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il legame : Scienza dell'Oscurità
di venises , Mon 3 February 2014 1:00
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Immediatamente dopo la pubblicazione della Teoria della Relatività Generale di Einstein, un fisico tedesco, Karl Schwarzschild, trovò una delle più importanti soluzioni delle equazioni del campo, soluzione che descrive la geometria dello spazio-tempo in prossimità di stelle ad alta densità, i buchi neri 1.
Si definisce buco nero una regione dello spaziotempo con un campo gravitazionale così intenso che nulla al suo interno può sfuggire all'esterno, nemmeno la luce.
Se la luce è soggetta alla forza di gravità (come ci insegna la Relatività Generale), allora diventa possibile immaginare un oggetto così denso da generare un campo gravitazionale così intenso che neanche la luce possa scappare.
Il termine buco nero è dovuto a Wheeler.
I buchi neri (crediamo che non ci sia bisogno d'insistere su questo punto) non sono direttamente osservabili (non si possono vedere); la loro esistenza si può “osservare” solo indirettamente (tipicamente osservando il disturbo del moto che l’attrazione gravitazionale esercitata dalla loro grande massa produce su un corpo “vicino”).
Il “confine” di un buco nero è detto orizzonte degli eventi.


Paradosso Informazione Buco Nero


Fin qui, tutto chiaro (più o meno). A questo punto entra in scena Hawking e restare in sella diventa più arduo: allacciate le cinture!


Storia dibattito buchi neri


If the semi-diameter of a sphere of the same density as the Sun were to exceed that of the Sun in the proportion of 500 to 1, a body falling from an infinite height towards it would have acquired at its surface greater velocity than that of light, and consequently supposing light to be attracted by the same force in proportion to its vis inertiae, with other bodies, all light emitted from such a body would be made to return towards it by its own proper gravity.
John Michell, 1783

Hawking cerca di mettere insieme due teorie che insieme non stanno - come è ben noto: la relatività e la teoria dei quanti. Ne vengono fuori una serie di controsensi a catena.
Nel 1973 Jakob Bekenstein sostiene che i buchi neri abbiano una temperatura finita e che quindi emettano radiazione. Un anno dopo, Hawking – di ritorno da un viaggio a Mosca dove incontra Yakov Zeldovich - ipotizza l’esistenza di quella che andrà sotto il nome di radiazione di Hawking.
L’idea è questa: secondo la teoria dei quanti, coppie di particella-antiparticella si formano continuamente nello spazio. La coppia, appena creata, in genere si annichila immediatamente (si riunisce nella singola particella di partenza, per i comuni mortali). Ora, dice Hawking (ma l’idea non è proprio sua, come abbiamo visto) se la coppia si forma “in prossimità” dell’orizzonte degli eventi di un buco nero, la particella verrà risucchiata dal buco nero mentre la antiparticella se ne allontanerà. Bestemmia! Questo vuol dire che il buco nero perde massa, evapora. Ma se nuova materia non entra nel buco nero, questo processo d’evaporazione finirà col farlo svanire. Non proprio quello che ci si aspetterebbe da un buco nero degli anni venti, diciamolo.

Andiamo avanti e aggiungiamo al mix la teoria quantistica dell’informazione.
Passano tre anni e Hawking (insieme a Kip Thorne) 2 scommette, contro lo scienziato americano John Preskill che, visto che la Relatività Generale impedisce ai buchi neri di emettere radiazione, questi non possono ‘perdere informazione’ (se l’informazione provenisse dall’interno del buco nero dovrebbe viaggiare più velocemente della luce per riuscire ad uscire e la relatività ci dice: no, no, no). Ma allora questa benedetta radiazione di Hawking deve necessariamente trasportare informazione nuova, non originante dall’interno del buco nero. Ma se questo è vero, allora il principio di causalità che la teoria quantistica si porta appresso non vale più e la teoria dei quanti va riscritta3. Hawking s’è un po’ incastrato da solo.

Trent’anni dopo (siamo nel 2004) Hawking (ma non Thorpe, che resterà della sua idea) ammette che un buco nero può perdere informazione attraverso il processo d’evaporazione. Peccato: vuol dire che non si può saltare in un altro universo attraverso un buco nero.

