Radio Fulmini

Per installare RadioFulmini sul tuo sito clicca qui
_________________
Chi siamo
Login
Per gli Iscritti
Ricerca

Ricerca avanzata


Questo sito-rivista è la prosecuzione del blog-rivista fulmini, che in diciotto mesi ha capitalizzato 180.000 visite. Per conoscere il funzionamento di questo sito-rivista si può leggere il "Chi siamo" qui in alto.

lo spacco : Umit va come un treno
di fulmini , Sun 22 December 2013 5:00
English version   Version Française   Versión español   Deutsch version  



E il nostro turco-cipriota coautore Umit Inatci, che sta combinando?

Dipinge alla grande. Guardate questo quadro recente, per esempio:

un quadro di Umit Inatci

Formato stampa Invia questa news ad un amico Crea un file PDF dalla news
 
Si raccomanda di abilitare i cookies nel proprio browser prima di inviare un commento.
I commenti sono proprietà dei rispettivi autori. Non siamo in alcun modo responsabili del loro contenuto.
Commenti
Inviato: 23/12/2013 12:28  Aggiornato: 23/12/2013 12:28
Autore: fulmini

Osservando e ammirando quest'opera di Umit a un certo punto mi è venuto in mente il Compianto su Cristo morto di Giotto. Virato alla gioia, certo.
Inviato: 23/12/2013 14:47  Aggiornato: 23/12/2013 14:58
Autore: fulmini

Sulla pagina FB che tengo come diario di piazza, poco fa ho accostato questo dipinto di Umit al Compianto su Cristo morto di Giotto. Commento fulmineo di Umit: "te ne sei accorto..." Quanto è bello avere amici generosi e dialoganti come Umit.
Inviato: 23/12/2013 18:56  Aggiornato: 23/12/2013 18:56
Autore: fulmini

(Seguito del dialogo FB - che può interessare i lettori del sito-rivista che non condividono FB:)

Pasquale:
Tutto merito tuo, Umit. Tu non sei uno di quegli artisti che parlano astrattamente dell'arte e dicono di sapere, bensì uno di quelli che la fa concretamente e sa.

Umit:
L'ultimo libro che ho pubblicato parla proprio di questo... quando parlo della fenomenologia dell'opera d'arte pronuncio tre concetti: L'intelletto, fare e sapere... L'"ontologia della cosa" in realtà ha che vedere con l'esperienza del fare... quando la cosa è la cosa del sapere l'istinto diventa il corpo della sensibilità... mettere in atto l'intelletto vuol dire mettere in atto il lato antropologico della sapienza... l'arte é un fare unitario senza prima e dopo... il tempo dell'arte - nel fare e nel pensare - non è da dividere... non si può dissociarsi dal precedente nel nome del nuovo... il nuovo è un illusione ma c'é il tutto e questo tutto è sempre mancato... ecco il meccanismo del fare: sentiamo che qualcosa manca... siamo operai intellettuali della mancanza... il mio italiano non è sufficiente per spiegare al massimo quello che voglio dire però so che il massimalismo intellettuale basato sulla problematica dell'odierno congela quello spiritualismo che ci fa sentire la parte del tutto-universo, quella memoria totale della umanità... ecco perché parliamo della esigenza della "nuova civiltà"...