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iLibrieleNotti : I pianti della solitudine
di nefeli , Sat 3 October 2015 6:00
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Non sono convinta che quando si muore si muore soli: c'è troppa vita dietro e, se siamo fortunati, attorno a noi, non foss'altro per la presenza degli ultimi pensieri che ci accompagnano. Due volte siamo veramente soli: quando nasciamo, ed entriamo nella vita con un pianto sconsolato, passando di mano in mano da una persona a un'altra, senza che mai avessimo avuto esperienza di cosa volesse dire una persona altro da sé. E poi quando piangiamo. Le frasi consolatorie che gli uomini hanno elaborato nei secoli per convinverci che un abbraccio, uno sguardo o anche solo la presenza di altri che piangono ci facciano sentire meno soli nel pianto sono contrarie alla realtà. Siamo davvero completamente chiusi in noi stessi quando piangiamo, il pianto che esce da noi è un lento distillato di una vallata invisibile e infinita che riguarda solo noi e che fa somigliare questa esperienza di pianto adulto a quella del primo pianto del neonato.

Nefeli Misuraca

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Commenti
Inviato: 3/10/2015 11:32  Aggiornato: 3/10/2015 11:32
Autore: fulmini

Più lo rileggo, questo tuo pensiero, Nefeli, e più mi convince/commuove.