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il legame : La Scelta Giusta (3)
di venises , Fri 30 January 2015 4:00
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Agire in nome del dovere, di una legge morale è compatibile con la libertà individuale? Si, secondo Kant, se la scelta della legge morale è una mia scelta (non mia in quanto me individuo particolare, mia in quanto essere razionale).
Ma allora, possono esserci un universo di morali differenti, una per ciascun individuo?

È lecito mentire? Nemmeno se una bugia servisse a salvare la vita ad un amico?
C’è una differenza fondamentale fra una bugia ed una mezza verità o un’affermazione fuorviante ed incompleta?
È lecito raggirare un ingenuo sulla base di informazioni incomplete e fuorvianti?






John Rawls (il 'velo dell'ignoranza'): gli utilitaristi compiono un errore madornale quando immaginano di poter scambiare uno qualsiasi dei nostri diritti fondamentali (vita, proprietà) in cambio di un vantaggio economico o sociale.
Le sole ineguaglianze che sono socialmente accettabili sono quelle che avvantaggiano i più deboli e i più poveri.
Questo implica, per esempio, che la società può accettare la ricchezza estrema nelle mani di pochi ma solo a condizione che una parte di quella ricchezza sia tassata a vantaggio di più bisognosi.








È lecita la discriminazione positiva (affermative action)? (Che vuol dire avvantaggiare le minoranze e i meno privilegiati nella competizione sociale).
Vagabondando fra tutte queste teorie "moderne", finalmente Sandel arriva ad Aristotele.
E saltando all'indietro prima della nascita dell'individualismo e della rivoluzione scientifica due concetti fanno irruzione nel ragionamento:
- innanzitutto il concetto di 'finalità' appare e conquista un ruolo centrale nella teoria morale. Un concetto scacciato dalla scienza con l'arrivo della rivoluzione scientifica moderna del seicento (purtroppo molti scienziati sono ancora fermi alle necessità teoriche del sei-settecento).
- il concetto di individualità scompare, è totalmente inesistente. L'uomo è immediatamente un animale sociale, non esiste che all'interno di una comunità. La legge morale se ne infischia dei diritti dell'individuo ed è invece focalizzata al bene della comunità.

Qualsiasi idea di contratto, così come l'idea di uno stato di natura, semplicemente non esistono, diventano inconcepibili ed irrilevanti. È interessante arrivare a pensatori come Aristotele dopo aver dato per scontato che l'individuo debba avere un ruolo centrale nella riflessione etica e politica.



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