Continuiamo. Secondo la teoria dei quanti, la coppia particella-antiparticella (che immaginiamo formarsi in prossimità dell’orizzonte degli eventi di un buco nero) è ‘quantisticamente entangled’. Il quantum entanglement è quel fenomeno per cui se una particella ha spin (o altra caratteristica) diciamo in senso orario, allora la sua antiparticella ha spin opposto. È come se l’antiparticella si “ricordasse” delle caratteristiche della sua particella oppure come se fossero ancora collegate l’una all’altra, un po’ come due gemelli che provano le medesime sensazioni anche se separati l’uno dall’altro.
E visto che tutte le particelle che cadono in un buco nero finiscono, prima o poi, col cadere nella singolarità del buco nero ecco che Hawking arriva alla conclusione che si deve ammettere che l’informazione vada eventualmente distrutta all’interno di un buco nero. Questa conclusione va sotto il nome di Paradosso dell'informazione del buco nero.
Tale affermazione scatena le ire di un altro fisico, Leonard Susskind il quale pubblica un libro dal titolo La Guerra del Buco Nero: La Mia Battaglia contro Stephen Hawking per Rendere il Mondo Sicuro per la Meccanica Quantistica. Susskind, all’opposto, sostiene che la antiparticella che scappa dal buco nero sia ‘entangled’ (accoppiata) con due sistemi indipendenti allo stesso tempo, ovvero sia con la propria particella che con tutta la radiazione di Hawking 'emessa' in precedenza da quello stesso buco nero: ma una particella non può essere ‘entangled’ simultaneamente con due sistemi indipendenti. Come si risolve un tale paradosso?
Una soluzione fu proposta dal fisico olandese Gerardus ‘t Hooft il quale formulò il cosiddetto principio olografico (poi perfezionato da Susskind) secondo il quale l’informazione non va distrutta ma resta in qualche modo intrappolata alla superficie del buco nero4.

Arriviamo al 2012. Una soluzione alternativa del paradosso consiste nell’ipotizzare che l’entanglement fra particella e antiparticella sia rotto al momento della cattura della particella da parte del buco nero, un po’ come se l’orizzonte degli eventi agisse come un firewall. L’immagine del firewall che brucia (proposta da Joseph Polchinski) rappresenta l’immagine di una straordinaria quantità d’informazione che è creata proprio al livello del firewall nel momento del disentanglement.

Vi siete persi? Ricapitoliamo:
1) la meccanica dei quanti ci dice che coppie di particelle che stanno rispettivamente dentro e fuori di un buco nero siano ‘entangled' fra loro.
2) se questo entanglement sparisce, allora una straordinaria quantità d’informazione deve venire a crearsi sulla superficie del buco nero (l’orizzonte degli eventi)
3) È come se un sipario calasse sull’orizzonte del buco nero, come se un firewall (in fiamme) circondasse il buco nero e proteggesse l’informazione contenuta al suo interno. Attenti: l’ipotesi del firewall è incompatibile con la teoria della relatività, violandone uno dei principi. Infatti le particelle che vengono emesse dal firewall contengono informazione circa tutto ciò che è caduto nel buco nero dall'inizio dei tempi, e questo persino successivamente all'evaporazione completa del buco nero stesso. Brrrr.


Arriviamo all’altro ieri, gennaio 2014.
Anzi no, sostiamo un attimo al marzo del 2013, quando Braunstein e Pirandola propongono più o meno l’idea seguente: maggiore l’entanglement, più lentamente si forma il firewall. Se l’entanglement è massimo, allora il firewall non si forma proprio. Ma non fa titolo sui quotidiani.
Allora, in cosa consiste l’ultima ipotesi di Hawking? Il teorico rimpiazza il vecchio orizzonte degli eventi con un più blando orizzonte apparente, un confine che può essere occasionalmente superato. La chiave di una tale affermazione consiste nel fatto che gli effetti quantistici al confine del buco nero sono talmente intensi da far fluttuare lo spazio-tempo in modo così selvaggio che non è più possibile parlare di una frontiera definita.

Confusi? Non dovreste.
Ricordate infatti che tutto inzia dal mettere insieme due teorie che insieme non stanno.
Come è noto.






_____________________________________________
1 Gli uomini sono pieni di pregiudizi, gli scienziati sono uomini, quindi gli scienziati sono affetti da pregiudizi. Einstein cercò in tutti i modi di resistere all’idea che i buchi neri potessero esistere davvero, ma perse la battaglia: se le sue equazioni sono giuste, allora i buchi neri possono esistere.

2 Se non avete letto il suo libro Wormholes and time travel, fatelo.

3 C’è parecchia confusione circa cosa fosse in palio nella scommessa. Inizialmente Hawking avrebbe ricevuto un abbonamento di quattro anni alla rivista inglese di gossip Private Eye mentre a Preskill sarebbe andata un’annata di Penthouse. Il premio per Preskill fu più tardi commutato in un’enciclopedia sul baseball (dalla quale, per citare Hawking, si può estrarre informazione a volontà).

4 Il premio Nobel ‘t Hooft ha scritto una costituzione per i futuri abitanti dell’asteroide 9491 Thooft (che porta il suo nome).

