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iLibrieleNotti : Il legame oggettuale (1)
di fulmini , Sat 18 October 2014 6:00
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Ho pubblicato tempo fa la tesi di psicologia di un ingegnere-psicologo, Riccardo Perra, dal titolo La struttura intermedia e il disturbo psichico - Corso di Laurea triennale in Scienze e Tecniche Psicologiche per l’Intervento Clinico per la Persona, il Gruppo e le Istituzioni dell’Università degli Studi di Roma ‘La Sapienza’. Oggi pubblico la prima parte della tesi finale di psicologia (quinquennale) di Riccardo Perra, dal titolo

IL LEGAME OGGETTUALE alla luce delle diverse teorie psicologiche

Facoltà di MEDICINA e PSICOLOGIA / Corso di laurea magistrale in PSICOLOGIA CLINICA E TUTELA DELLA SALUTE.

Candidato: Riccardo Perra / Relatore: Prof. Vezio Ruggieri / Correlatore: Prof. Marco Cecchini

A/A 2011/2012



INDICE

INTRODUZIONE 3

1 IL LEGAME OGGETTUALE. GENERALITA’
7
2 IL LEGAME OGGETTUALE IPOTIZZATO. LA PSICOANALISI. 15
2.1 Premessa 15
2.2 Il modello strutturale delle pulsioni 19
2.2.1 Sigmund Freud 19
2.3 Il modello strutturale delle relazioni 25
2.3.1 Harry Stack Sullivan 25
2.3.2 W.R.D. Fairbairn 29

3 LEGAME OGGETTUALE OSSERVATO. MODELLI E INFANT RESEARCH 36
3.1 Le rappresentazioni interne generalizzate di D.Stern. 36
3.2 I modelli operativi interni di John Bowlby. 47
3.3 Le rappresentazioni interne nella Psicologia Cognitiva. I modelli di Paivio e Kosslyn. 51
3.4 Il modello psicofisiologico integrato di V.Ruggieri. 58
3.5 Prospettive per la ricerca sulle rappresentazioni mentali. 66

CONCLUSIONI 69

BIBLIOGRAFIA 71



INTRODUZIONE

La costruzione della nostra soggettività non può prescindere dall’ambiente di sviluppo dell’individuo. Nell’interazione con l’ambiente si costruiscono progressivamente sia le strutture che i nostri contenuti mentali. Le strutture determinano la processualità con cui vengono trattate le informazioni scambiate con l’esterno e, conseguentemente, la costruzione delle rappresentazioni della nostra mente. La progressione del processo implica che le strutture formatesi precedentemente verranno a costituire la base di conoscenza su cui verranno ad ancorarsi le acquisizioni successive.

Partendo da presupposti diversi, l’argomento è stato indagato da numerose discipline tra le quali, innanzitutto, la psicofisiologia, la psicologia dello sviluppo, la psicologia cognitiva e la psicoanalisi.

In virtù dell’intrinseco legame esistente tra le nostre rappresentazioni interne e gli oggetti della realtà esterna è possibile da un lato caratterizzare le rappresentazioni in base alle loro proprietà, dall’altro formulare ipotesi sulla loro formazione e sulle funzioni che esse svolgono nell’attività psichica, soprattutto in termini di motivazioni del comportamento.

Le rappresentazioni mentali sono, nel caso più semplice, il prodotto di un processo di astrazione che sostituisce l’oggetto con un simbolo. L’oggetto viene acquisito dal sistema percettivo nell’istante presente, in condizioni contestuali date, in un determinato stato di coscienza interna, il simbolo si perfeziona in base ad esposizioni ripetute a configurazioni di stimoli simili e risulta disponibile in differita, anche in assenza degli oggetti originari.

Le capacità di astrazione sono funzioni cognitive evolute che l’essere umano conquista progressivamente nel suo sviluppo, tuttavia, sono inizialmente disponibili alcune capacità innate che consentono al neonato di costruire schemi percettivi-affettivi già nella primissima infanzia. La mente umana si presenta infatti, sin dalla nascita del neonato, idonea a sostenere una relazione interpersonale “da mente a mente”, in quanto dotata di capacita di esprimere e riconoscere emozioni, con cui modulare l’interazione umana.

