, sebbene in forme diverse.
Si espandono la classe operaia e altre categorie di lavoratori, che si organizzano e lottano per conquistare il controllo dello Stato. Si sviluppa il sistema finanziario e bancario, e s'accresce fortemente il credito e il consumo. Appaiono nuovi mezzi di comunicazione, è inventata la radio, si moltiplicano i giornali, sorgono nuove forme e movimenti musicali e artistici, si sviluppa il cinema con i suoi grandi creatori.
Furono anni folli, felici e straziati, che si conclusero nel crollo borsistico e finanziario del 1929, col quale inizia la Grande Crisi e la depressione degli anni Trenta.


Il 'fenomeno americano'. Il fordismo, il taylorismo e la standardizzazione.

L'espansionismo coloniale, la guerra e l'incitamento al consumo non furono le sole risposte al problema e alla crisi generata dalla sovrapproduzione. Parallelamente a questo, la concorrenza per il dominio dei mercati tra le grandi compagnie industriali diede luogo negli Stati Uniti a un fenomeno che cambierà interamente i modi di produzione: è ciò che si conosce come fordismo e taylorismo: un metodo di organizzazione industriale caratterizzato dalla 'catena di montaggio' e dal controllo dei tempi e dei movimenti dei lavoratori, sottomessi a una rigorosa disciplina di lavoro.
E' il compimento di una autentica 'mutazione antropologica', che produce un nuovo 'tipo umano' (si parla del 'gorilla ammaestrato'), standardizzato, che nel lavoro è disciplinato, controllato in ogni movimento, ridotto a semplice pezzo di un meccanismo, e nella 'vita' si libera delle tensioni mediante il consumismo, l'intrattenimento massificato, la ricerca istintiva del piacere.
E' importante che non pensi per se stesso, bensì si comporti conformemente alle sollecitazioni del sistema.


Rappresentazione del tipo umano americano.

Manifesto del New Deal, anni Trenta del XX secolo.

manifesto


Il fenomeno fascista. La razionalizzazione demografica.

In Europa, in Giappone, in America Latina e in altri paesi la necessità di aumentare l'efficienza industriale e la produttività del lavoro doveva affrontare l'esistenza di una struttura demografica tradizionale, nella quale coesistevano uno strato molto diffuso di funzionari, chierici, retori, artisti e intellettuali da un lato, e dall'altro una molto estesa popolazione rurale fortemente attaccata alla terra e al lavoro contadino, per niente predisposta al lavoro industriale.
Nei primi, con orientamento 'universalista', e nei secondi, con inclinazione 'localista', occorreva infondere il sentimento patriottico nazionale richiesto dallo Stato. Era necessario realizzare insieme un processo di 'razionalizzazione demografica', e la creazione del nuovo 'tipo umano' che richiedevano l'industrialismo e il consumismo.
Il 'compito' fu svolto dal fascismo, dal nazismo e altre forme di nazionalismo autoritario e bellicista. Il reclutamento e la mobilitazione militare obbligatoria dei contadini, sradicati così dalle loro vite rurali e assoggettati a rigorosa disciplina, e la sottomissione, riduzione e persino eliminazione degli strati sociali considerati parassitari, produssero brutalmente lo stabilimento della 'condizione umana' richiesta in questa fase dello sviluppo della civiltà moderna.


Rappresentazione del tipo umano fascista.

Aldo Buttini, Pugile - 1932.

statua


Il fenomeno stalinista e il 'socialismo reale'.

Un terzo modo in cui si è compiuto il processo di 'razionalizzazione demografica' e di creazione del nuovo 'tipo umano' disciplinato e standardizzato, massificato e patriottico, richiesto dall'industrialismo e dallo statalismo, fu quello che si verificò in Russia e negli altri paesi sovietici e del 'socialismo reale'. Lo possiamo chiamare 'fenomeno stalinista'.
Caratteristica essenziale del fenomeno stalinista fu di portare all'estremo l'industrialismo, lo statalismo e l'ideologismo, propri della civiltà moderna. Anche il processo di razionalizzazione demografica e la conformazione del 'tipo umano' richiesto dal sistema, fu il più radicale e accelerato, il più stabile e nella maniera più ferrea imposto.
La differenza essenziale rispetto al fenomeno americano e al fenomeno fascista risiede nel fatto che ciò accadde in un contesto politico totalmente trasformato dalla rivoluzione socialista, che instaurò nello Stato un governo comunista (la 'dittatura del proletariato') e una ideologia anti- mercato che propugnava la statalizzazione dei mezzi di produzione e la pianificazione economica centralizzata.


Rappresentazione del tipo umano del 'socialismo reale'.

Vera Mukhina, Operaio e contadina, 1937.

monumento


La Seconda Guerra Mondiale e l'inizio di una nuova fase della civiltà moderna.

Il risultato di tutta questa trama di crisi, contraddizioni e conflitti che segnarono la storia politica, economica, ideologica e militare nei primi decenni del secolo XX, fu la Seconda Guerra Mondiale.
Molto grande fu la distruzione, la sofferenza umana e lo sgomento psicologico e morale che ha causato questa guerra. In essa si manifestarono con ogni evidenza le caratteristiche più disumane dell'industrialismo e del capitalismo, dello statalismo e del nazionalismo, dell'ideologismo e la concentrazione del potere propri della civiltà moderna.
Una diffusa e crescente coscienza di tutto ciò, ha portato al fatto che, una volta conclusa la guerra, si sia dato luogo a processi tendenti a trovare nuove canalizzazioni, meno brutali e in certo modo morigerate ed equilibrate, delle stesse tendenze inerenti all'economia, la politica e la cultura proprie di questa civiltà. Questo processo ha comportato anche la ricerca di risposte nuove alle proprie contraddizioni e crisi, cercando con altri mezzi di mantenere le caratteristiche essenziali della razionalità economica, politica e culturale della civiltà moderna.


Rappresentazione della Seconda Guerra Mondiale.

(Sequenza di film) Roberto Rossellini, Germazia anno zero, 1948 - 7 minuti 37 secondi
https://www.youtube.com/watch?v=WBnICml1eec

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L'insieme dell'opera, mano a mano che saranno resi pubblici i singoli capitoli, andrà componendosi nel mio sito ufficiale e precisamente qui: http://pasqualemisuraca.com/sito/index.php/scienza/196-la-vita-nuova-versione-multimediale.html?start=1


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Commenti
Inviato: 16/10/2019 10:50  Aggiornato: 16/10/2019 10:50
Autore: fulmini

Visione di approfondimento di questo Capitolo 23 e del prossimo Capitolo 24, che descrivono criticamente l'intero secolo della crisi organica della civiltà moderna, il Novecento, attraverso un documentario di montaggio che è - nello stesso tempo - un autoritratto artistico di questo Secolo della Crisi ad opera dei maggiori cineasti e fotografi: http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=3656