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il legame : Storia di una Maglietta
di venises , Tue 10 December 2013 4:00
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Una fattoria nel Mississippi produce cotone per 9.4 milioni di magliette.
Per produrre questo cotone bastano 13 persone e 26 macchine.
Il cotone di una maglietta costa 0.60$.

Il trasporto di una maglietta finita negli Stati Uniti costa: 0.10$ (dal Bangladesh); 0.07$ (dicasi sette centesimi, dalla Colombia).
Fate attenzione al ruolo avuto dal container nel rendere possibile la globalizzazione.
Una delle invenzioni più rivoluzionarie dell'intera storia umana.

Una lavoratrice "tessile" del Bangladesh (quella che fa le magliette) guadagna 80 $ al mese, lavora 6 giorni la settimana.
Spedisce la maggior parte del proprio salario alla famiglia, nel villaggio natale.
Le lavoratrici/lavoratori di magliette sono 4.000.000 in Bangladesh.

Chi volesse saperne di più, guardi questi cinque brevi filmati prodotti da PlanetMoney.



Parte 1 – Cotone




Parte 2 – Macchine





Parte 3 – Persone





Parte 4 – Contenitori





Parte 5 – Tu




Salario Minimo


Un'ultima curiosità: le magliette importate dal Bangladesh sono soggette ad una tassa del 16.5%, quelle importante dalla Colombia sono esenti da tasse.
È una fortuna per le lavoratrici colombiane che le lobby dei grandi industriali tessili negli States siano riuscite ad ottenere questa eccezione dal Congresso, perché altrimenti loro, probabilmente, non avrebbero lavoro di sorta.
Loro - come pure i lavoratori in Bangladesh, Indonesia, Brasile, e in qualsiasi altra parte del mondo - non hanno diritto di partecipazione alla vita politica statunitense.
Il loro destino - nel bene come nel male1 - si decide senza di loro.




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1 E mi perdoni Luis se sono in radicale disaccordo con la sua tesi.
L'ottimismo della volontà è una bellissima cosa, ma non è sufficiente per cambiare il mondo.
Bisogna entrare nella stanza dei bottoni. E mettere ordine.


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Commenti
Inviato: 10/12/2013 12:43  Aggiornato: 10/12/2013 12:43
Autore: fulmini

Post molto interessante, Venises. Colpisce, come al solito, la tua passione per "la realtà effettuale della cosa" (Niccolò Machiavelli).

Anche la chiusa del testo è incisiva. "Il loro destino - nel bene e nel male - si decide senza di loro." ('Loro' intesi come i 'lavoratori' e le 'lavoratrici'.) Mi ha fatto venire in mente una memorabile frase di Heinrich von Kleist: "Le cose degli uomini le decidono altri uomini."

Ma più di tutto il post mi ha ferito la chiusa della nota: "Bisogna entrare nella stanza dei bottoni. E mettere ordine." Mi domando in che modo questa tua idea sia imparentata con il sogno della rivoluzione.

Pasquale Misuraca
Inviato: 14/12/2013 12:50  Aggiornato: 14/12/2013 15:40
Autore: venises

HamburgHarbour


Il porto più grande al mondo (per traffico) è quello di Shanghai, dal quale passa quasi il 6% del traffico commerciale mondiale (su nave). Seguono altri porti asiatici. Poi altri: asiatici. Il più importante porto europeo è quello di Rotterdam (2.2% del traffico mondiale).

Ports Statistics



L'unità di misura del traffico portuale è detta TEU (Twenty-foot Equivalent Unit). Essa denota le dimensioni di un container standard, tale da poter essere facilmente trasportato sia su nave che su treno che su camion.
Si misura in container il successo e l'importanza di un porto.

Inviato: 16/12/2013 12:21  Aggiornato: 16/12/2013 12:21
Autore: fulmini

Inviato: 18/12/2013 1:02  Aggiornato: 15/2/2014 16:21
Autore: venises

Ancora sui container….. 90% del commercio mondiale "viaggia" su nave.




Rose George: I segreti dell'industria del traffico marino
Inviato: 15/2/2014 16:17  Aggiornato: 15/2/2014 16:17
Autore: venises

Inviato: 21/4/2015 23:12  Aggiornato: 21/4/2015 23:14
Autore: venises