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profili : 4 - e negli occhi l'immagine
di Anonimo , Wed 19 December 2007 8:00
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Mai guardarsi dietro alle spalle. Avevano portato fiori, naturalmente bianchi crisantemi. Quelli del mazzo largo avevano un piccolo cuore giallo. Perché quei fiori accompagnassero la tristezza non gli era chiaro. In verità a lui ricordavano il giorno in cui si era sposato; veramente l’immagine della sposa. Era dolce e splendente nel suo bianco e nel pallore dell’emozione. Certo la vita non riserva solo gioie, e non guarda in faccia; non va per il sottile. Essere lì a vegliare su quel riposo, destinato a non interrompersi, non era quello che aveva sognato. Semplicemente lo faceva con scrupolo, nel modo che gli appariva migliore. Al giorno d’oggi si ha sempre meno rispetto dei morti. I parenti vengono a fatica e di malavoglia e pian piano smettono anche di venire. Vi era intorno quella stessa sensazione di abbandono presente ormai anche nella maggioranza di tante periferie. Spazi dove la memoria diventa pietà e la pietà diventa un lusso che pochi possono permettersi. Ricordi che diventano pietre e pietre che restano pietre ma l’incuria e il tempo le rende sbrecciate. Si allontanò senza farsi ne vedere ne sentire dai pochi presenti con l’unico pensiero di quei morti che non volevano accettare di morire.

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Commenti
Inviato: 5/5/2010 13:23  Aggiornato: 5/5/2010 13:23
Autore: maurispag

acCULTOrito
…ma si può analizzare la vita colta di una persona
detronizzandone l’aspetto del culto ?...


L’eleganza
Non appena mi colpisce in faccia
L’ha giudico
E quello che mi stordisce è la noia
La paranoia e l’eleganza l’ho conosciuta nei miei occhi
Sono entrambi azzurri
Ma uno rassomiglia a pioggia di sorgente
E l’altro al cielo di mare.
L’esagerata cura
Adesso ha informato la mia età
L’eccellenza
È dieci anni più vecchia di me.
Sarà vero che viviamo nel culto ?

Un alto ideale
È che per un istante
Tutto andrà per il verso giusto del gusto
Seduti e lontani l’uno dall’altra
Ognuno nella sua personale eleganza.
Il tono della voce ha il sapore francese
Dell’uomo fine ed istruito
Ricorda la luna seduta
Che possiede il fascino dell’illuminabile.
Per tutto il tempo mi rendo autore del culto
Salito in alto, verso le pubbliche stelle
Saltato giù, da carrette dopo un lungo tragitto
E in un concentrato di sensibilità.
Per luoghi diversi, con riflettori estranei
Sono legato alla commestibile
Invidia…
Appropriata da una lesione
China su di me
Che non posso sopportare.

Con un filo di voce
Ed un articolato uso della parola
Assomiglio al culto…
E per questo, sono un approccio diverso
Nei colloqui di ogni appartenenza.


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