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il legame : La Trappola della Povertà
di venises , Sat 14 March 2015 4:00
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Ogni giorno, 22.000 bambini muoiono di povertà.
Una persona ogni sette (stiamo parlando di 1.2 miliardi di persone) vive in estrema povertà.
La quantità di aiuti che il mondo benestante invia al mondo degli affamati? Lo 0.05% delle risorse accumulate ogni anno. Questo dato è stabile, non diminuisce, non aumenta. Le promesse aumentano. Ora siamo arrivati a promettere oltre dieci volte più di quanto doniamo in realtà.

Se si guarda alla storia dell'umanità si scopre che la povertà è un problema recente. Non nel senso che si sia affacciata di recente sulla scena ma nel senso che - sino a tempi molto recenti - era la norma. Gli esseri umani erano tutti poveri; era normale dover lottare per la sopravvivenza e non avere abbastanza da mangiare1.
La ricchezza infatti è apparsa solo di recente: la dobbiamo interamente alla scienza2.
È con l'apparizione della ricchezza che la persistenza della povertà è diventata un problema.

Ai nostri giorni, la povertà è ufficialmente (e genericamente) definita come scarsezza dei mezzi materiali per il sostentamento.
Per la povertà estrema abbiamo invece una definizione precisa: questa è definita dalla linea ideale rappresentata dal guadagnare meno di 1 US$ al giorno (prezzi delle merci al 1996, corrisponde a circa 1.25 US$ attuali).
Nell'ultimo centinaio d'anni un'unica regione del mondo sta diventando sempre più povera in termini assoluti3: l'Africa Sub-Sahariana.

Africa Sub-Sahariana









Angelina Jolie e Jeffrey Sachs



Dalla povertà estrema si esce solo se si riesce a sfuggire alla Trappola della Povertà.


Cos'è e come funziona? La trappola della povertà è un modello macroeconomico semplificato che descrive le variabili che determinano l'evoluzione della ricchezza di una comunità (piccola o estesa che sia). La sua analisi ci aiuta a capire come funziona la povertà e ci indica i mezzi per superarla.
La trappola della povertà è descritta dalla seguente equazione:

dkdt = sAf(k) - (n + d) k

dove (semplificando un po'):
dk/dt = velocità d'accumulazione del capitale;
s = risparmio
d = deprezzamento del capitale
n = aumento della popolazione
A = produttività (che per semplicità assumeremo costante)
k = rapporto capitale/lavoro

Il termine (n + d)k si chiama capital widening ed esprime la quantità di risparmio necessaria a mantenere costante il rapporto capitale-lavoro per controbilanciare il deprezzamento del capitale (d) e l'aumento della popolazione (n). Questo semplice modello ci dice che la variazione del rapporto capitale-lavoro è data dalla variazione del risparmio (di quanto aumenta o diminuisce l'accumulo di risorse) meno il capital widening.

Per coloro che poco mastichino di equazioni differenziali, proporremo qui di seguito una spiegazione passo passo (peraltro dovuta allo stesso Jeffrey Sachs ed estratta dal suo libro La Fine della Povertà). Il modellino4 di cui sopra è illustrato graficamente qui di seguito (fig.1).


Poverty Trap

Poverty Trap


Facciamo l'esempio di una comunità economica che richieda $3 di capitale per ogni $1 di produzione annua (rapporto capitale/lavoro=3). Supponiamo inoltre che il capitale si svaluti del 2% l'anno; un capitale di 1.000.000$ varrà circa 835.000$ dieci anni dopo. La nostra comunità è costituita da 1.000.000 di individui poveri, ciascuno avente un capitale iniziale pari a 900$. Tale capitale genera una reddito annuo pari a 300$ per persona (900$ diviso per 3). Il prodotto interno lordo (PIL) di tale comunità è pertanto pari a 300.000.000$ (ci sono un milione d'individui nella comunità del nostro esempio). La popolazione aumenta del 2% l'anno, quindi alla fine della decade la nostra comunità sarà costituita da circa 1.2 milioni di cittadini.

