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profili : 3 - Greta ed io
di Anonimo , Mon 19 November 2007 7:50
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Noi non abbiamo paura del buio. Nella città fantasma anche le serrande sono inferriate sul niente. L’unico suono è quello dei nostri passi. E qualche campana lugubre ormai dimenticata. Greta voleva vivere, avevano deciso che vivesse il piccolo; gli altri. Sono morti entrambi. Non voglio sentire. Io non capisco gli uomini forse perché non posso più esserlo. Non voglio sentire. La nave s’è allontanata. I topi sciamano. Nessuno li può fuggire. Ascolto il vento e i merli di pietra che porgono il petto. Anch’io sono stato condannato. Non ne parlo perché lo so e gli altri non vogliono sentirlo; siamo sempre più numerosi. Non è il nome che ci condanna. E’ che… non riesco a dormire. Il frastuono assordante del silenzio non me lo lascia fare. Sii gentile con te stesso: ucciditi prima di incontrarmi. Non permettermi di farlo io. Fallo per il tuo piacere. Non ascoltare gli altri. Io lo farei solo perché devo. Non posso altrimenti. Aspetto senza ansia le ombre uscire dal buco nero. Affollarsi intorno al corpo moribondo. Godere sbavando della sua decomposizione. Città non città. Recinto. Non c’è rimedio. Anch’io sono stato condannato; anche se parlo una lingua che capisco. Infettato a mia volta. Noi abbiamo bisogno di sangue per vivere e non possiamo morire.

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