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lo Stato del meridione : Mafia Capitale
di filippopiccione , Sat 6 December 2014 5:00
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“Mafia Capitale”. La “Cupola” nera si aggiudica gli appalti e distribuisce le mance a politici e burocrati corrotti

di Filippo Piccione

Appena una settimana fa L’Osservatorio tecnico scientifico per la sicurezza e la legalità del Lazio ha organizzato il primo meeting regionale di quattro giorni, intitolato “Lazio senza Mafie”. In quell’occasione il capo della Procura di Roma, Giuseppe Pignatone, aveva asserito che l’arma privilegiata della mafia per rafforzare ed estendere il suo potere nella capitale era la corruzione, soprattutto quella alimentata dal mondo politico, amministrativo e imprenditoriale.

Ma facciamo un breve excursus storico per capire perché siamo arrivati fin qui.

Nel 1991 Gerardo Chiaromonte, presidente della Commissione Parlamentare Antimafia, notava che “Roma e provincia hanno costituito meta di importanti personaggi della mafia, della ’ndrangheta e della camorra, che hanno stabilito collegamenti con esponenti della mafia romana e con faccendieri legati ad alcuni settori del mondo economico e finanziario”. Ma se andiamo ancora più indietro nel tempo scopriamo che il famoso Frank Coppola, detto “tre dita”, boss siciliano e braccio destro di Lucky Luciano negli anni ’60 fu mandato al confino a Pomezia e in breve tempo diventò l’uomo più influente nelle attività illecite del territorio a sud di Roma.

Subito dopo iniziò l’insediamento di clan in tutta la provincia di Latina, con l’arrivo dei Casalesi e i boss appartenenti alle famiglie della mafia siciliana e della ‘ndrangheta. Poi fu la volta di Pippo Calò, esponente di punta di Cosa nostra, mandato a Roma per stringere rapporti con la banda della Magliana, la vera e unica organizzazione criminale che agiva con metodi simili a quelli degli “uomini d’onore”.

Roma e Lazio già da tempo sono stati scelti dalle organizzazioni criminali per costituirvi articolazioni logistiche per il riciclaggio di capitali illeciti e l’investimento in attività imprenditoriali, senza far venire meno le tradizionali attività delittuose dell’usura, del racket e del traffico di droga. In tutti questi anni l’impegno delle forze di polizia e della magistratura è stato assai incisivo, conseguendo ottimi risultati di contrasto alle mafie, ma per carenza di mezzi e di risorse umane, materiali e tecnico logiche, non si è stati in grado di frenare l’impetuoso sviluppo delle consorterie criminali autoctone. Tanto che le associazioni mafiose censite nel Lazio nel 2008 erano 60 e oggi se ne contano 81.

Torniamo ora ai fatti di questi giorni. E’ a tutti noto l’arresto di 37 persone che volevano aggiudicarsi gli appalti al Comune di Roma. Nell’inchiesta è indagato anche l’ex sindaco Alemanno per il reato di associazione a delinquere di stampo mafioso. Una vera e propria holding criminale. Un sodalizio radicato da anni con a capo l’ex terrorista nero del Nar (Nucleo armato rivoluzionari) ed ex esponente della Banda della Magliana, Massimo Carminati e il suo braccio destro Salvatore Buzzi, uomo proveniente dall’area dell’estrema sinistra, condannato per omicidio. Colui che teneva i rapporti con la politica per conto della “mafia capitale”. Era presidente delle cooperative dei lavori sociali (accoglienza minori, campi rom, ex detenuti, immigrati) con un fatturato di 60 milioni di euro. Insieme avevano costruito un sistema corruttivo a prova di bomba, in grado d’accaparrarsi senza difficoltà i più lucrosi appalti e i più consistenti finanziamenti pubblici disposti dal Campidoglio e dalle aziende municipalizzate.

La cosa che più sbalordisce in tutta la vicenda è che alcuni rappresentanti delle istituzioni appartenenti a quasi tutti i partiti, funzionari pubblici collusi e manager compiacenti - cui erano stati affidati incarichi importanti - ricevevano un regolare “stipendio” dalla cupola mafiosa per avere libero accesso agli affari del Campidoglio.

In tutta questa cupezza, una nota di sollievo e di speranza: poter contare sul lavoro avviato da Giuseppe Pignatone e su quello affidato a Raffaele Cantone che dovrà costituire un pool di esperti anticorruzione ad hoc nella capitale.

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Commenti
Inviato: 6/12/2014 7:10  Aggiornato: 6/12/2014 7:29
Autore: fulmini

Mi colpisce il tuo 'sbalordimento', Filippo.

Il fatto che "rappresentanti delle istituzioni appartenenti a quasi tutti i partiti" , e "funzionari pubblici" ricevessero "un regolare stipendio dalla cupola mafiosa per avere libero accesso agli affari del Campidoglio" si comprende bene se si inquadra questo fenomeno nel quadro della crisi di civiltà di cui Luis Razeto andiamo scrivendo da anni, anche su questo sito-rivista.

La crisi storica e strutturale dei partiti e dello Stato rappresentativo-burocratico è infatti un elemento cruciale di questa crisi, che è una crisi dell'intera civiltà moderna, e non una delle tante crisi che hanno scosso a ondate tutta la civiltà moderna fin dalla sua costituzione, tra Quattrocento e Cinquecento.

Se si pensa fino in fondo, attraverso questo concetto, la situazione italiana, allora questo scandalo, e quello dell'Expo e del Mose e del Monte dei Paschi eccetera eccetera non sbalordiscono più, non trovi?

Pasquale

Post Scriptum. Essendo questa la crisi della intera civiltà moderna, ed essendo la civiltà moderna la civiltà degli Stati Nazionali, con lo stesso concetto di 'crisi di civiltà' si possono capire i fenomeni di disgregazione in corso in tutti gli Stati Nazionali: Grecia, e Spagna, eccetera eccetera - e sta già toccando alla Francia, e presto toccherà alla Germania.

Faccio notare che i sociologi e i marxisti questa crisi non l'hanno prevista, non la stanno spiegando, e non propongono nessun progetto per un suo superamento. Crisi del marxismo, crisi della sociologia - che della civiltà moderna sono stati elementi fondamentali di carattere ideologico e scientifico. A proposito di sociologia: il CENSIS pubblica in queste ore il suo Rapporto Annuale. Non si sa se piangere o ridere, leggendolo. Non solo dell'Italia, anche del CENSIS.
Inviato: 6/12/2014 15:40  Aggiornato: 6/12/2014 15:40
Autore: fulmini

{Ricevo e pubblico.}

Caro Pasquale, ho letto il tuo commento al mio post e non posso che condividerlo sia per l'analisi sulla società sia per quanto riguarda la tua sorpresa per il mio "sbalordimento" che come puoi capire è stata una forzatura, visto e considerato che fra i comportamenti dei politici diventa sorprendente trovare coerenza, moralità, senso civico, capacità di individuare i mutamenti in corso e le misure per fronteggiarli.
Filippo