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il legame : Bernini
di venises , Thu 26 December 2013 4:00
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La tesi che quella forma d’attività umana che è l’Arte possa essere definita come quell’attività intellettuale nella quale la forma sposa il contenuto, ancorché suggestiva, rischia di escludere dal novero delle opere d’arte alcuni dei più grandi capolavori della storia dell’arte, appunto.





Infatti, uno degli aspetti della grandezza di alcune di quelle opere d’arte che svettano su quasi tutte le altre è costituito proprio dalla lotta dell’autore contro il mezzo, contro il supporto dell’opera.
È questo, per citare un sommo esempio, che spinge Michelangelo a rappresentare l’abbandono, la morbidezza nel marmo.
Ancora, è l'introduzione del tempo in un mezzo artistico statico (quale sono la pittura e la scultura) che rende la Vocazione di Caravaggio, o la Trasfigurazione di Raffaello, o le donne di Picasso (immortalate da più punti di vista contemporaneamente) delle opere insuperabili.

Michelangelo Buonarroti - Pietà


Pablo Picasso – Ritratto di Dora Maar


È ancora questa la sfida che esalta la bellezza dell’Apollo e Dafne del Bernini (senza menzionare la rappresentazione della leggerezza col marmo).
Il quale, se da un lato rappresenta l’istante esatto in cui l’amante crede1 d’essere arrivato a toccare l’oggetto del desiderio – e questo istante congela - dall’altro girando attorno alla statua di Dafne, il tempo scorre. Ella passa progressivamente da donna ad albero.
Come nella Trasfigurazione di Raffaello (e diversamente da ciò che succede nelle citate opere di Caravaggio e Picasso), qui è l'osservatore ad introdurre la dimensione temporale nell'opera. Se non la si osservasse resterebbe immobile; è l'osservatore a darle vita e storia.




Bernini – Il Potere del Genio



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1 Avrete notato come Apollo non tocchi la donna (ma solo la corteccia d'albero)

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Commenti
Inviato: 26/12/2013 9:23  Aggiornato: 26/12/2013 9:23
Autore: fulmini

Ottimo. Direi però, Venises, che se ben distinguiamo 'forma' e 'materia', seguendo le orme di Aristotele, l'amore coniugale tra 'forma' e 'contenuto' sopravvive sano e salvo.

Il passo chiave nel nostro caso a me pare questo:

"D'altra parte, [in Aristotele] la materia non è soltanto un sostrato inerte su cui s'imprime la forma, ma di questa forma ha in sé la possibilità; e la forma quindi non la determina estrinsecamente, ma costituisce la traduzione in atto della capacità implicita in quella."