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lo Stato del meridione : Padrini e padroni
di filippopiccione , Thu 10 November 2016 4:00
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Padrini e padroni. Il nuovo libro che parla ancora di ‘ndrangheta
di Filippo Piccione

Nicola Gratteri, uno dei magistrati più attivi nella lotta alla ‘ndrangheta e Antonio Nicasto, storico delle organizzazioni criminali, scrivono un nuovo libro insieme, che si occupa di mafia e in particolare della mafia calabrese. Con “Padrini e padroni- come la ‘ndrangheta è diventata classe dirigente- Mondadori, euro 18” i due autori partono dal tragico terremoto del 1908 che rase al suolo Messina e Reggio Calabria con 100 mila morti.

Furono stanziati 180 milioni di lire per la ricostruzione. La gestione fu affidata a boss e picciotti, i quali non solo trasformano i resti delle due città in enormi baraccopoli, i cui segni rimasero evidenti fino a qualche decennio fa, ma perché essi potevano meglio fronteggiare ogni tipo di ribellione delle popolazioni attraverso l’intimidazione e la violenza. Una situazione che dette vita a un malcostume diventato nel tempo abituale. Tanto che a distanza di poco più di un secolo e precisamente nel 2009 con il terremoto dell’Aquila e poi nel 2012 mentre con quello dell’Emilia crollavano le case la mafia arrivava prima dei soccorsi. Così capita per le grandi opere pubbliche. La fanno ancora da padrone la corruzione, le infiltrazioni criminali, i legami con i poteri occulti e le logge segrete: in sostanza i cosiddetti poteri forti e le politiche del territorio, a tutti i livelli, fino ai più alti, che sono parte di una strategia di reciproca legittimazione, messa in opera da decenni da tutte le mafie e in speciale modo la ‘ndrangheta.

Ancora una volta la denuncia e l’allarme accorato che emerge dalle pagine del libro nasce dal fatto che né i ricorrenti disastri ambientali, né il consumo e il dissesto del territorio, né il degrado di opere iniziate e mai ultimate e né i servizi lasciati a metà riescono minimamente a scalfire l’opinione pubblica. C’è un’assuefazione che sconcerta. Non importa a nessuno se la corruzione avvelena l’economia e nemmeno se ciò avviene con la complicità di alcuni degli uomini chiamati a combatterla. E se finora nessun governo si è posto l’obiettivo di porre rimedio, in parte, dipende dalla devastante indifferenza del popolo italiano. Lo stretto rapporto tra corruzione e mafia non è solo il prezzo che i cittadini pagano alla mala politica e alla mala economia ma anche e soprattutto al fattore strategico e strumentale dell’espansione mafiosa.

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Commenti
Inviato: 10/11/2016 4:54  Aggiornato: 10/11/2016 4:56
Autore: fulmini

Filippo, giustamente e disperatamente noti l'indifferenza dell'opinione pubblica e la distrazione della classe politica nei confronti dell'azione distruttiva delle mafie in Italia.
Cosa possiamo fare, noi che riteniamo possibile un mondo migliore, un "Ordine Nuovo" - per usare la formula del giovane Gramsci?
Io non sono per niente disperato, e ho passato gli ultimi 40 anni della mia attività di scienziato della storia e della politica a indicare a me stesso e agli altri la gemmazione in atto di una nuova civiltà umana creativa e solidale, lavoro che ha prodotto da ultimo l'ebook La Vita Nuova: http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=3518
L'opinione pubblica italiana e la classe politica itaiiana non hanno apprezzato molto questo mio lavoro, ma questo non mi ha stupito e non mi ha deluso. Mi ha invece stupito e deluso la reazione silenziosa e distratta dei coautori di questo sito-rivista, che nemmeno questo ebook hanno letto e discusso all'interno del sito-rivista medesimo.
Le idee non cadono dal cielo - diceva giustamente Antonio Labriola. Nemmeno le soluzioni della crisi mondiale che stiamo vivendo, e delle mafie che stiamo coltivando - aggiungo io.
Ma io sono perseverante, e aspetto ancora speranzosamente il dialogo su queste pagine, intorno alle proposte che Luis Razeto facciamo per trasformare questo mondo, pensando con Marx che finora i coautori del sito-rivista hanno interpretato il mondo, ma si tratta di trasformarlo.
Pasquale
Inviato: 20/11/2016 6:41  Aggiornato: 20/11/2016 6:41
Autore: fulmini

Inviato: 1/12/2016 9:23  Aggiornato: 1/12/2016 9:23
Autore: fulmini

‘Ndrangheta, arrestato a Rosarno il boss Marcello Pesce‘Ndrangheta, arrestato a Rosarno il boss Marcello Pesce:
http://www.corriere.it/cronache/16_dicembre_01/ndrangheta-arrestato-rosarno-boss-marcello-pesce-6f4b58c0-b78c-11e6-a82f-f4dafb547583.shtml
Inviato: 2/1/2017 6:58  Aggiornato: 2/1/2017 6:58
Autore: fulmini

Chiesa cattolica e 'ndrangheta: Pino Strangio, il canonico responsabile del Santuario di Polsi indagato per concorso esterno in associazione mafiosa:
http://www.repubblica.it/cronaca/2016/12/31/news/_ndrangheta_don_pino_strangio_indagato_per_concorso_esterno-155168299/?ref=HREC1-26
Inviato: 13/2/2017 10:04  Aggiornato: 13/2/2017 10:05
Autore: fulmini

Inviato: 16/2/2017 11:26  Aggiornato: 16/2/2017 11:26
Autore: fulmini

Vincenzo Torcasio è accusato di omicidio ma sul social network ha una pagina, “Onore è dignità”, seguita da 18mila follower. Il suo idolo è il boss messicano Chapo Guzman. Dopo la sentenza ha continuato a scrivere: “Mi giudicherà Dio”.
http://www.repubblica.it/cronaca/2017/02/16/news/trent_anni_a_giappone_il_boss_della_ndrangheta_star_di_facebook-158439172/?ref=HREC1-10
Inviato: 12/5/2017 13:51  Aggiornato: 12/5/2017 13:51
Autore: fulmini

Inviato: 12/6/2017 6:31  Aggiornato: 12/6/2017 6:31
Autore: fulmini

Veneto, la grande invasione mafiosa - di Francesco Trotta
http://mafie.blogautore.repubblica.it/2017/06/684/?ref=RHRS-BH-I0-C6-P18-S1.6-T1