Gli studi osservazionali condotti nell’ambito dell’infant research portano a ritenere che lo sviluppo della capacità rappresentazionale simbolica del bambino si sviluppi solo dopo i 18 mesi. La psicoanalisi evidenzia il raggiungimento di una significativa stabilità delle rappresentazioni con la conquista, intorno ai 3 anni, della fase della “costanza dell’oggetto”.

Dato che l’immaturità psicofisiologica del bambino consente solo di inferire la presenza ed i contenuti dei suoi processi mentali, per formulare ipotesi sulla genesi delle rappresentazioni e sulle funzioni da esse svolte sono stati seguiti fondamentalmente, due approcci: quello osservativo-sperimentale, basato su raffinati protocolli di osservazione e microanalisi dei comportamenti del neonato nonché su evidenze sperimentali e quello psicoanalitico, fondato su modelli teorici che ricostruiscono tali fenomeni “a posteriori”, in base alla coerenza con i dati clinici raccolti successivamente alla primissima infanzia.

L’osservazione del comportamento del neonato ha modificato, almeno in parte, alcuni assunti della psicoanalisi che relegavano il neonato ad una dimensione eccessivamente passiva nei confronti dell’ambiente, riconoscendogli un ruolo di attore nelle relazioni interpersonali, in altri casi, venivano attribuiti al neonato complessi processi di elaborazione cognitiva, in maniera eccessivamente prematura.

L’interesse per la formazione delle rappresentazioni mentali, risiede nel fatto che esse sono alla base dei sistemi motivazionali del comportamento umano. E’ infatti in base ad esse che noi soddisfiamo i nostri bisogni, attribuiamo significato agli eventi e perseguiamo i nostri obiettivi, regolando coerentemente il nostro comportamento.

Il significato emerge dalle interconnessioni che si stabiliscono tra l’evento presente e quelli che lo hanno preceduto, seguendo un processo di integrazione e di accomodamento che caratterizza tutto lo sviluppo dell’individuo.
Non sorprende quindi che la riflessione sui modelli di formazione delle rappresentazioni mentali risulti alla base di alcuni modelli esplicativi della psicopatologia tra i quali, innanzitutto, la teoria psicoanalitica delle relazioni oggettuali.

Data la vastità dell’argomento nel presente lavoro verranno investigate le principali ipotesi riguardanti le formazione dei legami oggettuali e delle relative rappresentazioni mentali in ambito psicoanalitico, alla luce delle attuali conoscenze fornite dalla psicofisiologia e della psicologia dello sviluppo.






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Commenti
Inviato: 18/10/2014 7:40  Aggiornato: 18/10/2014 7:54
Autore: fulmini

L'incipit della tesi è chiaro e tondo. "La costruzione della nostra soggettività non può prescindere dall’ambiente di sviluppo dell’individuo. Nell’interazione con l’ambiente si costruiscono progressivamente sia le strutture che i nostri contenuti mentali."
Propongo alla lettrice e al lettore di completare il pensamento su questo tema leggendo, o rileggendo, un brevissimo testo di filosofia che ha illuminato tutta la mia giovinezza, e medito ancora oggi spesso e volentieri, le Tesi su Feuerbach di Karl Marx (il quale, contrariamente a quanto pensa spiritosamente Woody Allen, non è morto - e faccio notare che la pratica odierna dei social network ha ereditato da Woody Allen, da Paolo Villaggio ("La corazzata Potëmkin è una boiata pazzesca") e dai salotti borghesi e televisivi, la deleteria tendenza alla battuta ad ogni costo).

NOTA BENE. Indico la voce Tesi su Feuerbach di Wikipedia semplicemente perché contiene il meraviglioso testo di Marx ventisettenne. I commenti degli autori della voce sono fuorvianti, essendo di carattere ideologico (marxista) e non filosofico e filologico.