Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

Gramsci : Bauman, Pasolini, Gramsci
di fulmini , Sat 11 April 2015 6:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  

Bauman, Pasolini, Gramsci

Zygmunt Bauman è un sociologo esperto, ma non conosce Pasolini, e non conosce bene Gramsci – di conseguenza non riesce a spiegare questa crisi che stiamo vivendo, nonostante ci scriva sopra un libro dopo l’altro.

L’ultimo l’ha scritto con Carlo Bordoni sociologo pure lui, s’intitola Stato di crisi (Einaudi 2015), e non solo non spiega la crisi intera, ma nemmeno la crisi dello Stato, sulla quale è incentrato - sebbene sia pieno di descrizioni dei fenomeni che la caratterizzano.

Ma nella scienza non bastano i come, le fotografie, servono i perché, servono i concetti. Lo Stato “non ha i mezzi” per affrontare la crisi. Giusto, ma perché? “Seriamente svuotati di potere e sempre più indeboliti, i governi degli Stati sono costretti a cedere una dopo l’altra le funzioni un tempo considerate monopolio naturale e inalienabile degli organi politici statali”. Vero, ma perché?

Il come, nel caso di Bauman, è costantemente riferito alla metafora che l’ha reso celebre: la modernità liquida. Siamo passati dallo stato solido (modernità) allo stato liquido (postmodernità). Ma dove stiamo andando, dice Bauman, non si sa: “Nei nostri tempi si accumulano prove su prove che i vecchi, familiari e comprovati modi di fare le cose non funzionano più, mentre di nuovi che li possano sostituire non se ne vedono”. Non si sa e non si può sapere: “L’inizio o la fine di un’era non sono conoscibili da chi vi si trova immerso.”

Ma perché si è passati dallo “stato solido” allo “stato liquido” nell’economia, nella politica, nella morale, nella cultura? Il perché è per Bauman quello che l’uva è per la volpe (che non riesce a raggiungerla): nondum matura est, nolo acerbam sumere - non è matura, non voglio mangiarla acerba.

In tutto il libro sono citati da Bauman e Bordoni centinaia di autori che si arrovellano sullo Stato e sulla crisi. Pasolini non c’è. Perché dovrebbe esserci? Perché (come ho mostrato in questi anni in questa rubrica) Pasolini, negli Scritti corsari e nelle Lettere luterane degli anni Settanta del Novecento, ha riscoperto la dimensione epocale di questa crisi, che chiamava “fine del mondo”, e individuato l’insorgere di nuove forme di fascismo.

E perché dovrebbe esserci e in grande stile Gramsci – che invece fa solo una comparsata con la citazione del termine “interregno”? Perché Gramsci, nei Quaderni del carcere, ha scoperto per primo, negli anni Trenta del Novecento, la dimensione epocale di questa crisi, che chiamava “crisi organica”, ed ha criticato radicalmente i tre primi tentativi regionali di risposta ad essa: il comunismo, il fascismo, l’americanismo.

Il concetto di crisi di civiltà è necessario per spiegare il perché di questa crisi. Ed è necessario per progettare il suo effettivo superamento, che è possibile, anzi è in corso: dalle ceneri della civiltà moderna sta nascendo infatti una nuova e superiore civiltà, caratterizzata dalla diffusione di un ‘tipo umano’ che si può definire “creativo, autonomo, solidale”: http://www.fulminiesaette.it/modules/news/article.php?storyid=3518

Pasquale Misuraca

(Alias, sabato 4 aprile 2015)

Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti
Inviato: 12/4/2015 9:14  Aggiornato: 12/4/2015 9:20
Autore: fulmini

Ecco un altro esempio di descrizione: incipit dell'editoriale di Eugenio Scalfari su 'la Repubblica' di oggi 12 aprile 2015 "COMINCIO con una citazione dello storico francese Jacques Julliard ne "Le Monde" di venerdì scorso: "Que serait une gauche sans le peuple? Le socialisme, certes, c'est une moral mais doublée d'une empathie populaire. Or une partie du peuple des gauche fait sécession et exprime un vote de désaffiliation. Il y a surtout 50 pour cent d'abstensions, c'est-à-dire une gigantesque crise du politique, un incontestable malaise dans la représentation. Les professionnels de la politique ont rongé la vie democratique".
Anche Julliard e Scalfari (che seguita descrivendo la situazione critica dello Stato italiano), come Bauman e Bordoni, descrivono e non spiegano.
Inviato: 9/5/2015 17:46  Aggiornato: 9/5/2015 17:48
Autore: fulmini

Inviato: 18/5/2015 20:47  Aggiornato: 18/5/2015 20:48
Autore: fulmini

Dialogando con Luis sull'Appello delle Banche per evitare altre Lehman Brothers. La sua lapidaria prima impressione: "sembra proprio che vedono venire una Grande Crisi Finanziaria, e non sapendo cosa fare, chiedono aiuto agli Stati e, al contempo, se ne lavano le mani." Pasquale
Inviato: 14/1/2016 15:05  Aggiornato: 14/1/2016 15:05
Autore: fulmini

La Renault come la Volkswagen.

Ma che vuol dire. questo? Vuol dire che i tedeschi sono per natura fraudolenti? No. Vuol dire che questa è una crisi di civiltà, e che questa crisi non riguarda solo la Grecia e gli Stati mediterranei, riguarda tutti gli Stati Nazionali in quanto Stati Nazionali, e non riguarda solo il livello economico e sociale, riguarda anche il livello politico ed etico.
Inviato: 16/1/2016 9:08  Aggiornato: 16/1/2016 9:10
Una interessante intervista di Bauman a 'El Pais'

Bauman è pessimista nei confronti dei social network. E' vecchio, gli manca l'ottimismo della volontà.

Pasquale Misuraca
Inviato: 22/8/2016 7:59  Aggiornato: 22/8/2016 7:59
Autore: fulmini

L'impotenza degli Stati Nazionali, l'incomprensione dei giornalisti pontificali - di fronte alla crisi della civiltà moderna:
http://www.repubblica.it/politica/2016/08/22/news/le_crisi_riunite_a_ventotene-146414127/?ref=HREA-1
Inviato: 12/11/2016 17:26  Aggiornato: 12/11/2016 17:27
Autore: fulmini

Zygmunt Bauman dice che Trump è un populista, un imbroglione, un veleno etc., dando un buon esempio di... giornalismo. Ma la sociologia non è una scienza? Non deve in quanto tale prevedere chiaramente e spiegare scientificamente i fenomeni sociali? E non deve proporre una soluzione concreta ai grandi problemi delle società contemporanee?
http://espresso.repubblica.it/internazionale/2016/11/11/news/bauman-l-imbroglione-trump-e-un-veleno-venduto-come-antidoto-ai-mali-di-oggi-1.288155?ref=HRBZ-1