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briciole musicali : Gould o “Dell’Interpretazione”
di venises , Fri 21 March 2008 12:00
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Ci è stato chiesto di parlare di Glenn Gould. Abbiamo scelto il giorno dell’inaugurazione del nostro nuovo sito per farlo.

La biografia di quel genio eccentrico che è stato Glenn Gould (1932-1982) è nota a tutti.
Alcune perle:
- Si ostinò a suonare, per tutta la vita, sedendo esclusivamente su una logora e rudimentale sedia, costruita per Glenn-ragazzo dal padre; una sedia troppo bassa, che lo obbligava a suonare il pianoforte in una posizione sbagliata;
- Suonava il piano tenendo le mani troppo in basso rispetto alla tastiera e tirando i tasti in giù piuttosto che colpirli dall’alto – tecnica che gli fu insegnata dal suo maestro di pianoforte, Alberto Guerrero.
- Aveva l’irrefrenabile abitudine di mormorare, di canticchiare il motivo durante l’esecuzione: un autentico incubo per gli ingegneri del suono durante le registrazioni in studio – ai quali spettava il compito di ‘ripulire’ le tracce incise facendo sparire il mormorio. Guardate questo breve filmato e inorridite.
- Era famoso per non rispettare le indicazioni di tempo date dal compositore ma per re-interpretare liberissimamente i pezzi che eseguiva. Ascoltate, a questo riguardo, cosa succede quando lui e Bernstein s’incontrano per eseguire insieme il Concerto per Pianoforte ed Orchestra n.1 in D minor di Brahms. Eccovi la clamorosa dichiarazione di Leonard Bernstein quella sera, prima d’iniziare a condurre; dichiarazione che affronta la fondamentale questione di cosa sia l’interpretazione.




Oggi vi proponiamo una delle Variazioni Goldberg di Johann Sebastian Bach in due distinte interpretazioni. La prima è fedele alle indicazioni del compositore ed è eseguita al clavicembalo con due tastiere. Come altre variazioni della serie Goldberg, l’esecutore deve incrociare le mani sulla tastiera. Per questa ragione è stata pensata per essere eseguita su uno strumento a due tastiere. Segue l’esecuzione della stessa variazione nell’interpretazione di Glenn Gould (al piano, una sola tastiera). Noterete come il tempo sia accelerato rispetto alla prima esecuzione. In altre variazioni Goldberg, nell’esecuzione di Gould il tempo è invece notevolmente rallentato rispetto alla partitura.






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Commenti
Inviato: 21/3/2008 12:37  Aggiornato: 21/3/2008 12:37
Gran bell'inizio di giornata e di avventura per chi ha orecchi e cuore
MarioDG
Inviato: 21/3/2008 17:07  Aggiornato: 21/3/2008 17:07
Ma è la prima o la scenda versione delle variazioni?
Sono molto diverse. Preferisco la prima, a volte ancora più veloce.
Inviato: 21/3/2008 18:14  Aggiornato: 21/3/2008 18:14
Autore: venises

L'esecuzione al clavicembalo a due tastiere (quella d'apertura) è di Trevor Pinnock, l'esecuzione al pianoforte è di Glenn Gould
Inviato: 21/3/2008 18:56  Aggiornato: 21/3/2008 18:56
Autore: venises

Quando si riceve privatamente un commento del genere, non si può che renderlo pubblico:

Gould era un caso psichiatrico, è noto.
Si dice che fosse un Asperger.
Ma era anche un grande musicista.
Commenta la spettacolare dichiarazione di Bernstein in un articolo del '62 " N'aimez-vous pas Brahms?" in "L'ala del turbine intelligente" ed.Adelphi.
I due avevano concezioni del concerto differenti. Gould riteneva che il concerto ottocentesco fosse un pretesto per consentire ai solisti esibizioni virtuosistiche. Diceva che quel concerto di Brahms fosse "uno strano lavoro, una specie di bambino difficile" che avesse messo a dura prova lo stesso Brahms, non troppo a suo agio, secondo lui, di dare rilievo ad una struttura sinfonica. Pertanto la sua interpretazione tendeva a sminuire il ruolo del solista, anzichè esaltarlo, amalgamare anzichè isolare.
Secondo Gould la forma concerto ha dato origine ad una tradizione da cui sono usciti "alcuni tra i più indecorosi esempi musicali dell'innata vocazione umana all'esibizionismo".
Dobbiamo credere che lo stile interpretativo di Gould fosse schivo?
E' una risposta complessa ma vale la pena ricordare come abbia precocemente messo fine alle sue apparizioni in pubblico in un momento di grande successo personale, pur continuando a registrare in studio. Bernstein dissente dalla sua concezione dell'opera di Brahms ma si prodiga per sostenere la sua interpretazione, dirige e continua a lavorare con lui.
Cos
Inviato: 21/3/2008 19:08  Aggiornato: 21/3/2008 19:08
Autore: venises

