Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

racconti di poche parole : Vorrei essere accecato
di fulmini , Tue 29 November 2016 4:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

'Mastro Pulce' è una rivista letteraria e artistica, infatti è composta di parole e di colori - http://www.mastropulce.com/contatti.html
Ripubblico qui, per i lettori del sito-rivista, il racconto di poche parole ' Vorrei essere accecato', uscito sul numero 8/2016.


Egregio Direttore Sanitario del Pronto Soccorso di Forte Braschi,
col Vostro Permesso vorrei essere accecato. Dico sul serio: mi presento e mi spiego.

Mi chiamo Vincenzo Macrì, ho sessantasei anni, sono pensionato, faccio lo scrittore, e voglio migliorarmi. E che c’entra l’accecamento? - Vi domanderete Voi. E qui mi spiego. Se avete una pagina di pazienza, Vi devo parlare di mio zio Angelo e della mia amica Brunilde.

Comincio da mio zio, che è comparso prima.
Avevo questo zio per parte di madre, era di Reggio Calabria, dico "era" perché è morto pochi anni fa. Un giorno di molti anni fa io avevo sedici anni e stavo ospite a casa sua, per studiare al Liceo, che al mio paese il Liceo non c’era. Era di mattina presto e zio Angelo mi ha parlato del suo cardellino, che teneva in una gabbietta piccola da non crederci. Eravamo soli noi due, gli altri dormivano ancora, e così ha parlato, lui che non parlava quasi mai. Mi ha detto che per farlo cantare meno (Voi sapete che certe volte i cardellini non la smettono più) lui aveva un sistema speciale: gli dava meno da mangiare. Sì, perché mangiando meno teneva poca energia e quella non gli bastava per cantare. “E per farlo cantare meglio?” - gli domandai io che prendevo tutto sul serio e studiavo tanto per capire tutte le cose. "Questo è più facile - mi rispose - non è farina del mio sacco, e non c’è nemmeno bisogno di calcolare ogni giorno la quantità del miglio, si fa una volta per sempre. Basta accecarlo." “Accecarlo?” "Certo - cominciò a finire lui che già temeva di avere parlato troppo quel giorno - se lo accechi canta meglio." “E tu perché non lo hai accecato?” "Perché lui canta bene." concluse.

Questa bella cosa dell’accecamento mi è tornata in mente giovedì scorso, Egregio Direttore, e qui Vi devo parlare di Brunilde. Questa è una amica mia romana, di quelle donne giovani che hanno studiato molto e pensano sempre. Gli avevo dato da leggere certi racconti che avevo scritto e lei mi ha detto, camminando e guardando di lato come quando ti devono dire una cosa non tanto piacevole e ti parlano di profilo, che erano buoni, i racconti erano buoni, ma che il meglio di me stava secondo lei nell’affabulazione. Ha detto proprio così: "affabulazione" - e intendeva dire che se potessi scrivere come quando parlo sarei meglio, darei il meglio. E io voglio migliorare. Ecco perché col Vostro Permesso vorrei essere accecato da un Dottore o da una Dottoressa che lavora con Voi.

Direttore, Voi sapete bene che si discute tanto ai nostri giorni sui giornali alla radio e alla televisione dell'eutanasìa e ho capito che in Olanda ci arriveranno prima di noi. Io qui in Italia comincerei dall’accecamento, col Vostro Permesso. Se è vero come è vero che i cardellini cantano meglio accecati, e questo l’ho visto e sentito con i miei occhi molte forse troppe volte da quella mattina a oggi - ma anche Voi dovete saperla questa cosa che sapete di medicina - perché, dico, non dovrei anch’io cantare meglio, volevo dire scrivere meglio, senza occhi?
Immaginatevi seriamente la mia vita da cieco. Meno distrazioni, meno persone, come in un carcere dove tutto succede nella testa e niente nel corpo.

Ma non è questo, non è tanto questo, questo è ancora niente. E’ che mi comprerei un registratore (ne ho visto uno speciale in una vetrina e costa poco) e registrerei le mie parole a ruota libera: l’affabulazione, Vi ricordate? Certo, sono d’accordo con Voi, dovrei trovare una persona che poi trascrive le mie parole, ma questa sarà la cosa più facile di questo mondo, lo chiederò a Brunilde, proprio a Brunilde, e lei certo sarà felice di avermi fatto felice, perché migliorerò che di più non potrei.
La prova, non per i cardellini, direte Voi, ma per gli esseri umani che anche loro accecati cantano meglio? Vi rispondo con un solo nome: Omero. Era cieco, no? Vedete?

Per il come, decidete Voi, dico come accecarmi. Oggi esistono di sicuro tanti metodi che non fanno male. Io per me, se volete sapere come preferisco, vorrei essere accecato come Sansone. Forse avete visto anche Voi il film di molti anni fa quand’ero ragazzo intitolato “Sansone e Dalida”, con Victor Mature, che lo accecano con la luce, quando lui finalmente trova il modo di migliorare e di restare nella storia degli altri.

Come vedete, sono lucido, sono calmo e ho pensato a fondo la questione in tutti i particolari. Ma Voi a questo punto state pensando perché non lo faccio io stesso con le mie mani questo che voglio fare, e soprattutto senza compromettere Voi in una cosa difficile. Da solo non me la sento, Direttore: il dolore fisico non lo sopporto, diversamente dal dolore morale che non mi fa paura. Ma io Vi dico che difficile accecarmi non è. Che ci vuole ad accecare un pensionato che lo desidera con tutto il cuore, lo domanda per iscritto a chi di dovere, e che se non sa scrivere bene non serve a niente?

Mi scuso della lunghezza della lettera, Direttore, e anche della sua imperfezione, ma Voi capite... sto scrivendo... Vi prometto, in cambio del disturbo, che il primo racconto da cieco sarà per Voi, ve lo dedicherò anzi, e sarà sicuro come la morte il meglio che posso fare.

Con osservanza.
Vincenzo Macrì

Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti
Inviato: 29/11/2016 20:44  Aggiornato: 29/11/2016 20:44
Autore: venises

Delizioso