Ora, guardiamo cosa succede se la comunità è talmente povera che non riesce a risparmiare (non c'è accumulo di risorse). Il reddito iniziale di 300$ è appena sufficiente per sopravvivere. Dopo un decennio, il capitale iniziale sarà ridotto e quindi invece di 900.000.000$ di capitale ci ritroveremo con un capitale di soli 750.000.000 mentre la popolazione sarà aumentata del 20%. Invece di 900$ di capitale a persona ora ci saranno solo 625$ per cittadino (750$ /1.2). Ciascun cittadino ora non produrrà più 300$ ma solo 209$ l'anno. I nuclei familiari finiscono per precipitare in questa spirale di povertà estrema e non sono più in grado di soddisfare nemmeno alle esigenze di base della sopravvivenza.
Lo sviluppo diventa matematicamente impossibile in queste condizioni.

Poverty Trap


Immaginiamo ora una seconda comunità, nella quale tutti i parametri siano identici alla prima con la sola differenza del capitale iniziale, che ora è il doppio di quello della nostra comunità di sinistra, quindi pari a 1.800.000.000$. Il reddito pro capite è anch'esso raddoppiato, 600$ per capita. Come prima, ogni nucleo familiare necessita di 300$ a persona per i bisogni fondamentali. Diciamo che i cittadini di questa comunità risparmiano (accumulano, mettono via) il 30% del reddito in eccesso dei primi 300$ necessari alla sopravvivenza. Questa comunità economica risparmia 90.000.000$ l'anno.
Dopo un anno il capitale si sarà deprezzato di 36.000.000$ ma tale svalutazione è più che compensata dall'accumulo di 90.000.000$ di nuova ricchezza. La comunità, in un anno, s'arricchisce pertanto di 54.000.000$ netti. L'anno prossimo il capitale iniziale sarà perciò di 1.854.000.000$, il quale genera un PIL di 618.000.000$ circa (1.854.000.000$ diviso 3). La popolazione è cresciuta del 2%, quindi il reddito pro-capite un anno dopo è diventato circa uguale a 606$, (618 milioni diviso 1.02 milioni) ovvero è aumentato dell'1%. E continuerà ad aumentare a questo ritmo costante per tutto il decennio, senza bisogno di nuova ingestione di denaro fresco.
È bastato "far partire" la nostra comunità da un livello di capitale iniziale più alto perché - tutti gli altri parametri restando immutati - si generi sviluppo lì dove prima si produceva solo disperazione.
Ecco perché 1) interventi mirati; 2) donazioni provenienti dall'esterno;
possono salvare una comunità che altrimenti è matematicamente destinata alla disperazione.



La tesi di Sachs è che coloro che sono intrappolati in una povertà estrema non riescono ad uscirne con le proprie forze, qualunque sia lo sforzo che fanno. Questi hanno bisogno di un aiuto esterno, una "spinta" che li aiuti ad uscire dalla trappola della povertà. Una volta usciti, possono finalmente iniziare a camminare con le proprie gambe sulla via del progresso.

Fate attenzione al ruolo che gioca l'aumento della popolazione. È equivalente al deprezzamento del capitale ed è causa d'impoverimento della popolazione, gli altri fattori restando costanti. Questo vuol dire che la crescita della popolazione rende più difficile (a seconda del valore numerico degli altri parametri, può essa rendere impossibile) l'uscita dalla povertà. Coloro che attivamente contrastano il controllo delle nascite nelle comunità povere si macchiano del peggiore crimine contro l'umanità, al confronto del quale le crudeltà del nazismo (e persino quelle ben maggiori delle crociate cristiane) impallidiscono: la quantità di persone attivamente spinte nella sofferenza estrema - puramente attraverso l'assenza del controllo delle nascite - si contano in ordini di grandezza superiori rispetto, per esempio, a tutte le vittime create dal nazismo5.