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Commenti
Inviato: 3/2/2014 8:25  Aggiornato: 3/2/2014 8:26
Stragrazie, Venises! Ho capito (quel che posso capire). Mi domando: tu, proveresti ancora a mettere insieme le due teorie esistenti (della relatività e dei quanti) o proveresti a costruire una nuova teoria che le assorba e superi entrambe?
Pasquale
Inviato: 3/2/2014 21:16  Aggiornato: 3/2/2014 21:18
Autore: venises

Carissimo Pasquale,
(anche se sappiamo che a te è cara) l'idea della teoria che include, generalizza ed espande la precedente a noi sembra un'idea un po' ottocentesca di scarso interesse.
Nell'ambito dell'epistemologia ci crede solo Popper. Nella realtà a noi pare che le grandi svolte siano sempre accompagnate da ridefinizioni concettuali, dallo smascheramento di errori, dal conquistare terreno alla superstizione.
Per restare a Popper, quello che Einstein fa con la teoria della relatività è ridefinire il concetto di tempo, non è aggiungere un termine di correzione alle medesime equazioni del moto di Newton.
Lo stesso vale per Copernico, per Galilei, etc.

Per venire alla tua domanda specifica (la nostra opinione non ha importanza) vale invece la pena d'invitare il lettore alla seguente riflessione: il credere (o meglio il desiderare) che un'unica teoria sia capace di descrivere più fenomeni è un'ambizione (o un programma di ricerca o un'aspirazione) assolutamente legittima, ma che nulla a che vedere con la scienza, non più di quanto il parlare di sport al bar abbia a che vedere con il praticare lo sport.

Einstein ha speso metà della propria vita nel tentativo di arrivare ad una teoria del campo unificato, fallendo. Ma le battaglie perse di Einstein non si contano: contro il principio d'indeterminazione della meccanica quantistica, contro l'esistenza dei buchi neri, etc.
Hawking si è fatto un nome mettendo insieme relatività e teoria dei quanti e correndo appresso alle assurdità che ne discendono.
E il tentativo d'unificare le forze fondamentali continua: nulla da fare per il momento.
È bene? È male? Se uno solo di questi tentativi produrrà un avanzamento della nostra comprensione del mondo e delle nostre capacità di previsione, allora sarà valsa la pena d'indagare in quella direzione.
Boltzmann si è suicidato per non essere riuscito a far prevalere il proprio modello di descrizione del reale. Ne valeva la pena?
Ma perché andare sul così difficile?
La luce è un'onda o una particella? La risposta che la scienza ancora oggi dà a questa semplice domanda è: dipende, un po' e un po'.
A seconda che siate appagati da una simile risposta o che la consideriate una non-spiegazione, vi sapremmo dire qual'è la vostra Estetica della Scienza.
Che di questo si tratta, di un dibattito estetico, non di un dibattito scientifico.

Inviato: 3/2/2014 21:37  Aggiornato: 3/2/2014 21:37
Autore: venises

Torniamo un istante ad Einstein.
Quando, nel 1905, prova ad unificare elettrodinamica statica ed elettrodinamica dei corpi in movimento - allora governate da modelli descrittivi incompatibili - ci riesce creando la relatività ristretta (nota: ridefinendo il concetto di tempo, non più indipendente dallo spazio).
Quando, un decennio più tardi, cerca d'unificare la relatività con la teoria della gravitazione, ci riesce creando la Teoria della Relatività Generale (stavolta la gravità si esercita anche su oggetti privi di massa come la luce).
Quando cerca di mettere insieme gravitazione ed elettromagnetismo in una teoria più generale fallisce.
Qual'è la morale di tale storia?
Secondo noi la morale, qualunque sia la vostra, non appartiene alla scienza.
E qualunque morale è legittima, appartenendo essa al campo delle opinioni, dei desideri, delle aspirazioni, delle speranze, della nostra idea personale di perfezione estetica.

Inviato: 4/2/2014 12:02  Aggiornato: 4/2/2014 13:08
Autore: fulmini

Venises carissimo,

1. Sì. Anch’io come te penso che “nella realtà le grandi svolte scientifiche siano sempre accompagnate da ridefinizioni concettuali, dallo smascheramento di errori, dal conquistare terreno alla superstizione”.
Posso aver detto o scritto talvolta qualcosa di diverso in merito, ma che vuoi farci, non possiedo la stessa capacità di concentrazione perenne e assoluta di Claudio Abbado. (Sono curioso però: fammi sapere dove ho condiviso caramente “l’idea della teoria che include, generalizza ed espande la precedente”).

2. No. La penso diversamente da te quando affermi: “che un'unica teoria sia capace di descrivere più fenomeni è un'ambizione (o un programma di ricerca o un'aspirazione) assolutamente legittima, ma che nulla a che vedere con la scienza”. Ed esemplifichi: “La luce è un'onda o una particella? La risposta che la scienza ancora oggi dà a questa semplice domanda è:dipende, un po' e un po'.”