Quando si riceve privatamente un commento del genere, non si può che renderlo pubblico:

Ho sempre ritenuto - ma non solo io, tutti i milioni che le hanno ascoltate credo - letteralmente magico che Bach abbia saputo scrivere un'aria così magicamente straordinaria su una struttura così rigidamente determinata quale quella dell'aria iniziale, la cui sequenza armonica determina 'necessariamente' tutta la sequenza (completa) dei successivi canoni costruiti su di essa [e che risulti meravigliosa sia à la Gould che come la esegue, che ne so, un Gustav Leonhardt che di lirico non ci mette nulla, la dice lunga sulla potenza della musica di Bach, non credi?]. C'è un libro, "Specchi invisibili dei suoni", di tale Bizzi, che spiega come Bach abbia seguito procedimenti allora perfettamente noti (non solo a lui ma a tutti i virtuosi di contrappunto) che sono andati poi dimenticati che consentivano queste costruzioni vertiginose. Pensa che alla base di tutto c'è la costruzione matematico(-esoterica per il tempo di Bach) del quadrato magico.
Inviato: 21/3/2008 19:42  Aggiornato: 21/3/2008 19:42
Corro a comprarlo
C.
Inviato: 21/3/2008 20:45  Aggiornato: 21/3/2008 20:45
Autore: venises

Beh, prendine una copia pure per me allora, grazie!
Inviato: 21/3/2008 20:57  Aggiornato: 21/3/2008 20:57
<no, mi sono spiegato male.
Volevo sapere se l'esecuzione di Gould è quella degli anni '50 o quella degli anni '70 (che sono molto diverse ... solo che a forza di ascoltarle entrambe, finosco col confonderle)
Oltretutto anche se nella seconda versione ci sono variazioni eseguite in modo estremamente lento, alcune le fa in modo ancora più veloce che nella prima versione.
Inviato: 21/3/2008 21:14  Aggiornato: 21/3/2008 21:14
Autore: venises

Pardon, non avevo capito la domanda (infatti).
Si tratta della prima registrazione, dal vivo, effettuata al Festival di Salzburg, 25 agosto 1959
Inviato: 22/3/2008 10:41  Aggiornato: 22/3/2008 10:41
Non saprei... il pezzo su Youtube non mi fa affatto inorridire, piuttosto è un commuovente spaccato del lavoro quotidiano di un artista. L'ossessione per riuscire a riprodurre la musica che sente nella testa... Tra l'altro ha anche inciso delle canzoni, sai? Divertente e autoironico. Chi l'avrebbe detto? Nefeli
Inviato: 22/3/2008 10:46  Aggiornato: 22/3/2008 10:46
Autore: venises

Mi spiego meglio. Volevo dire inorridire per quanto mormora e canta. Immagina d'essere l'ingegnere del suono e che quella sia la sala d'incisione.

Sulle canzoni che ha inciso non so nulla. Raccontaci pure.
Inviato: 22/3/2008 11:15  Aggiornato: 22/3/2008 11:15
Bè, http://it.youtube.com/watch?v=_1ain4qftoM è proprio una canzone, comunque singolare composizione
Inviato: 22/3/2008 22:04  Aggiornato: 22/3/2008 22:04
Dunque, c'è questo brano esilarante in cui canta agli animali
http://www.youtube.com/watch?v=57kR6RsV2iA... Non riesco a trovarne un altro, visto quando ero bambina, a colori, in cui lui ha un buffo cappellino di tessuto scozzese - una coppola - e canta con una donna.
Inviato: 22/3/2008 22:43  Aggiornato: 22/3/2008 22:43
Autore: venises

Buffissimo!

A proposito, perché non t'iscrivi, Nefeli?
Così il tuo nome compare in azzurrino a sinistra del commento, è più carino.
Senza contare che quando metteremo, per esempio, le lezioni di Bernstein nella Videoteca tu che fai? Non te le guarderai - e ti accontenterai delle nostre esili considerazioni su di quelle?
Inviato: 23/3/2008 9:27  Aggiornato: 23/3/2008 9:27
GRUNT! Qualcuno ha già il mio nick (Nefeli)!
Venga fuori chi ha osato!!!!!
Nefeli, the one and only.