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lo Stato del meridione : Pentiti di mafia
di filippopiccione , Tue 10 March 2015 4:00
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Giuseppe Cimarosa, giovane imprenditore siciliano, figlio di un pentito di mafia.

di Filippo Piccione

Ha destato stupore il fatto che in un’assemblea pubblica organizzata dal Pd in Sicilia abbia preso la parola Giuseppe Cimarosa, un trentaduenne imprenditore, figlio della cugina di primo grado del super boss latitante Matteo Messina Denaro e di un mafioso pentito. Ha esordito, fra la tensione e la commozione, con le seguenti parole: “Vivo in un mondo nero e marcio che è dentro questo fenomeno mafioso da cui voglio dissociarmi con tutte le mie forze. Voglio dare il mio contributo e voglio togliermi pubblicamente questa terribile macchia”. Non poteva mancare, così come è stato, un applauso convinto e prolungato della sala e il sostegno dei dirigenti e dei rappresentanti istituzionali più in vista.

Quali saranno invece le reazioni di quel “mondo marcio e nero del fenomeno mafioso” - contro cui egli si è scagliato - nessuno è in grado di prevederlo. Possiamo però immaginarlo. Con qualche considerazione. La prima riguarda la decisione del giovane imprenditore di Castelvetrano che ha voluto esternare pubblicamente la sua presa di posizione scegliendo di farlo davanti a un’assemblea del partito che è alla guida del governo. Ha espresso il suo disagio, assai diffuso nella sua terra, dove trova peraltro protezione il suo ripudiato prozio, capo indiscusso di Cosa nostra. Avvertendo che la sua presenza sul territorio è ancora forte. Un intervento per certi aspetti dirompente, non si sa se concordato o meno con gli organizzatori della Leopolda palermitana, ma che suona come un monito per tutti. Il Pd, per il ruolo, la forza e le responsabilità che è chiamato a svolgere, non può non imprimere una nuova strategia di contrasto alla mafia, fermando il dilagante processo corruttivo in atto e il malaffare che è in ogni e dove, che insieme sono le interfacce e al tempo stesso l’intreccio inestricabile con le organizzazioni criminali.

La seconda considerazione è che quell’intervento apre o ripropone nuovi e vecchi interrogativi. In particolare quale sarà il trattamento che la mafia riserverà al pronipote di Matteo Messina Denaro dopo le sue dichiarazioni? La risposta è legata allo stato di salute e all’influenza che l’associazione mafiosa è e sarà in grado di esercitare sul territorio. Non si può escludere che a Giuseppe possa toccare la sorte peggiore, quella di pagare il suo gesto con la vita, che è stata riservata a persone che si sono comportati nel suo stesso modo. Un’ eventuale rappresaglia di questo tipo serve anche a dare un messaggio al Paese e alle Istituzioni. Il giovane amante dei cavalli, che vuole portare avanti un progetto di teatro equestre, ha rinunciato al programma di protezione, “perché non si deve accettare la paura delle ripercussioni come alibi o scusa all’omertà”. Ha voluto alzare il prezzo della sfida che ha lanciato alla organizzazione mafiosa alla quale per un lungo tempo era appartenuto suo padre, al quale dichiara che gli sarà sempre vicino dopo che ha deciso di tagliare con il suo passato. Lo assolve anche se è stato condannato a 5 anni e 4 mesi e subito il sequestro di beni per 4 milioni di euro. Giuseppe si rivolge ai giovani e alla sua città dove è tornato dopo essersi allontanato volutamente per tre anni. Fra i suoi concittadini, amici e parenti anziché solidarietà, sostegno e incoraggiamento avverte un senso di indifferenza se non addirittura d’emarginazione e d’isolamento. Anche se un’ampia fascia della popolazione manifesta stanchezza di vivere in un clima di condizionamento e di soggezione a un potere mafioso assai diffuso.