Che io pensi come te il punto 1 lo mostra il fatto che sto trascorrendo la mia intera vita di scienziato storico-sociale (o storico-politico, scegli tu) ridefinendo concettualmente alcuni concetti cruciali delle scienze sociali date (il concetto di Stato, il concetto di crisi, i concetti struttura/sovrastruttura), smascherandone alcuni errori capitali (l’idea della civiltà moderna come ultima civiltà possibile), conquistando terreno alla superstizione che ancora infesta le scienze storiche e sociali e politiche come una mala erba (la credenza nelle leggi storiche ed economiche e statistiche, e specialmente delle leggi della storia e delle leggi della società).

Perché non la penso come te sul punto 2? Ascolta, Venises: il campo scientifico storico-sociale-politico, lungo tutto il corso del Novecento è stato dominato dal marxismo e dalla sociologia, che prima si sono divisi ideologicamente e territorialmente tutto il cucuzzaro e poi, dagli anni Settanta, quando hanno cominciato a perdere colpi (in termini di conoscenza della realtà effettuale, di previsione degli sviluppi possibili, di organizzazione delle situazioni critiche), poi hanno cercato variamente di combinarsi: “un po’ e un po’” come dici tu. Ora, a me non pare che queste varie combinazioni di marxismo-e-sociologia (lasciamo perdere – in quanto patetici come tutti i nostalgici - i fondamentalisti del marxismo e della sociologia) abbiano messo la scienza storico-sociale-politica in condizione di conoscere e prevedere e organizzare.

Io non me ne intendo abbastanza della natura della luce, che, “ancora oggi” – scrivi tu, cioè allo stato presente delle teorie scientifiche date, è un po’ onda e un po’ particella. (Oggi. E domani?) Ma me ne intendo abbastanza della natura dell’essere umano, il quale, certo, si potrebbe dire, e si dice, allo stato presente delle teorie scientifiche conosciute, un essere un po’ storico e un po’ sociale e un po’ politico, e quindi conseguentemente abbiamo da una parte una scienza della storia e da un’altra parte una scienza della politica e da un’altra ancora una scienza della società.

Ma. Ma siccome l’essere umano è un essere uno (o se vuoi un campo unificato, o unificabile) e non un essere bino o trino, penso che si possa e si debba costruire una scienza della storia e della politica, mettendo insieme il passato e il presente, la storia e la politica, le condizioni e l’iniziativa, ciò che siamo e ciò che possiamo essere. Una nuova scienza. Non, invece, mettendo insieme il marxismo e la sociologia come la pasta e i fagioli, un po’ e un po’: alla Jürgen Habermas, alla Alain Touraine, alla Immanuel Wallerstein, alla Antony Giddens, alla Luciano Gallino, alla Zygmunt Baumann, eccetera.

Pasquale
Inviato: 4/2/2014 22:44  Aggiornato: 5/2/2014 7:41
Ho capito...un po' e un po'...
Tutto questo mi interessa moltissimo, Venises.
Mi sembra di poter dire che, data la complessità dell'esistente e anche l'inafferrabilità di alcuni concetti, bisogna accettare di rimettere in discussione ogni teoria, anche quella che finora ci aveva rincuorato e spiegato "tutto"; inoltre, spesso è necessario ripartire quasi da zero; e sarà sempre necessario accettare di convivere con teorie che spiegano concetti e dinamiche imperfettamente - e che saranno continuamente superate.

Tania
http://pioggiadinote.com
Inviato: 22/2/2014 13:30  Aggiornato: 18/5/2014 15:52
Autore: venises

(venise1)
Caro autore, dal tuo testo traspira un’osservabile (questa si) insofferenza verso questa quarantennale rincorsa al paradosso iniziata negli anni settanta (un’intuizione di alcuni russi ‘commercializzata’ da un brillante scienziato occidentale, il quale è riuscito a creare un filone di discepoli - pro e contro, ovviamente, i discepoli avversi sono sempre più numerosi dei fedelissimi).
Ma nulla dici di tale tuo fastidio. È perciò difficile per noi - che tale fastidio t’invidiamo - capire cosa ci sia che non va in questa storia oscura.
Sentiamo che scienza oscura non si può dare - ché altrimenti non è più scienza - ma fatichiamo ad individuare cosa crea il disagio che pur proviamo.
Dismetti pertanto l’alterigia e dibatti con noi.

(venise2)
Carissimo lettore-che-s’interroga, hai colpito nel segno. Quello d’esplicitare le proprie riserve è addirittura un obbligo morale. Troppo facile sorridere ironicamente restando in un angolo, senza esporsi.
Dirò pertanto la mia. Grazie dell’invito ad espormi.

(venise1)
Allora, cosa c’è di male a mettere insieme teorie nate da contesti diversi?
Non è lecito (anzi, doveroso ed intelligente) chiedersi cosa succeda ad una coppia particella-antiparticella che di colpo si crea sul “bordo” d’un buco nero?
Cosa suggerisci tu, una scienza che non s’interroghi?

