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Gesù : Gesù e Cristo
di fulmini , Fri 13 April 2007 8:00
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Qualche giorno addietro un simpatico blogger - autore fra l’altro di una favolosa cronaca della nascita dell’Università [www.IacopodegliUberti.ilcannocchiale.it - 5 aprile 2007]
m’ha domandato come si fa a distinguere Gesù di Nazareth da Gesù Cristo, il Gesù di tutti (come dico io) dal Gesù dei cristiani (come dice la parola). L’ha fatto perché da qualche tempo penso e scrivo che le parole e gli atti dell’uno non coincidono con le parole e gli atti dell’altro, che Gesù Cristo è una riduzione di Gesù di Nazareth… – insomma che Gesù di Nazareth non era cristiano.


Alla domanda di IacopodegliUberti ho cominciato a rispondere (in attesa del tuo, dei vostri commenti, capovolgimenti, critiche, invettive, integrazioni, illuminazioni) che per operare questa distinzione (e in genere tutte le distinzioni) servono due cose: lavorare sulle opere e lavorare su se stessi.

Lavorare sulle opere vuol dire studiare. Studiare giusto, non studiare troppo. (Al massimo 490 tra libri, macchine, musiche, vigneti, architetture…) Studiare tutto, non studiare solo opere umane. (Al massimo 490 tra stelle, alberi, papere, montagne, fiori…) Studiando studiando ad un certo punto si comincerà a distinguere – per tornare al caso nostro - uno dall’altro i diversi protagonisti dei vangeli: Gesù di Nazareth, Gesù Cristo, Il Maestro di Giustizia esseno, il Messia ebraico…

Lavorare su se stessi vuol dire crescere in altezza. Fino a raggiungere l’altezza di Gesù di Nazareth. Diventare almeno pari a Gesù di Nazareth, sì, perché per comprendere un altro bisogna essergli pari, umanamente pari, sentire e vedere e pensare e agire come lui - vuol dire abbracciarlo guardandolo negli occhi, e se non si è alla sua altezza gli possiamo abbracciare soltanto i ginocchi.

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