Molti gli fanno capire che il suo gesto non l’hanno condiviso. “Giuseppe, tu questa cosa non la dovevi fare”. Altri con il tono e le forme dell’avvertimento tipico del linguaggio mafioso. "Stai attento, Giuseppe”. Ora bisogna aspettare quale sarà il comportamento esplicito e concreto della mafia e sapere quali saranno ancora i tempi della misteriosa latitanza di Matteo Messina Denaro. Chi tirerà le fila della nuova situazione che si è venuta a creare? Le forze che combattono l’Antistato saranno ancora chiamate in prima persona in causa. Lo sconfiggeranno o ancora una volta saranno costrette a subirlo?

Quella di Giuseppe Cimarosa non sarà una vicenda isolata che si presta soltanto a congetture o a conclusioni cervellotiche, ma obbliga tutti, politici, imprenditori, società civile, a fare i conti con la complessità mafiosa che i nostri tempi continuano ancora a riproporci sempre più drammaticamente.

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Commenti
Inviato: 10/3/2015 5:25  Aggiornato: 10/3/2015 5:25
Autore: fulmini

Giuseppe Cimarosa parla perché non ha paura di morire, Raffaele Cutolo tace perché ha paura di vivere un'altra possibile vita.
Inviato: 26/3/2015 9:57  Aggiornato: 26/3/2015 9:57
Autore: fulmini

Inviato: 30/3/2015 13:18  Aggiornato: 30/3/2015 13:18
Autore: fulmini

Tra i 'pentiti di mafia', un vescovo - parodia di un titolo da giornale scandalistico.
Inviato: 14/4/2015 14:12  Aggiornato: 14/4/2015 14:13
Autore: fulmini

Inviato: 7/9/2015 10:28  Aggiornato: 7/9/2015 10:28
Autore: fulmini

Inviato: 13/5/2017 8:53  Aggiornato: 13/5/2017 8:53
Autore: fulmini

Le mani di Messina Denaro sull'eolico. Confiscato il tesoro del "signore del vento".
Il Ros mette i sigilli a quattro aziende che valgono sette milioni di euro. Sono di un imprenditore ritenuto vicino al superlatitante.
di SALVO PALAZZOLO
http://palermo.repubblica.it/societa/2017/05/13/news/le_mani_di_messina_denaro_sull_eolico_confiscato_il_tesoro_del_signore_del_vento-165298156/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P5-S1.8-T1
Inviato: 15/11/2017 9:55  Aggiornato: 15/11/2017 9:55
Autore: fulmini

"Messina Denaro finanziato da un mercante d'arte". La Dia sequestra il patrimonio di Becchina.
Sigilli a un'ala del castello di Castelvetrano costruito nel 1200 per ospitare Federico II. Parla con la procura un supertestimone, l'ex patron di Despar Giuseppe Grigoli, condannato per mafia: "Becchina mi consegnava delle buste per il latitante" di SALVO PALAZZOLO (larepubblica punto it)
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2017/11/15/news/_messina_denaro_finanziato_da_un_mercante_d_arte_sigilli_al_patrimonio_di_becchina-181143315/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1
Inviato: 14/12/2017 13:51  Aggiornato: 14/12/2017 13:51
Autore: fulmini

MAFIA /Trapani, la caccia ai fiancheggiatori del superlatitante Messina Denaro.
La strategia tolleranza zero per fare terra bruciata intorno al boss portata avanti dal questore Alessandro Giuliano, figlio di Boris, il mitico capo della Mobile di Palermo ucciso nel 1979.
di Felice Cavallaro (da corriere punto it)

http://www.corriere.it/cronache/17_dicembre_14/trapani-caccia-fiancheggiatori-superlatitante-messina-denaro-0c3aea3c-e0af-11e7-acec-8b1cf54b0d3e.shtml
Inviato: 13/3/2018 7:53  Aggiornato: 13/3/2018 7:53
Autore: fulmini

“Ha finanziato la latitanza di Messina Denaro”. Arrestato Vito Nicastri, il “re” dell’eolico.
Blitz in provincia di Trapani, dodici arresti di Carabinieri e Dia. Il pentito Cimarosa: “Una borsa piena di soldi per Matteo”, di SALVO PALAZZOLO /da repubblica punto it)
http://palermo.repubblica.it/cronaca/2018/03/12/news/messina_denaro_caccia_alla_primula_rossa-191114546/?ref=RHPPLF-BH-I0-C8-P2-S1.8-T1