(venise2)
Le domande che tu citi sono tutte lecite - anzi, scientificamente doverose.
Fai però attenzione a come vengono date le risposte.
Trasportare concetti da una teoria all’altra senza cautela può produrre disastri teorici.
Quando si parla di ‘temperatura di un buco nero’ o di ‘informazione di un buco nero’ si fa un doppio salto mortale.
Attenzione: senza temperatura finita non c'è radiazione (di Hawking) e quindi il problema è risolto prima di cominciare.

(venise1)
Non capisco. Non fanno tutte queste teorie parte della fisica?

(venise2)
Quando si trascina un concetto da un ‘framework’ teorico in un altro abbandonando alle spalle (dimenticando, ignorando) il ‘framework’ teorico di partenza si procede esattamente all’opposto di come, per esempio, procedette Einstein nel 1905 con la relatività ristretta - e di come deve sempre procedere la scienza.
Quando Einstein mette insieme meccanica e elettrodinamica e trova un paradosso teorico nelle conclusioni alle quali le due teorie giungono, s’interroga su cosa rispettivamente esse intendano con ‘movimento’, visto che questo è il concetto che condividono. Scopre quindi che esse intendono cose diverse e arriva a mettere in discussione la relazione fra spazio e tempo (il movimento, appunto), riconciliandole in entrambe le teorie.
Quello che Einstein non fa è prendere il concetto di movimento di una e dell’altra teoria per costruirci sopra una pila di paradossi.

(venise1)
Ah!

(venise2)
Ma andiamo oltre.
Un buco nero è una costruzione concettuale. Non si può osservare.
Quando s’osserva il moto di coppie di stelle che deviano dalle traiettorie previste dalla fisica esattamente nel modo in cui devierebbero se fossero disturbate dalla presenza di un buco nero in tale posizione e tale massa, non si è dimostrata l’esistenza del buco nero. Si è solo dimostrata la compatibilità del fenomeno osservato con l’ipotesi che il disturbo sia dovuto alla presenza di un oggetto chiamato buco nero avente certe proprietà definite. Il fenomeno osservato è compatibile con centinaia d’altre ipotesi esplicative, nelle quali si preferisce non investire molta attenzione.

(venise1)
Ooooh!

(venise2)
Ma andiamo oltre.
Quando ci s’interroga su cosa accada ad una coppia particella-antiparticella (ma esiste ‘sta roba là o abbiamo a che fare con un’altra teoria plausibile e non positivamente dimostrata? Lasciamo correre, ché non finiamo più) è perché sappiamo (nel senso di ‘poter escludere’ il suo contrario) che le coppie particella-antiparticella si possono formare al confine di un buco nero?
Siamo cioè sicuri che le stesse leggi che valgono quando il campo gravitazionale non supera (per es.) una certa soglia valgono ugualmente quando il campo superi tale soglia? Ne abbiamo una conferma sperimentale? O è questa l’ennesima suggestiva ipotesi?
Codeste teorie sono un po’ come il film Gravity: effetti speciali grandiosi, fisica un po’ carente.

(venise1)
Adesso ho capito!
Stiamo dando mangime per pesciolini ad un gatto.
Non c’è da meravigliarsi che gli vengano i dolori alla pancia, povero micetto!

Inviato: 22/2/2014 13:41  Aggiornato: 22/2/2014 13:41
Autore: fulmini

Minchia! (Traduzione in lingua italiana: Stupore! Traduzione in gergo corrente nell'Italia dei Renzi: Robba Forte!)
Inviato: 6/3/2014 21:37  Aggiornato: 18/5/2014 15:47
Autore: venises

Ad evitare l’accusa d’essere di parte, eccovi un parere diametralmente opposto a quello dei due venises.




Patricia Burchat sulla Materia Oscura

Inviato: 7/3/2014 5:58  Aggiornato: 7/3/2014 6:20
Autore: fulmini

Caro Venises, ascoltando questa Patricia sulla Materia Oscura e l'Energia oscura, mi venivano in mente due ordini di pensieri.
Il primo ordine riguarda la mia mente registica: in relazione alla sua età e genere e professione: la sua magrezza, la sua velocità del pensare e parlare, il suo modo di vestirsi, di curarsi i capelli... Tutto questo è impressionante, se paragonato a 50 anni fa.
Il secondo ordine riguarda la mia mente scientifica: oggi pochi si rendono conto che, oltre a ciò che appare della attività politica, le persone e i loro progetti personali di potere, i Letta e i Renzi e i Putin e gli Obama eccetera, sono in azione qualcosa di simile alla Materia Oscura e all'Energia Oscura - che non conosciamo ma è importante per capire ciò che appare.
Questo qualcosa, nella scienza economica e sociale e politica fino a qui, si pensava e si chiamava Leggi della Storia, Leggi del Mercato, e simili. Nella scienza nuova economica e sociale e politica che si va costruendo si pensa e si chiama Crisi della civiltà moderna, Nascita di una civiltà di esseri creativi e autonomi e solidali, e simili.
Pasquale
Inviato: 7/3/2014 6:06  Aggiornato: 7/3/2014 6:08
Autore: fulmini

