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fotoGrafie : Luis Razeto a Roma
di fulmini , Sun 15 October 2017 4:00
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Luis Razeto


Pasquale Misuraca, Luis Razeto, ottobre 2017


Luis Razeto coautore del sito-rivista e grande amico si trova a Roma. E' qui per un incontro internazionale di studio sui temi propri delle scienze sociali.
Eccolo ritratto d'improvviso mentre mi legge un brano da un libro di Fernando Gonzales scrittore colombiano.

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Commenti
Inviato: 15/10/2017 10:51  Aggiornato: 15/10/2017 10:51
Autore: fulmini

(Una nota facebook di Luis - tradotta da me in italiano - relativa alla Conferenza stampa del 13 ottobre appena scorso di Fuorinorma http://www.fuorinorma.it/)

COME SARA’ IL CINEMA DELLA NUOVA CIVILTA’?
Lavoriamo con l’ipotesi/progetto di vivere creando/iniziando/transitando verso una nuova civiltà, che sarà e sta già cominciando ad essere una civiltà di persone, associazioni e società creative, autonome e solidali.
Ieri, 13 ottobre 2017, ho assistito a Roma – accompagnando Pasquale Misuraca un grande amico, intellettuale e cineasta italiano col quale lavoro da decenni in questa prospettiva – alla presentazione del Progetto FUORINORMA: UN ALTRO CINEMA E’ POSSIBILE, che ha prodotto l’iniziativa di un ‘Festival Espanso’ ideato da Adriano Aprà e organizzato con varie istituzioni e sale, che raccoglie sessanta film sperimentali realizzati in Italia negli ultimi anni, tra i quali IL NEGOZIO, un eccellente film di Misuraca che si può vedere su Youtube.
La presentazione dell’organizzatore e gli interventi di alcuni dei cineasti partecipanti mi hanno spinto a domandarmi: Come sarà il cinema nella nuova civiltà alla quale stiamo passando?
Nel suo intervento Pasquale Misuraca ha affermato che il cinema che stanno realizzando e che si proietta nel Festival Espanso forma parte di un nuovo cinema, e fa parte della transizione verso una nuova civiltà, che sta sorgendo all’interno di persone e gruppi considerati marginali, ma che in realtà stanno emergendo, caratterizzati da una nuova creatività, dalla autonomia dei realizzatori e dalla solidarietà con la quale lavorano.
La prima cosa che salta alla vista è che le nuove tecnologie digitali permettono oggi di fare cinema di qualità impiegando strumenti (videocamere, registratori del suono, messi di montaggio ed edizione, etc.) a basso costo, e questo facilita una effettiva democratizzazione della produzione e realizzazione cinematografica. Comincia a succedere che tutti coloro che vogliano fare cinema possono farlo, o almeno, saggiare le proprie reali capacità creative. Si creeranno, di conseguenza, grandi quantità di film, di generi molto diversi e della qualità più varia, che si diffonderanno con maggiore o minore successo via internet e nelle reti sociali, laddove tutti i produttori avranno analoghe possibilità per proporre le proprie opere.
I nuovi mezzi e tecnologie non solamente facilitano la creazione cinematografica ma anche offrono ai realizzatori una crescente autonomia. Si vanno riducendo costantemente i condizionamenti che limitano la creatività, e le restrizioni alla qualità tecnica delle immagini e del suono seguiteranno a diminuire.
In corrispondenza con questo, gli spettatori dei film non saranno le grandi masse anonime, ma persone, famiglie e piccoli gruppi, interessate ad opere di un certo tipo, caratteristiche e qualità, secondo diversi bisogni, orientamenti e ricerche. Immagino anche che le opere saranno proiettate nelle scuole, nelle università, nei club e nelle associazioni. Alcuni parlano di ‘cinema di nicchia’, espressione che non mi piace ma che è impiegata largamente nel marketing.
Nel corso di questi processi si andranno affermando i creatori che sapranno comunicare meglio con i pubblici ai quali si dirigono, e che risponderanno meglio alle loro necessità, aspettative e sensibilità.
Il finanziamento delle opere sarà/sta cominciando ad essere condiviso, sia mediante forme di crowdfounding, di contributi degli stessi partecipanti, del loro lavoro non-remunerato o che lo sarà in base ai risultati che si ottengano, di istituzioni culturali filantropiche, etc. Si formeranno piccole imprese produttrici con criteri e logiche di economia di solidarietà.
Come affermano gli organizzatori del Festival Espanso, “un altro cinema è possibile”, e in realtà possiamo aggiungere dopo aver visto e ascoltato le presentazioni di ieri: “un altro cinema sta nascendo”. Un cinema sperimentale e innovatore, che stanno sviluppando con entusiasmo persone e gruppi creativi, autonomi e solidali.
Luis Razeto