Da ultimo, ci preme qui sottolineare come l'aiuto di donatori esterni alla comunità intrappolata nella povertà sia essenziale per permettere l'uscita dalla povertà estrema: non è carità cristiana a fondo perduto, è un parametro essenziale della rinascita economica.
Nel caso vogliate contribuire - per esempio - a far uscire una comunità di circa 150 bambini dalla trappola della povertà:

Ghana Without Borders






Jeffrey Sachs - The End of Poverty






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1 Con la sola eccezione di faraoni, imperatori, tiranni e della loro ristrettissima corte.

2 L'avvento delle macchine (della tecnologia in generale, oggi questo è vero anche per il software e per le applicazioni "immateriali") ha moltiplicato la capacità produttiva dei singoli esseri umani a dismisura, consentento all'umanità di rompere le catene della povertà. Ed è questo che ci differenzia dagli animali - e non la capacità d'introspezione, né il fatto di possedere una coscienza, né il sentimento, etc come sostengono alcuni: caratteristiche tutte che condividiamo - sia pure in gradi diversi - con gli animali. È la scienza, ovvero la volontà di trasformare il mondo, è l'ardire di sostituirci a Dio che ci rende umani. Per questo la religione (qualsiasi forma di superstizione, qualsiasi religione, qualsiasi forma di pensiero che ceda il controllo ad altri) è radicalmente incompatibile con la scienza. Non perché la scienza abbia dimostrato la non-esistenza di Dio. La vera scienza non si occupa affatto di ciò, disdegnando tali argomenti e nulla avendo da dire al riguardo - lascia tali dibattiti ideologici ai filosofi naturali. La scienza s'occupa di trasformare il mondo, e gli uomini con esso: migliorandoli. Ecco perché la scienza è l'unica etica degna di questo nome.

3 Tutte le altre regioni del mondo magari progrediscono lentamente, magari più lentamente della media o di quanto si vorrebbe, magari in modo insufficiente - ma la loro "ricchezza" pur sempre cresce in termini assoluti. Coloro che fossero interessati a capire il perché la sfortuna si sia accanita proprio con l'Africa possono leggere J. Sachs: Geografia, Demografia e Sviluppo Economico in Africa.

4 Vale la pena consultare anche il rapporto della Banca Mondiale ad opera di Kraay e McKenzie Le Trappole della Povertà Esistono?

5 Le persone che si macchiano di tali peccati sono sempre le stesse; sono quelle che blaterano contro la scienza ed il progresso: i peggiori nemici dell'umanità, criminali che dispensano sofferenza.


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Commenti
Inviato: 14/3/2015 8:15  Aggiornato: 14/3/2015 8:15
Autore: fulmini

Chiaro e tondo, Venises. Grazie. Non c'è niente che faccia bene di prima mattina, dopo l'abbuffata di sogni, di un po' di amara verità.
Pasquale
Inviato: 25/3/2015 15:43  Aggiornato: 25/3/2015 15:43
Autore: fulmini

Inviato: 18/4/2015 14:35  Aggiornato: 18/4/2015 14:35
Autore: fulmini

Inviato: 20/4/2015 12:36  Aggiornato: 20/4/2015 12:36
Autore: fulmini

Inviato: 20/4/2015 13:28  Aggiornato: 20/4/2015 13:28
Autore: fulmini

Inviato: 9/5/2015 8:25  Aggiornato: 9/5/2015 8:27
Autore: fulmini

Migranti, la svolta dell'UE

"...si punta anche ad aiuti economici per contrastare la povertà. Si proporrà poi di aiutare economicamente i paesi di transito - come Sudan, Egitto, Ciad e Niger - per aumentare i controlli alle frontiere in modo da intercettare i camion dove i trafficanti stipano i migranti..."

Non si capisce se questi politici europei siano più ipocriti o stupidi. Questa è una crisi epocale (addirittura di civiltà, secondo me) e questi vogliono fare le nozze coi fichi secchi.

Pasquale
Inviato: 11/8/2015 1:56  Aggiornato: 11/8/2015 1:56
Inviato: 21/8/2015 18:23  Aggiornato: 21/8/2015 18:23
Autore: fulmini

Ricchezza, povertà, Africa. È il secolo dell’Africa, ma il suo modello di sviluppo è insostenibile.