A proposito della parte visibile. Finito di vedere e meditare il video di Patricia che hai postato, Venises, e di scrivere e rileggere il mio commento, vado sulla Rete e in repubblica.it trovo quest'altro video composto di foto e grafici: http://www.repubblica.it/scienze/2014/03/06/foto/da_hubble_le_prime_foto_di_un_asteroide_che_si_disintegra-80399167/1/?ref=HRESS-5#5
Pasquale
Inviato: 7/3/2014 21:57  Aggiornato: 8/3/2014 8:51
Autore: venises

(venise1)
Scusa venises, ma cosa c’entra adesso la discussione sull’energia e la materia oscure con il post sui buchi neri? (A parte i tuoi stessi commenti fuorvianti e la tua battaglia privata contro la materia oscura).

(venise2)
Caro venise1, e se l’espansione accelerata dell’universo attribuita all’energia oscura fosse invece dovuta alla materia che, inghiottita dai buchi neri, finisce con l’essere distrutta e quindi irradiata al di fuori del buco nero sotto forma di continuo spazio-temporale?
E se fosse proprio l’esistenza dei buchi neri a dimostrare l’inesistenza della materia oscura?

(venise1)
Ipotesi suggestiva.

Inviato: 8/3/2014 9:49  Aggiornato: 8/3/2014 9:52
Autore: fulmini

Piacquemi il vostro ultimo dialogo, venise1 e venise2!

A proposito: studiando la figura e le opere di Pio da Pietrelcina detto San Pio, e la 'bilocazione' (che anche voi due, venise1 e venise2 praticate in quanto 'angeli' di Venises), mi sono chiesto cosa pensiate di un problemuccio quantistico, e precisamente del "perché gli oggetti del mondo macroscopico perdano le proprietà che presentano del mondo microscopico, dove vige la fisica quantistica" : vedi voce 'Bilocazione' di Wikipedia
Grazie e Stragrazie - gli 'angeli' di Pasquale
Inviato: 8/3/2014 20:57  Aggiornato: 8/3/2014 20:57
Autore: venises

(venise2)
I lettori più attenti avranno certamente notato come l’ultima ipotesi di Hawking (ovvero il rimpiazzare l’ orizzonte degli eventi con un più blando orizzonte apparente, una regione nella quale gli effetti quantistici sono talmente intensi da far fluttuare lo spazio-tempo in modo così selvaggio che non è più possibile parlare di una frontiera definita) è un modo elegante d’esporre proprio la nostra ultima ipotesi nel commento del 22 febbraio scorso (ovvero che le leggi che valgono quando il campo gravitazionale sia eccezionalmente intenso non siano più le stesse).

I medesimi lettori avranno altresì notato come la Burchat sostenga proprio quello che noi (altrove sempre nel commento del 22 febbraio scorso) neghiamo, ovvero che fenomeni quale la deviazione di raggi luminosi etc dimostrino l’esistenza (non tanto e non solo dei buchi neri ma persino quella) della materia oscura.



P. S. = cari angioletti pasquali, che bel quesito!
Rispondervi ci darà l’opportunità di trattare d’uno degli argomenti a noi più cari. Ci serve però un po’ di spazio: vi risponderemo presto con un post.

Inviato: 14/3/2014 8:09  Aggiornato: 17/5/2014 14:39
Autore: fulmini

Un'idea pazza, Venises.

Poco fa, riflettendo passeggiando (sono multitasking) su come introdurre un certo Seminario che vado a fare Domenica, mi è caduta addosso l'idea che gli oggetti del mondo macroscopico perdono le proprietà che presentano del mondo microscopico, dove vige la fisica quantistica per la seguente ragione.

Gli oggetti semplici possono bilocarsi perché sono seriali, fra loro uguali, gli oggetti complessi non possono bilocarsi perché sono individuali, fra loro diversi.

Gli uomini sono complessi, e non possono bilocarsi. Ma un elettrone può, e lo fa.

Per le donne la questione è diversa: ci sono anime semplici che abitano corpi complessi - e queste combinazioni non possono essere che donne. Ecco dunque spiegato perché certe donne ci pare di ri-vederle, e forse sono bilocate.

