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racconti di poche parole : Storia di due
di fulmini , Wed 17 September 2014 4:00
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1. Verso la metà degli anni Cinquanta, Alexandra viveva a Cipro, Pasquale viveva in Italia. Ma, secondo voi, erano destinati ad incontrarsi, questi due?

Alexandra nel 1957


Pasquale nel 1957


2. E infatti ci siamo incontrati. Ma questa felicissima foto che state vedendo (scattata da Giuliano Cabrini a Civitavecchia nel 1968) non testimonia il nostro primo incontro, che avvenne ben due anni prima. Era un pomeriggio, ricordo come fosse domani, era domenica.

Alexandra e Pasquale nel 1968


3. Era dunque la primavera del 1966, vivevo a Roma, alla Casa dello Studente di via De Lollis. Studiavo Architettura. I miei amici sidernesi studiavano Economia, ed erano tutti innamorati di una cipriota. Nelle pause dello studio (in media, tutti, 10 ore al giorno lezioni escluse – per mantenere la borsa di studio ci serviva come il pane una media del 30) mi riempivano la testa di questa donna irraggiungibile che non li prendeva in considerazione.

Nella foto, scattata da uno di noi, Franco Tutino ed io nel giardino della Casa dello Studente.
Franco Tutino ed io nel 1966


4. Ed ecco, arriva quel pomeriggio di una domenica del 1966. I miei amici innamorati persi di Alexandra ed io camminiamo lungo un viale deserto che sfocia in Piazza Esedra. Dal fondo vedo avanzare una giovane donna con una scarpa in mano e l’altra al piede, ma non zoppica, non si muove goffamente, è leggera e piena di grazia. Continuo a camminare ma non sento la terra sotto i piedi, tutto intorno a me svapora – poi sento un brusio. Mi giro a guardare gli amici, che parlottano fissandola incantati. “Chi è - la conoscete?” Risposta corale: “È lei.”

Eccola, Alexandra, in una foto che ho scattato qualche mese dopo, all’Isola Tiberina – io e lei da soli.
Alexandra nel 1966


5. Il giorno dopo, col numero estorto a uno dei miei amici e suoi compagni di Facoltà, le telefono –. “Alexandra? Sono io…” “Io chi?..”
Un lungo imbarazzo da parte mia – due secondi almeno – non mi ha riconosciuto? – che supero invitandola a fare una passeggiata, quando vuole, anche il giorno seguente… Una lunga pausa da parte sua – altri due infiniti secondi – e… dice di sì.
Così ci incontriamo da soli, ci guardiamo negli occhi, ci ascoltiamo nelle domande, mi riconosce. Per fortuna. Su questo riconoscimento ho basato tutta la mia vita. Perché io l’aspettavo e la sognavo, Alexandra, la conoscevo già – per questo l’avevo riconosciuta. (Grazie, Platone)

Ecco una foto che le ho fatto sulla nave che ci portava a Cipro, l’anno dopo – andavo a chiedere la sua mano, a 19 anni, ai suoi genitori.
Alexandra nel 1967


Pasquale Misuraca

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Commenti
Inviato: 18/9/2014 5:10  Aggiornato: 18/9/2014 5:10
Autore: unviaggiatore

Chi guarda la foto che ho fatto che cosa vede? Sicuramente è colpito dal viso di Alexandra, bello e espressivo. Può sorridere guardando te pensando “Anvedi come li rapavano”. Il viso di Alexandra cattura l'attenzione e solo uno sguardo attento vede quello che ha catturato l'attenzione del fotografo: le mani di Alexandra, forse da allora ho smesso di pensare l'espressione Guardare negli occhi pensando invece Guardarsi nelle mani, le mani che ci dicono che cosa siamo disposti a dare e ricevere.
Giuliano Cabrini
Inviato: 13/10/2014 10:09  Aggiornato: 13/10/2014 17:16
bel incontro...... sicuramente non casuale come hai scritto.......un incrocio di destini......chi sa chi veramente guida le nostre vite?
Un abbraccio a tutte due.... siete unici!!!!!!
Eleni
Inviato: 13/12/2014 17:35  Aggiornato: 14/12/2014 6:31
Molto bello!!!!!!!!!!!!
Inviato: 8/12/2016 13:04  Aggiornato: 8/12/2016 18:27
BELLO! UN inizio interessante per avviare una sana retrospettiva. La connessione per cui un essere umano è unito agli altri e alle parti dell'universo costituisce un mondo, una vera unità!