Pasquale
Inviato: 18/3/2014 4:56  Aggiornato: 18/3/2014 5:23
Autore: fulmini

Caro Venises,
lo so, lo so che stai lavorando al post che i miei angioletti/diavoletti ti hanno chiesto.
Visto e considerato che sei fomentato dalla questione, tieni conto di questa notiziola, per favore. (A me questa storia che dopo un decimilionesimo di miliardesimo di miliardesimo di miliardesimo di secondo dalla nascita il mondo che era quanto un'arancia è cominciato ad espandersi e non la finisce più m'è sempre parsa inverosimile. Pensa tu che non ho mai creduto al racconto biblico della Genesi proprio per la sua inverosimiglianza: Dove sta questo Tipo che crea il mondo? Fuori del mondo non c'è niente. Il 'mondo' è precisamente 'quello che c'è'.)
Pasquale Mattutino
Inviato: 3/11/2014 12:26  Aggiornato: 3/11/2014 12:26
Autore: fulmini

Inviato: 28/4/2015 14:31  Aggiornato: 28/4/2015 14:31
Autore: fulmini

Inviato: 29/4/2015 18:53  Aggiornato: 29/4/2015 18:53
Autore: venises

Caro amico,
francamente non capiamo cosa ci sia di così strano in tale affermazione.
Certo che ci sono mondi paralleli !
Com'è noto, hanno tutti la medesima capitale, Copenhagen.
E, ovviamente, sono uno sovrapposto all'altro.
Meglio stare all'attico - dove, appunto, si suona ininterrottamente la musica degli OneDimension (con e senza Zayn Malik, contemporaneamente).


Universi Paralleli
Inviato: 3/5/2015 4:56  Aggiornato: 3/5/2015 4:56
Autore: fulmini

Benedetto sia il sito-rivista! Grazie alla sua esistenza operosa continuo a studiare i problemi fondamentali. E grazie a te, Venises, e ai nostri lettori-commentatori, studio e ristudio (nei limiti delle mie conoscenze fisiche e naturali) la realtà fisica del mondo.
In questi giorni ho letto un libro di Carlo Rovelli, Sette brevi lezioni di fisica, Einaudi 2015, e leggendolo ho pensato in più punti alle nostre appassionate discussioni sullo stato presente della scienza fisica, ricco di risultati ma contraddittorio, secondo Rovelli, che lavora (come responsabile dell’Èquipe de gravité quantique del Centre de physique thèorique dell’Università di Aix-Marseille) al superamento di questa “situazione paradossale”.
“C’è una situazione paradossale al centro della conoscenza del mondo fisico. Il Novecento ci ha lasciato due gemme: la relatività generale e la meccanica quantistica. (…) Due teorie prodighe di doni e fondamentali per la tecnologia odierna, che hanno cambiato il nostro modo di vivere. Eppure le due teorie non possono essere entrambe giuste, (…) perché si contraddicono l’un l’altra.”
Lo hai letto questo libro?
Più in generale: le proposte teoriche di Rovelli per la soluzione della contraddizione ti sembrano fondate?
Pasquale
(E grazie della risposta precisa e spiritosa al mio quesito fisico-musicale.)
Inviato: 13/7/2015 10:56  Aggiornato: 13/7/2015 10:56
Autore: venises

Delle bellissime immagini dei buchi neri, dell'orizzonte degli eventi, del quantum entanglement e persino del firewall.
Impressioni d'artista, ovviamente (nel caso ci fosse bisogno di precisare).

Inviato: 6/10/2015 15:40  Aggiornato: 6/10/2015 15:41
Autore: fulmini

Leggendo una notizia intorno alla scoperta dell’oscillazione dei neutrini ((importante perché)) richiede che i neutrini abbiano una massa, un aspetto non previsto dal modello standard, la teoria che spiega il comportamento delle particelle, mi sono chiesto a che punto è la resistenza, l'efficienza, la validità del modello standard.

Chi sa parli ora, o domani (non sarebbe bello da parte sua tacere per sempre).

Pasquale
Inviato: 5/2/2016 19:41  Aggiornato: 5/2/2016 19:42
Autore: fulmini

Inviato: 11/2/2016 18:59  Aggiornato: 12/2/2016 8:59
Autore: venises

È paradossale che la prima detezione sperimentale (se sarà confermata1) delle onde gravitazionali venga grazie ai buchi neri2, la cui esistenza Einstein non volle mai ammettere.




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1 ai più attenti non sarà sfuggita la tempistica dell'annuncio, che arriva - ad opera dei laboratori terrestri del sistema LIGO - a qualche giorno (!!!) dall'inizio della missione scientifica Lisa Pathfinder dell'ESA, che ha lo scopo di rilevare l'esistenza delle onde gravitazionali usando un'infrastruttura spaziale, invece che terrestre.
Einstein sosteneva che Dio non gioca a dadi. Voi credete nelle coincidenze?


2 C'è qui, non a torto, sostiene che si tratti di una doppia conferma, quella delle onde gravitazionali e quella dei buchi neri.
Dovremmo magari più correttamente dire che tali misure corroborano l'ipotesi dell'esistenza dei buchi neri?



Inviato: 12/2/2016 14:11  Aggiornato: 12/2/2016 14:12
Inviato: 12/2/2016 23:04  Aggiornato: 12/2/2016 23:07
Grazie, Venises, della integrazione del tuo commento precedente, con la notizia intorno ai buchi neri, le onde gravitazionali, l'ESA e i suoi concorrenti.
Rispondo alla tua domanda: "Credete nelle coincidenze?" Io no - la credenza nelle coincidenze è un residuo del pensiero superstizioso. Gastón Soublette invece ci crede, sulla scorta di Carl Gustav Jung. Secondo me è un punto debole del pensiero di Soublette, e Jung.
Mi hanno sempre colpito questi residui superstiziosi nel pensiero degli scienziati, dei filosofi e degli intellettuali in genere.
Pensa che uno dei miei amici più razionali - che conosci bene: è un buon giocatore di tennis e buon navigatore a vela - mi ha ripetuto più volte, per rincuorarmi, che io sono "sfortunato". Ma Sfortuna e Fortuna sono, appunto, niente altro che residui del pensiero superstizioso, sei d'accordo con me almeno tu?
Pasquale
Inviato: 13/2/2016 22:49  Aggiornato: 13/2/2016 22:49
Autore: venises

D'accordissimo con Einstein - "Dio non gioca a dadi" potrebbe persino essere elevata a definizione di Dio - "Dio è quella cosa che non gioca a dadi" resta la migliore definizione di Dio che io conosca, le altre sono confuse.
E d'accordo pure con te, che la sfortuna non esista.
Se esiste, non è più casuale, quindi non è più sfortuna, diventa accanimento od errore.
Inviato: 14/2/2016 3:02  Aggiornato: 14/2/2016 3:02
Autore: fulmini

Venises, provo ad integrare la definizione di Dio che proponi a partire dalla formula di Einstein.
"Dio non gioca semplicemente a dadi, gioca a tavola reale - gioco complesso."
E ancora (non sono ancora le tre di mattina, non ho sonno, e prima di mettermi a lavorare mi diverto a cazzeggiare): "sfortuna" = accanimento (degli altri) + errori (propri). Anche qui ci soccorre mastro Einstein, che ha lasciato scritto da qualche parte (forse nel libro 'Pensieri degli anni difficili", del 1939) - cito a memoria: "Le difficoltà vengono da fuori, i problemi da dentro."
E passo e chiudo (per oggi) con il grazioso accostamento della tua figura alla figura di Dio. Qui ci è d'aiuto Voltaire: "Se Guido e Dio non ci fossero, bisognerebbe inventarli."
Bene. Ora sono pronto, mi faccio un caffè e, prima dell'arrivo di Alessandro Isidori montatore di 'Voi non la conoscete', pre-monto mentalmente e per iscritto il film-documentario.
Abbracci pasquali
Inviato: 19/2/2016 2:37  Aggiornato: 19/2/2016 2:38
Inviato: 9/6/2016 9:01  Aggiornato: 9/6/2016 9:01
Autore: fulmini

Inviato: 16/8/2016 5:38  Aggiornato: 16/8/2016 8:15
Autore: fulmini

Verso la conferma dell'ipotesi della 'Radiazione di Hawking': i buchi neri non sono senza fondo:
Inviato: 27/9/2016 7:06  Aggiornato: 27/9/2016 7:06
Autore: fulmini

La scienza e gli scienziati. Una breve intervista televisiva ad una scienziata italiana: Amalia Ercoli Finzi: https://www.youtube.com/watch?v=PT8HiHEm6T4
Inviato: 13/12/2016 22:13  Aggiornato: 13/12/2016 22:13
Autore: venises

Se la teoria della gravità di Verlinde fosse esatta, allora forse non ci sarebbe più bisogno di postulare l'esistenza di una Materia Oscura.

Inviato: 14/12/2016 7:35  Aggiornato: 14/12/2016 7:35
Autore: fulmini

Venises! Ma è vero che la gravità entropica rompe la coerenza quantistica?
https://it.wikipedia.org/wiki/Erik_Verlinde
E tu, cosa ne pensi? Riesci a spiegarlo a un uomo sulle soglie della vecchiaia che non conosce la matematica e la fisica legate a tali questioncelle, e che in gioventù non è andato oltre l'Introduzione alla matematica di Whitehead?
https://it.wikipedia.org/wiki/Alfred_North_Whitehead
Inviato: 10/8/2017 11:28  Aggiornato: 10/8/2017 11:28
Autore: fulmini

Einstein aveva ragione. La stella e il buco nero confermano la legge della Relatività.
Uno studio condotto su tre astri che ruotano vicino al centro della nostra galassia è una nuova prova che la teoria formulata più di un secolo fa dal fisico tedesco non sbaglia. L’orbita di una di esse è calcolabile grazie alla Relatività generale e non dalle leggi di Newton, perché deformata dall’immenso campo gravitazionale.

http://www.repubblica.it/scienze/2017/08/09/news/einstein_aveva_ragione_di_nuovo_la_stella_e_il_buco_nero_confermano_la_legge_della_relativita_-172699126/?ref=RHPF-VA-I0-C6-P5-S1.6-T1